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Oggi si festeggia il Fact checking Day, usiamolo per informare correttamente sul Covid-19

città: Milano - pubblicato il:
Fact-checking Day

Non ci sono soltanto le piaghe sanitarie ed economiche ad attanagliare la nostra società: in questi giorni difficili speculatori senza ascrupoli sfruttano l’informazione online per diffondere false notizie. Oggi, Fact checking Day, adoperiamoci tutti per informare correttamente sul Covid-19 e per non diffondere fake news

La disinformazione e la diffusione di notizie false o non verificate mette in pericolo la salute dei cittadini e crea un danno enorme alla democrazia, perché toglie credibilità all’informazione giornalistica. Senza autorevolezza l’informazione è nulla. Senza fiducia dei lettori non si possono diffondere le notizie vere e utili a tutti.

È quello che vuole chi diffonde le fake news: screditare il sistema, alimentare paure e diffidenza. Insomma mandare in tilt il sistema informativo che invece è fondamentale in una democrazia sana e plurale.

Oggi, 2 aprile, si celebra il Fact checking Day, iniziativa ideata dall’International Fact Checking Network in collaborazione con varie organizzazioni di fact checking di tutto il mondo.

In particolare quest’anno il loro sforzo si è indirizzato verso l’emergenza Coronavirus, che ha portato alla diffusione di notizie false e alla disinformazione, ostacolando così gli sforzi per contenere la pandemia.

Le istituzioni dell’UE hanno messo in guardia dai rischi legati ai tentativi di disinformazione e alle truffe. Per sostenere informazioni fattuali e affidabili, è stata creata una pagina web con la risposta dell’Europa al virus e le verità sui miti più comuni relativi al Covid-19.

Il Vicepresidente del Parlamento europeo Othmar Karas (Ppe, AT) ha insistito sul fatto che “le false affermazioni sono facili da verificare. La prova della solidarietà dell’UE è facile da trovare. L’UE ha poteri formali molto limitati in materia di salute, ma i paesi dell’UE, e l’UE nel suo complesso, stanno cercando il modo di aiutare le vittime della crisi. Proprio in questo momento, per esempio, infermieri e medici tedeschi si stanno occupando dei pazienti Covid-19 arrivati in aereo dall’Italia e dalla Francia. La Cechia ha inviato 10.000 tute protettive sia in Italia che in Spagna. L’Austria e la Francia hanno inviato milioni di maschere in Italia“.

La scorsa settimana, i membri del Parlamento europeo hanno adottato quasi all’unanimità delle misure urgenti per liberare risorse che aiutino i Paesi UE a finanziare l’assistenza sanitaria e quella medica o a prevenire l’ulteriore diffusione della malattia. Anche nelle altre istituzioni dell’UE, le persone stanno lavorando instancabilmente per trovare modi efficaci e rapidi per sostenere le vittime di questa crisi, sia che si tratti di malati, di operatori sanitari o di persone che hanno perso il lavoro o il reddito a causa della crisi” ha concluso Karas.

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