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Stare bene in tempo di Covid-19: attenzione a quello che mangiamo

città: Roma - pubblicato il: - ultima modifica: 13 Marzo 2020
Stare bene in tempo di Covid-19

Le diete non sono solo una mera combinazione di nutrienti e le linee guida per una sana alimentazione, con i livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia (Larn), aiutano a scegliere il cibo da mettere nel piatto per stare bene in tempo di Covid-19

Ci sono dei rischi alimentari che bisogna tenere d’occhio: soprattutto in questi giorni in cui siamo limitati nei movimenti dovendo rimanere a casa. L’epidemia in corso ci obbliga anche a imparare a mangiare correttamente per stare bene in tempo di Covid-19.

Tanto più che la popolazione italiana sembra avere un basso consumo di cereali integrali, di frutta secca in guscio, di frutta e verdura da un lato, e dall’altro il consumo eccessivo di sale. Insomma, non sempre mangiamo bene.

Tutti questi fattori legati alla dieta (e dunque modificabili) causano malattie cardiovascolari, neoplastiche, respiratorie, diabete tipo 2 e altre patologie non trasmissibili, che insieme rappresentano un notevole carico di malattie e una priorità di salute pubblica per il nostro Paese.

Una grande mole di evidenze dimostra che uno stile di vita sano, con abitudini alimentari migliori e attività fisica regolare contribuisce al raggiungimento e al mantenimento di un buono stato di salute, determinando un minore rischio di malattie croniche in tutte le fasi della vita, una minore spesa sanitaria, una maggiore produttività, un invecchiamento attivo.

Come stare bene in tempo di Covid-19

La promozione di politiche che tendano a favorire determinate scelte alimentari protettive per la salute e a sfavorirne altre è estremamente urgente.

Ci sono – e sarebbe bene seguire – delle Linee Guida per una sana alimentazione che, con i Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia (Larn) per la popolazione italiana, sono strumenti di orientamento delle politiche alimentari.

Il presupposto è equilibrio, varietà e moderazione, all’insegna della tradizione italiana e della dieta mediterranea, con un occhio alla migliore ricerca scientifica e uno alla sostenibilità.

I Larn sono le raccomandazioni nutrizionali, ossia fissano le quantità di nutrienti e di energia in grado di soddisfare i relativi bisogni, nonché le quantità che, qualora in eccesso, potrebbero comportare effetti negativi sulla salute.

Sono valori validi per tutti, in qualunque posto del mondo, ovviamente adattati alle diverse fasce di età, sesso, condizioni fisiologiche…

Le Linee Guida, invece, sono le raccomandazioni basate sugli alimenti e sulla dieta, ossia indicano con quali scelte alimentari, a seconda delle tradizioni e delle abitudini locali, si possono soddisfare i Larn.

Esse si propongono la tutela della salute in situazioni in cui fattori socioeconomici e comportamentali determinino eccessi o carenze di assunzione alimentare, con conseguenti effetti sulla salute dell’individuo.

I due strumenti sono quindi intimamente correlati: le Linee Guida traducono gli obiettivi nutrizionali fissati nei Larn in indicazioni alimentari pratiche e la loro revisione periodica segue generalmente quella dei Larn.

Tutto ciò sono validi strumenti per stilare adeguati programmi di educazione alimentare. Tutti i giorni. Tutto l’anno, ma con una particolare attenzione in questi giorni dove dobbiamo rimanere a casa per affrontare correttamente il debellamento del Coronavirus.

Malattie che si possono evitare

Le abitudini alimentari sono tra i maggiori determinanti della salute e del carico globale di malattia e la gran parte dei Paesi nel mondo soffre di uno o più problemi legati alla malnutrizione, vuoi per difetto, per carenza acuta o cronica di micronutrienti, vuoi per eccesso, vuoi ancora per quella condizione che si verifica spesso nei Paesi industrializzati di carenza mista: eccesso energetico, di zuccheri e grassi e carenza di micronutrienti importanti, come ferro e calcio.

Nel nostro Paese, errate abitudini alimentari sono responsabili di obesità e malattie a essa correlate, quali diabete di tipo II, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore e sono purtroppo determinate (e spesso mantenute) da fattori inevitabili come la globalizzazione e l’urbanizzazione, ma anche da fattori modificabili come la perdita della cultura e tradizione alimentare o l’orientamento verso prodotti a basso valore nutrizionale.

Questi ultimi 15 anni sono stati estremamente importanti per le scienze tutte, ma soprattutto per la scienza dell’alimentazione che già a partire dagli anni precedenti ha abbandonato il nutriente e l’alimento, verso i modelli alimentari.

Molteplici sono ormai le evidenze che attribuiscono al pattern alimentare, piuttosto che a singoli alimenti, o ai singoli nutrienti, importanti ricadute sulla salute pubblica.

La dieta, quindi, non è solo una mera combinazione di nutrienti, basti pensare a frutta e verdura: sono ricche sì di nutrienti importanti, ma il loro regolare consumo porta benefici che vanno al di là del semplice apporto di vitamine, minerali, fibra e di quelle che vengono definite molecole bioattive.

Le diete ricche di frutta e verdura, infatti, sono associate a una minore incidenza di patologie croniche e la ricerca ha potuto identificare solo in parte i meccanismi e i nutrienti coinvolti, tanto è vero che quando gli stessi nutrienti o molecole bioattive sono veicolati da supplementi non si ottiene nessun effetto preventivo. E poi magri è bene tenere d’occhio i superfood.

Insomma, è stato sottolineato che ci sono modelli alimentari e abitudini individuali caratterizzati da una elevata assunzione di tali macronutrienti.

Esistono modelli alimentari, come quello mediterraneo, capaci di fornire apporti equilibrati di tutti i nutrienti e di proteggere la salute e che si tratta di evidenze ampiamente confermate dai dati scientifici più recenti.

Perché anche mangiando in modo sano e corretto si può stare bene in tempo di Covid-19.

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