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Abbandoni di animali domestici: le fake news sull’argomento

città: Milano - pubblicato il:
abbandoni di animali
foto di Kenneth (Pexels)

La Protezione Civile, le associazioni, i veterinari e molti personaggi pubblici si sono mobilitati per lanciare appelli ma, fortunatamente, per il momento non ci sono evidenze dell’aumento degli abbandoni di animali domestici. Le associazioni scendono in campo per accudire i pet delle persone contagiate o in difficoltà

Nei giorni scorsi è girata la notizia dell’aumento degli abbandoni di animali domestici a causa del timore che possano essere portatori del Coronavirus. Questa notizia è stata smentita dalle associazioni animaliste a dall’Associazione medici veterinari (Anmvi).

Lo ha ribadito Marco Melosi, presidente Anmvi, all’adnKronos dichiarando: “Smentisco ufficialmente che gli abbandoni di cani siano in aumento in Italia. Abbiamo avuto contatti con vari canili e non risultano ingressi in surplus in questo momento, come invece ho letto recentemente. D’altro canto, le informazioni che abbiamo a disposizione a oggi (21 marzo 2020 – ndr) confermano che questi animali non portano alcun rischio di contagio“.

Anche Michela Brambilla, presidente Leidaa (Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente), ha lanciato un appello accorato con un videomessaggio: “Non abbandonate gli animali. Fortunatamente non è vero che sono in aumento gli abbandoni di cani e di gatti, perché gli italiani amano i loro piccoli amici e l’ultima cosa che vogliono è separarsene. Vero è che tante famiglie vivono situazioni di gravi difficoltà, di sofferenza, che ci sono moltissime persone impossibilitate ad accudire i loro animali“.

Leidaa è a disposizione delle persone colpite dal virus (tel. 02/94351244 – sito web www.leidaa.info).

La Protezione Civile ha chiesto sostegno a tutte le associazioni per attività di supporto a tutte le persone che a causa dell’emergenza Coronavirus non possono accudire i propri animali, attivando ricoveri temporanei, cure veterinarie, cibo o medicinali.

In caso di necessità si può chiamare il front desk della Lav (tel. 06/4461325 – email [email protected]).

Claudia Rocchi, presidente Enpa, ha confermato la falsità della notizia dell’aumento degli abbandoni dichiarando all’Agi: “I presunti abbandoni di animali sono una bufala, il vero untore dell’opinione pubblica è chi diffonde allarme e notizie false. Non risulta da nessuna delle nostre fonti che ci sia un aumento degli abbandoni. Per saperne il numero bisogna aspettare il dato rilasciato a fine anno dal Ministero della Salute, il problema semmai è che in questo periodo sono bloccate le adozioni per i motivi legati all’emergenza Coronavirus“.

Purtroppo le adozioni sono al momento sospese in quanto i rifugi sono tutti stati chiusi al pubblico con la possibilità di ingresso ai soli volontari, e le attività di pre e post affido per ragioni di sicurezza sono state interrotte. La speranza è che finita questa terribile emergenza chi aveva intenzione di adottare vada a prendersi il proprio amico che lo ha aspettato.

In questi giorni sta sorgendo un problema in particolare che riguarda i nuclei monopersonali (single o anziani) che stanno superando quello delle famiglie.

Un eventuale ricovero o decesso di queste persone comporta la necessità di prendersi in carico l’animale rimasto solo.

Sul sito Enpa è possibile scaricare un modulo da tenere sempre con sé (come il tesserino sanitario) per segnalare che si è proprietari di un animale, con le istruzioni per avvisare famigliari o sanitari della presenza di animali presso la propria abitazione.

Appeso alla porta di casa, nel portafoglio, in casa: questo modulo da ritagliare serve per segnalare che avete un amico in casa, al fine che qualcuno si occupi di accudirlo nel malaugurato caso che non possiate farlo di persona per motivi di salute.

Claudia Rocchi ha sollevato un altro importante problema chiedendo al Governo di escludere la caccia dalle attività cosiddette vitali: “In particolar modo i piani di uccisione degli animali selvatici con il pretesto del controllo delle popolazioni. Perché nelle prime bozze circolate, la caccia e le attività connesse sono in maniera del tutto ingiustificata considerate vitali, quindi autorizzate. Se quella lista venisse confermata e impugnare il fucile contro i selvatici fosse considerato vitale per decreto, sarebbe gravissimo. È vero che in questo periodo la stagione venatoria è chiusa, ma è anche vero che in molte Regioni si può continuare a sparare grazie a quei piani di controllo che rappresentano una vera deregulation della normativa nazionale: in particolare sono autorizzati gli abbattimenti selettivi della volpe e del cinghiale in violazione delle norme vigenti“.

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