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Enea prova a dare un valore alla spazzatura

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Avete idea di quanta spazzatura organica si produce in Italia? Si parla di 7/10 milioni di tonnellate. Che per fortuna possono diventare compost. Ed Enea li riduce in… Compostino

I rifiuti organici sono l’oro del futuro. Quella che ormai ci siamo abituati a definire Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) è la materia prima di molti progetti industriali italiani.

Si parla di 7/10 milioni di tonnellate di spazzatura organica prodotta ogni giorno nelle case degli italiani. Che per fortuna diventa altro. La Forsu è sicuramente alla base degli impianti di biogas e quindi la base per produrre l’energia elettrica del futuro.

Ma non mancano progetti da cui trarre Poliidrossialcanoati (PHAs), ovvero bioplastica. Così come sono già avanzati i processi industriali per tramutare la spazzatura di casa ben differenziata in biofuel. Non ultimo è un ottimo sistema fertilizzante.

Nel centro di ricerche Enea della Casaccia si stanno raccogliendo dati per capire meglio come si comporta la Forsu perché forse la cosa migliore è trovare un suo utilizzo domestico, ovvero a chilometro zero. Qui la produco, qui la utilizzo.

Nasce così Compostino un sistema che si avvale di un network di sensori di controllo e monitoraggio dei parametri del compost, di un sistema di sonde costruite con stampanti 3D e di una rete di trasmissione wireless dei dati.

Tramite i sensori, Compostino acquisisce dati quali temperatura, emissioni (CO2 e ammoniaca), ma anche umidità e PH del compost e li trasmette via Bluetooth a un database remoto.

Il progetto Compostino nasce tra Enea in partnership con Acea, la multiutility  romana che sempre in questo settore ha già all’attivo SmartComp, un’iniziativa che oltre a Enea collabora l’Università della Tuscia, per lo sviluppo del compostaggio diffuso presso le grandi utenze (centri commerciali, mense, aeroporti e stazioni) che hanno necessità di gestire grandi quantità di rifiuti organici.

Compostino è uno dei 21 progetti approvati dall’Enea per sviluppare tecnologie innovative, che potranno accedere ai finanziamenti disponibili sul Fondo di investimenti interno del cosiddetto Proof of Concept.

Nell’insieme i progetti potranno disporre di 1 milione di euro, con un raddoppio rispetto ai 500mila euro dello scorso anno, quando ne furono finanziati 16.

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