Home Eco Lifestyle I lettori ci scrivono: la lettera di Fiore Talarico

I lettori ci scrivono: la lettera di Fiore Talarico

città: Cosenza - pubblicato il:

Sento la necessità di ricercare misure che mi consentano di creare un comparto produttivo ed espositivo di oggetti provenienti dalla natura e dalla spazzatura. Qualcosa come la canapa e la carta che riescano a far nascere oggetti di arredo…

Organizziamoci per condividere le buone pratiche Green. Magari mettendo assieme, idee, esperienza. In fondo si sa l’unione fa la forza. Così l’idea di un giovane imprenditore della Calabria potrebbe trovare accoliti. Lui è Fiore Talarico, 32 anni, con una laurea in scienze dell’amministrazione e un negozio di ottica in quel di Rende (Cosenza).

Pensando a questa emergenza Covid-19 ha un’idea: creare nuovi prodotti dagli scarti di carta e cartone, in negozio ne ha molti.

Sento la necessità – scrive a greenplanner.itdi ricercare misure che mi consentano di creare un comparto produttivo ed espositivo di oggetti provenienti dalla natura e dalla spazzatura. Qualcosa come la canapa e la carta che riescano a far nascere oggetti di arredo e, perché no, vere e proprie abitazioni (sarebbe il massimo di quello che vorrei realizzare…) donando lavoro alle persone, donando rispetto all’ambiente e donando risparmio che altro non è che guadagno“.

Non è certo una novità quella che propone, ma come dire lui ha intenzione di mettersi in gioco. Ora. Magari sfruttando anche il momento e i fondi Salva Italia: “Il mondo del lavoro oggi, vede tanta gente precaria – riflette in merito – vede giovani colti alla ricerca del colpo di fortuna e adulti con ancora tanta voglia di fare che hanno perso il lavoro, vede famiglie alla ricerca di un giusto rapporto qualità/prezzo che assicuri stabilità alle loro vite e continuità alla loro unione e vede territori ancora privi di progetti così prosperosi per far si che esigenze del genere vengano gestite nel migliore dei modi. Da qui, proprio da questi pensieri, nasce la mia idea come necessità a garanzia di un mondo migliore di quello che stiamo mano mano generando, ritornando alle vecchie maniere di un uso parsimonioso delle cose, di un uso della coltivazione più sana e di un allevamento più umano“.

Fiore non si è svegliato oggi su questi temi. Già nel suo punto vendita ha un’offerta di prodotti Green: “propongo con orgoglio un brand internazionale, conosciuto al Mido (fiera internazionale dell’ottica che sostiene da 50 anni a Rho fiera – ndr) lo scorso anno  che si occupa della realizzazione di montature ecosostenibili a cominciare dal packaging interamente realizzato con plastica riciclata dove al suo interno troveremo una matita con alla fine dei semini da piantare che contiene occhiali da sole fatti con materie quali canna di bamboo, sughero, lattine, copertoni di ruote, bottigliette di plastica e plastica dura (dei bidoni)“.

Ma ora vuole produrre. Non sa bene ancora cosa, ma la strada deve essere affine alla natura: “L’unica strada che ci garantisce prosperità – ribadisce Fioreè dimostrare la nostra gratitudine alla natura avendo cura di tutto quello che usiamo perché anche se il consumo di qualsiasi oggetto si esaurisce e viene cestinato, comunque non scompare nel nulla e ce lo ritroveremo o sotto forma di spazzatura o sotto-nuova-forma attraverso un metodo di riciclaggio che darà nuova vita alle cose usate. In questo caso, la nostra riconoscenza, ci ha permesso di ottenere quello che abbiamo usato e quello che vorremmo usare“.

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