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Così il Noi Techpark reagisce alla crisi pandemica

città: Bolzano - pubblicato il: - ultima modifica: 9 Aprile 2020
Noi Techpark

La pandemia da Covid-19 è come una tempesta di fulmini che colpisce l’alpeggio: per prima cosa ci si protegge, poi si cercano nuovi modelli di resilienza. Come quello ideato da Noi Techpark, l’Innovation District di Bolzano, dove alcuni componenti hanno deciso di devolvere gran parte del proprio onorario a fine benefico

Quando siamo sorpresi da una tempesta di neve durante un’escursione; quando una frana, un fiume, una valanga minacciano e investono un paese; quando una tempesta di fulmini colpisce l’alpeggio: ecco quello non è il momento di esporsi e di affannarsi a ricostruire. È il tempo invece di adattarci alla situazione, cercare un riparo, studiare al meglio la nostra strategia di resilienza e prepararci, appena possibile, a uscire di nuovo“.

Parla così Ulrich Stofner, direttore generale di Noi Techpark, l’Innovation district di Bolzano che ha chiuso gli uffici rispettando l’ordinanza Covid-19, ma continua a lavorare in smart working. Si va avanti e si continua a pensare al futuro di questa comunità composta da 700 persone – scienziati, imprenditori, innovatori.

Ci siamo chiesti ancora una volta – continua Stofnerquale sia il nostro ruolo, anche in questa fase in cui tutto è diventato complesso, in cui la pandemia di Coronavirus ha cambiato abitudini, stili di vita, e modo di lavorare“.

La risposta Noi Techpark l’ha individuata mettendo assieme un pacchetto di servizi  “perché il nostro ecosistema – spiega Stofnerpossa orientarsi in questo nuovo contesto, proprio ora mentre la tempesta infuria“.

Il progetto si chiama Reagire alla crisi ed è anche un’area del sito di Noi TechPark dove si possono trovare tool digitali, approfondimenti, webinar e podcast messi a punto  da un team di specialisti e coach professionali.

Il concetto sullo sfondo è chiaro: “dove c’è cambiamento, c’è opportunità” e forse questo è il tempo per l’aggiornamento.

Ecco, quindi, i vari servizi: orientamento per le imprese grazie a una serie di esperti pronti a fornire la propria consulenza, strumenti digitali per lavorare online, con un elenco di tecnologie digitali messe a disposizione da aziende e startup altoatesine, una sezione di articoli, podcast e webinar che potranno fornire approfondimenti e scenari sui trend che stanno stravolgendo il panorama economico.

Collaborano al progetto Reagire alla crisi Alfredo De Massis, che ha fondato e dirige il centro sul Family Business Management della Libera Università di Bolzano; Marco Bettiol, presidente del corso di laurea in Comunicazione dell’Università di Padova che offre un focus sull’Internet marketing; Elena Mauro, che integra teorie dei sistemi, della complessità e neuroscienza nel suo modello di coaching. Tra i collaboratori anche Reinhold Karner, business coach esperto di strategie di sviluppo aziendale.

La consulenza one to one (indicativamente un’ora e mezza) sarà gratuita e i componenti del team hanno deciso di devolvere gran parte del proprio onorario a fine benefico a un’associazione in prima linea nella battaglia contro il Covid-19 in Lombardia.

Ma, Reagire alla crisi è anche una palestra di tecnologia. Ad affiancare l’apporto umano ci sono a disposizione infatti i più innovativi strumenti digitali, sempre più fondamentali in un percorso di cambiamento.

Dall’archiviazione dei dati alla gestione dell’ambiente lavorativo da remoto, la sezione dedicata Lavorare Online offre un elenco esaustivo di strumenti che vanno a inserirsi nell’ecosistema altoatesino di aiuti, assieme a quelli di Camera di Commercio e associazioni di categoria.

Trovano posto tools creati da startup incubate all’interno di Noi Techpark, come FlashBeing e Limendo, o da imprese, quali AboutBits, Acs, Brennercom, Cisma, ByWay, Konverto, Limitis, Qbus, Rmb, Sidera, Systems e 1006.org e tante altre.

Dallo smart working agli ordini per la ristorazione, dai servizi cloud alle piattaforme per organizzare meeting aziendali online, ognuna nel proprio ambito fornisce gli strumenti digitali in grado di migliorare il lavoro di aziende e professionisti.

Perché ciò di cui oggi abbiamo bisogno – conclude Stofnerè conoscere, rimanere aggiornati, in attesa di poter ripartire. Per la nostra strada, o per un’altra, chissà. Ma seguendo sempre le indicazioni della natura. Che non parla ma è come se lo facesse“.

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