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Andiamo al museo, restando a casa

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 31 Marzo 2020
musei virtuali
Immagini dal video di Museia con le lezioni virtuali

Non tutti i musei italiani hanno chiuso per l’emergenza Covid. O meglio: alcuni hanno aperto le porte ai visitatori cui è richiesto un semplice clic su Internet. Ecco quelli che si occupano di tecnologie e sostenibilità e che in queste settimane offrono servizi ai visitatori

A Milano, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci è tra i primi a rendere noto il ricco calendario di eventi di #storieaportechiuse, format digitale nato per raccontare le storie più belle del Museo ogni giorno sui suoi canali Facebook e Instagram.

Il progetto è sostenuto da Fondazione Ibsa, partner scientifico del Museo.

Obiettivo di #storieaportechiuse è quello di contribuire a divulgare la cultura anche in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.

Così #storieaportechiuse prosegue da febbraio il suo viaggio attraverso la scienza, proponendo nuovi approfondimenti con curatori ed esperti che si alterneranno all’interno delle varie rubriche quotidiane.

Appuntamento speciale di questa settimana sarà quello in programma mercoledì 25 marzo, proposto dal team di Luna Rossa Prada Pirelli, che vedrà protagonista Horacio Carabelli, Co-Design Coordinator del team, per ripercorrere il percorso di realizzazione del nuovo Ac-75 Luna Rossa, dal progetto su carta fino all’imbarcazione finita, evidenziando come il modello Ac-75 odierno si sia evoluto rispetto alla versione Ac-72 esposta al Museo.

#storieaportechiuse è online tutti i giorni sui canali Facebook e Instagram, fino alla riapertura del Museo al pubblico.

Anche il Museo PoldiPezzoli sta a Milano e anche questo museo ha trovato il modo di stare vicino al pubblico, proponendo sui canali social (Facebook, Instagram e YouTube) ogni giorno un’opera opsitata nel museo. L’idea è quella di ripassare insieme la storia dell’arte e scoprire cosa succede in un museo quando le porte sono chiuse e le luci sono spente.

Sabato 4 e 18 aprile, ore 11.00 è prevista una visita guidata alla mostra in corso Memos. A proposito della moda in questo millennio, curata da Maria Luisa Frisa. E’ possibile seguire il tour virtuale di 40 minuti tramite il programma Zoom

A Trento, in questo periodo, con le scuole chiuse a causa dell’emergenza Coronavirus, Gianluca Lopez, il maker del Muse FabLab, sarà in streaming alle 15 sulla pagina ufficiale del Muse con #unpomeriggiodaprogrammare, una serie di appuntamenti pomeridiani durante i quali insegna a realizzare un mini-videogioco, ad animare una grafica e perfino a disegnare in 3D.

Basta avere un computer e una connessione internet. L’idea è del FabLab, l’officina digitale del Muse. L’obiettivo di Un pomeriggio da programmare è condividere competenze per renderci più consapevoli e autonomi.

Pensato per le ragazze e i ragazzi a partire dagli 8 anni, il programma, che può essere un valido strumento anche per genitori e insegnanti, propone dei video-tutorial in diretta Facebook sul canale del Muse, fruibili ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 15 per una durata di 30 minuti.

A Pisa, gli studenti dell’università raccontano il Museo Nazionale di Palazzo Reale attraverso un fumetto che parla della granduchessa di Toscana Eleonora di Toledo e del suo abito rosso, conservato al Museo Nazionale di Palazzo Reale a Pisa, ma offre anche guide tematiche, video e prodotti multimediali.

Sono questi alcuni dei prototipi ai quali stanno lavorando gli studenti del corso di Comunicazione museale della professoressa Antonella Gioli dell’Università di Pisa.

L’iniziativa fa parte dei progetti speciali per la didattica dell’ateneo pisano ed è realizzata in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – Direzione regionale musei della Toscana di cui fa parte il Museo Nazionale di Palazzo Reale. E quest’ultimo alla fine di tutto il percorso vaglierà le proposte degli studenti per scegliere quale realizzare.

Anche di fronte a questa emergenza il nostro lavoro va avanti fra riunioni e lezioni in teleconferenza – dice Antonella Gioli del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere – #unipinonsiferma quindi, come abbiamo cercato di raccontare in un videoclip sul sito di Museia, il nostro laboratorio di cultura museale“.

Gli studenti e le studentesse al lavoro per ideare i nuovi prodotti di comunicazione del Museo di Palazzo Reale sono 23, fra iscritti ai corsi di studio in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione, Scienze dei Beni Culturali e Storia delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei nuovi media.

Singolarmente o divisi in team i ragazzi e le ragazze realizzeranno in tutto 15 prototipi fra prodotti a stampa, multimediali e digitali. La speranza – emergenza permettendo – è di presentarli con un evento nel corso del giugno pisano.

Siamo alla seconda edizione del progetto speciale per la didattica Università Musei Pubblici – spiega Antonella Giolil’anno scorso abbiamo lavorato sulla comunicazione del Museo Nazionale di San Matteo con risultati immediatamente visibili come si vede per esempio dal nuovo striscione sulla facciata. In generale il nostro obiettivo è di mettere alla prova i ragazzi e le ragazze per far loro sviluppare conoscenze, competenze sino alla realizzazione concreta delle loro idee“.

Accanto ad Antonella Gioli come responsabile scientifica, il gruppo di lavoro dell’Università di Pisa impegnato nel progetto comprende Martina Lerda, assegnista di ricerca, Sara Bruni, Elena Janniello, Marina Sabatini, Rita Salis collaboratrici del Laboratorio Museia, e Davide Musco in qualità di studente tutor.

L’iniziativa si avvale inoltre della partecipazione di Fabrizio Vallelonga, direttore del Museo Nazionale di Palazzo Reale, Giulia Coco, Caterina Bay, Federica Pupi della Direzione regionale musei della Toscana, e Serena Baldi della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Pisa.

 

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