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Anche le dune soffrono, ecco con quali piante salvarle

città: Venezia - pubblicato il:
progetto life redune

Un progetto Life, battezzato Redune, punta a rendere le dune resilienti alle forze naturali (mare e stravolgimenti climatici), ma anche da quelle antropiche (turismo, industria di vicinato). Zona operativa: Veneto

Dune mosse cantava Zucchero inneggiando agli ecosistemi dunali che, oltre a svolgere il ruolo di serbatoi naturali di sabbia e di barriera fisica per l’entroterra, ospitano tuttora una straordinaria fonte di biodiversità. Ma, tanto sono importanti, questi territori, tanto sono delicati. E sotto stress.

Il progetto Life Redune punta a rendere le dune resilienti alle forze naturali (mare e stravolgimenti climatici), ma anche da quelle antropiche (turismo, industria di vicinato).

Ma quali piante scegliere per rinverdire le dune? L’esperimento, avviato grazie al progetto Life Redune in Veneto, sta testando diverse specie di arbusti: a cominciare dalla Centaurea tommasinii, una pianta endemica delle coste adriatiche, dove vive su dune fossili consolidate, tra gli habitat più minacciati.

Come per tutte le specie erbacee di questi habitat aridi (il progetto riproduce però anche arbusti, come il ginepro, e vere rarità, come la Stipa veneta), i semi maturano d’estate e, una volta raccolti, vengono seminati in autunno, stagione favorevole alla germinazione.

L’inverno viene trascorso in forma di minute rosette di foglie e ora, con i primi calori di primavera, quindi proprio in questo periodo e il verde che fa capolino nel nostro vivaio è il segno evidente, inizia lo sviluppo che porterà, entro il prossimo autunno, a una pianta pronta per l’impianto nei siti litoranei di progetto.

Così, in Veneto grazie al finanziamento Life da 1,2 milioni di euro le dune del Tagliamento fino a Punta Sabbioni saranno messe a dimora queste specie endemiche. Il Centro vivaistico di Montecchio ha il compito di fornire 150mila giovani piante le quali dovranno contribuire a ricomporre gli habitat dunali.

Capogruppo del progetto è l’Università Ca’ Foscari di Venezia con Regione Veneto e Veneto Agricoltura. L’operazione terminerà nel 2022 (tutte le informazioni sono disponibili online).

Dal Tagliamento a Punta Sabbioni, per un totale di quasi un milione di metri quadrati (915.000 mq): è questa la grandezza dell’area di intervento. Tecnicamente si opererà su dune embrionali, duna bianca (dune mobili ad Ammofila); dune fisse a vegetazione erbacea (dune grigie); dune costiere a Juniperus.

In questo contesto, l’impiego delle piante rientra in un complesso insieme di azioni che il progetto comunitario pone in atto per arrestare la perdita di biodiversità e aumentare la resilienza di quella che per molti aspetti possiamo considerare la frontiera del Veneto.

Concretamente il progetto Redune si prefigge di ridurre gli impatti del calpestio razionalizzando l’attraversamento degli habitat dunali e, grazie alle piantine che verranno messe a dimora, rimarginare le ferite spesso profonde ormai prodotte.

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