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Riforestazione ad alto impatto sociale: ZeroCo2 ci prova

città: Milano - pubblicato il:
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Le attività di agroriforestazione si moltiplicano per dare ossigeno a territori e comunità. Ecco l’idea e la tecnologia usata dalla startup ZeroCo2

Sono sempre più evidenti le correlazioni tra perdita di biodiversità e diffusione delle epidemie. Così, è forse il caso di pensare a quanto tutto ciò dipenda anche da noi. E iniziare a valutare la nostra impronta di carbonio.

Adottare buone pratiche per diminuirla è buona cosa. Piantare alberi è sicuramente una delle strade migliori.

Questa è stata l’idea di business di ZeroCo2, startup italiana nata come risposta a un bisogno sempre più crescente per le imprese e i cittadini italiani, ma anche quello di agire contro la deforestazione del Centro e Sud America. Perché è lì che ZeroCo2 va a riforestare.

Occupandomi di educazione delle comunità rurali nel nord del Guatemala – spiega Andrea Pesce, fondatore (assieme a Virgilio Galicia e Raffaele Ventura) e Ceo di ZeroCo2ho potuto vedere con i miei occhi i danni della deforestazione: tra il 1990 e il 2015 la nazione ha perso il 25% delle sue foreste“.

ZeroCo2 ha quindi una duplice missione: il supporto alle comunità rurali da un lato, la riforestazione dall’altro. La startup concretizza questi obiettivi rivolgendosi ad aziende, ma anche a privati.

Sul suo sito è possibile acquistare alberi, che possono essere monitorati tramite il sistema di georeferenziazione Chloe; ogni albero dispone di un codice univoco e ogni 40-60 giorni viene mandata una foto della pianta ai proprietari, così che questi possano seguirne la crescita, in attesa che produca i primi frutti e scoprire il luogo in cui vive grazie a una mappa interattiva.

Le attività di agroforestazione non sono le uniche svolte dalla startup: “Aiutiamo le aziende nel formulare piani di green marketing continua Pesceforniamo consulenza circa la loro sostenibilità ambientale e diamo la possibilità di creare foreste aziendali“.

Oggi gli alberi commissionati dalle aziende rappresentano l’85% del totale degli alberi piantati.

Parlando, invece, di progetti futuri, dal Guatemala ci si sta spostando anche più a Sud, con interventi nell’Amazzonia peruviana e nella Patagonia argentina: “Nel 2019, nel solo Guatemala, abbiamo piantato 50mila alberi: per il 2020 puntiamo a piantarne 400mila in tutta l’America Latina” continua Pesce.

Ma, a ZeroCo2 non dimentica anche il proprio territorio: l’Italia. “Sono in partenza interventi, primo fra tutti un progetto in collaborazione con una cooperativa sociale di Trieste, anche se piantare alberi in Italia costa circa dieci volte di più che in America Latina, per cui il focus principale rimane lo sviluppo di progetti oltreoceano“.

E, forse la particolarità di ZeroCo2 è proprio questa: non si tratta di fornire un servizio finalizzato unicamente alla compensazione delle nostre emissioni, bensì di una sinergia che vede concretizzarsi, dall’altra parte dell’oceano, progetti di sviluppo sostenibile, emancipazione dalle economie ambientalmente dannose e creazione di sicurezza alimentare.

Sulla scia di altre realtà internazionali simili, ZeroCo2 quindi scommette sulla duplice valenza – sociale e ambientale – che la riforestazione e l’agroforestazione hanno nelle nazioni dell’America Latina, con il vantaggio di fornire anche a noialtri la possibilità di compensare quelle emissioni di Co2 che proprio non riusciamo a tagliare.

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