Home Pets Tutelare la salute di umani e non umani

Tutelare la salute di umani e non umani

città: Milano - pubblicato il:
pets care

Anche in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, i nostri amici animali hanno bisogno di noi. Enpa e Lav ribadiscono il nostro dovere di garantire il benessere degli animali in famiglia, nei rifugi e randagi

In un momento difficile come quello attuale in cui il coronavirus ci obbliga a ridurre al minimo le uscite e i contatti fra le persone, non possiamo dimenticarci degli animali che dipendono da noi.

Per esempio i veterinari continuano a ricevere, seguendo alcune norme di buon senso: accesso agli studi solo su appuntamento per evitare assembramenti nelle sale d’attesa, riducendo il numero di persone in ingresso e indossando la mascherina in quanto, durante le visite, si ha un contatto ravvicinato con i proprietari.

Alcune associazioni nelle ultime ore si sono attivate per fornire informazioni utili a tutti e per garantire ai volontari che operano nei rifugi e nelle colonie feline la possibilità di continuare nel loro importantissimo lavoro di assistenza agli animali meno fortunati.

L’Enpa ha diramato un vademecum per seguire buone pratiche di convivenza e per consentire le attività dei volontari.

L’associazione ha inoltre ribadito che gli animali non trasmettono il coronavirus e che va comunque tutelata la salute di umani e non umani, come scritto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo.

La premessa è che bisogna sempre rispettare le regole sanitarie e le distanze di sicurezza, pulizia continua delle mani, non portare le mani alla bocca e agli occhi ed evitare contatti ravvicinati come strette di mano e abbracci tra umani.

Spostarsi solo quando è necessario per la tutela della salute di tutti ma senza dimenticare il benessere anche degli animali. Ecco dunque alcune risposte alle domande più frequenti.

  1. Si può uscire all’aperto con il cane? Sì. Il decreto non vieta lo spostamento di uomini e animali all’interno dello stesso Comune di residenza. Fare una passeggiata con il nostro cane è necessario per il suo benessere e anche per il nostro. È una attenzione al bene salute umano e animale. Sempre stando molto attenti alle regole sanitarie minime
  2. Si può continuare e prendersi cura delle colonie feline? Sì. Secondo l’Enpa, la gattara autorizzata deve continuare a occuparsi della sua colonia felina in quanto la circostanza è uno stato di necessità: i gatti (che sono tutelati dalla legge) non sarebbero infatti accuditi e alimentati e sarebbero esposti a maltrattamento e a abbandono. Di più: se alla gattara viene impedito di prendersi cura della propria colonia felina, i gatti andrebbero alla ricerca di cibo, creando potenzialmente una dispersione della colonia e un problema sanitario. Le gattare che si trovassero in questa condizione, devono avere una autocertificazione in cui si dichiara lo stato di necessità. Alcune Prefetture richiedono la dichiarazione dell’Ente o dell’associazione di appartenenza o il modulo Asl di assegnazione diretta e nominativa della colonia felina
  3. I volontari dei rifugi possono continuare la loro attività? Sì. Chiaramente occorre innanzitutto rispettare il principio della limitazione degli spostamenti. Quindi si può continuare a fare volontariato se strettamente necessario per gli animali. È necessario compilare il modello di autocertificazione in cui si dichiara lo stato di necessità
  4. Le adozioni di animali nei rifugi sono sospese? Le adozioni di animali nei rifugi non sono sospese. Tanto viene affermato anche in una circolare del Ministero della Salute a proposito delle prestazioni differibili e indifferibili. L’adozione di animali è considerata differibile solo al fine di limitare lo spostamento degli umani, ma non è né vietata né sospesa. Ovviamente vanno seguite le regole del rifugio presso il quale si vuole adottare un animale: alcuni danno in adozione solo per appuntamento, per esempio. È bene quindi contattare telefonicamente prima la struttura, qualora si volesse adottare un animale. La condizione, in questo caso, è quella di recarsi nel rifugio situato nel proprio Comune di residenza
  5. Si può segnalare un animale vagante ferito o in difficoltà? Si deve segnalare! Per il Ministero della Salute, il soccorso o il recupero di animali vaganti o feriti è una prestazione indifferibile. Quindi nel caso in cui ci fosse un animale vagante o ferito bisogna assolutamente segnalare il caso alla Polizia Municipale del luogo precisando che secondo il Ministero della Salute, il soccorso o il recupero è prestazione indifferibile e non può quindi passare in secondo piano
  6. C’è cibo a sufficienza per gli animali? La circolazione delle merci e la loro produzione non ha subito alcuna limitazione. Non c’è pertanto alcun timore in merito alla disponibilità, anche in futuro, di pet food

La Lav ha attivato un front desk a sostegno dei volontari e delle persone che hanno necessità, coordinato da Flavia Nigri, responsabile dell’Unità di emergenza Lav ([email protected] – 06/4461325) che opera in sinergia con la Presidenza dell’associazione e le Aree tematiche di intervento, quella animali familiari in particolare, per:

  1. fornire informazioni riguardo alle misure restrittive emanate e alla gestione e accudimento di animali (siano essi di privati o sul territorio)
  2. offrire aiuto di coordinamento logistico per situazioni di crisi, accogliere segnalazioni dalle sedi locali Lav e garantire loro supporto e coordinamento, se necessario
  3. attivarsi nei confronti delle Istituzioni, sulla base di specifiche indicazioni, per garantire che la situazione non abbia impatti su colonie feline e popolazioni di randagi

Sul sito della Lav si può scaricare un fac simile dell’autodichiarazione per i volontari – modulo aggiornato per tutta Italia dal Ministero dell’Interno – necessaria a giustificare uno spostamento per situazioni di necessità, compilato con l’aiuto dell’Ufficio Legale Lav.

Condividi: