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Birdwatching alla finestra

città: Milano - pubblicato il:
birdwatching da balcone

Dobbiamo stare a casa ma la natura intorno a noi esplode con la primavera. Per non perdere questo momento magico dell’anno possiamo dedicarci al birdwatching, ovvero all’osservazione degli uccelli dal balcone o dal terrazzo, come consiglia la Lipu che ha lanciato un progetto per raccogliere gli avvistamenti. Dopo viaggi lunghissimi in questi mesi molte specie approdano nella nostra penisola e inizia la stagione degli amori

Come sarebbe il mondo senza la presenza e il cinguettio degli uccelli? Non si riesce a immaginare.

Questo periodo di quarantena in cui siamo costretti a stare a casa che coincide con l’esplosione della primavera, è il momento giusto per conoscere meglio gli uccelli e dedicarci a una attività che richiede un po’ di tempo e attenzione, il birdwatching, l’osservazione degli uccelli.

Infatti è questo il periodo dell’anno in cui tornano molte specie di uccelli migratori per la stagione degli amori e per alcuni mesi vivranno alle nostre latitudini regalandoci la loro presenza, i loro canti e i loro voli nel cielo.

La Lipu, associazione fondata nel 1965 per la tutela della biodiversità, dell’ambiente e per la protezione in particolare degli uccelli e delle specie selvatiche, sul suo sito, offre alcuni consigli per il birdwatching casalingo segnalando quali sono gli uccelli che hanno o stanno raggiungendo il nostro Paese.

Dopo un lunghissimo viaggio a marzo sono arrivati dall’Africa la rondine, messaggera per eccellenza della primavera, il cardellino, riconoscibile per la sua mascherina rossa; la cicogna bianca, specie protetta che sta ricolonizzando il nostro Paese, ma che è più facile avvistare in campagna; il nibbio bruno, splendido rapace che si trova nella fascia prealpina, nelle regioni tirreniche e nel sud Italia; l’usignolo, celebre per il suo canto melodioso che viaggia verso l’Italia per la stagione dell’accoppiamento.

Verso la fine di marzo fanno la loro comparsa anche allodola, ballerina bianca, tordo bottaccio, migliarino di palude, capinera, codirosso spazzacamino.

I maggiori arrivi dall’Africa si verificano in aprile. Per gli uccelli migratori l’Italia costituisce un vero e proprio ponte verso l’Europa.

Una traversata epica dalla Namibia viene fatta dalla ghiandaia marina, uccello bellissimo con una livrea tropicale di colore turchese.

Inconfondibile per il suo canto e il piumaggio zebrato e la cresta rossa è l’upupa che durante la stagione dell’amore si trova in tutta Italia tranne che nelle zone montuose; il picchio torcicollo dal piumaggio screziato nidifica in tutto il mondo e anche in tutta Italia; nella seconda metà di aprile arriva dall’Europa centro-settentrionale il cuculo, usurpatore di nidi, il cui canto in molte tradizioni dà il via alla primavera.

Sempre in aprile si possono avvistare verzellino, prispolone, balestruccio, codirosso comune, rondone comune, balia nera.

Alcune specie già verso i primi di giugno sono pronti a rimettersi in viaggio verso le aree di svernamento. Le rotte che seguono sono il risultato di migliaia di anni di selezione naturale e dipendono da variazioni stagionali e climatiche.

Studiare gli uccelli migratori permette anche di capire e monitorare i fenomeni di cambiamento climatico e riscaldamento in tutto il pianeta.

Tra gli uccelli che tornano in Italia in primavera per nidificare ci sono anche il rigogolo, fra i più belli nelle tonalità del giallo con la coda nera per i maschi mentre le femmine hanno un delicato color cedro e coda scura.

È chiamato anche beccafico per la sua abitudine a cibarsi di frutta. C’è anche il ciuffolotto, un passeriforme che predilige i boschi e si riconosce per il panciotto rosa pesca e il piumaggio folto e soffice.

Il suo verso ricorda il suono dello zufolo, da qui il nome. Tra le altre specie che raggiungono l’Italia a maggio ci sono pigliamosche, quaglia, cannaiola verdognola, stiaccino e averla.

Particolare menzione va al falco della Regina un rapace fra i più belli in Italia che sverna in Madagascar e torna da noi in alcune colonie in Sicilia e Sardegna. È una specie protetta e la Lipu ha istituito un’oasi a Carloforte per preservare questa specie.

Tutte queste meravigliose specie di uccelli vanno protette, in particolare da fucili e trappole di cacciatori e bracconieri che ogni anno ne sterminano e catturano in grande quantità, oltre che dai rischi ambientali sempre più pesanti.

Il loro canto è da sempre un inno alla gioia e il loro volo è l’emblema della libertà. Troppo spesso ancora si trovano rinchiusi in gabbiette a causa della nostra crudeltà e ignoranza.

Un progetto di birdwatching della Lipu

In questo periodo è possibile partecipare al nuovo progetto di birdwatching #Vistidacasa che la Lipu, insieme a varie associazioni di ornitologi, ha lanciato sulla piattaforma di raccolta dati per birdwatcher e studiosi Ornitho.it.

Il progetto propone l’osservazione, e l’inserimento sul web, di tutte le specie di uccelli selvatici osservabili nei dintorni delle abitazioni, ma anche di altre specie di mammiferi, anfibi, farfalle o coleotteri che sono identificabili nelle nostre città.

Rimanendo in osservazione per un tempo sufficientemente lungo è possibile cogliere meglio i dettagli, il comportamento e anche le interazioni tra le specie – spiega Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della LipuDurante i conteggi, per evitare di sovrastimare il numero di esemplari di una specie, consigliamo di annotare il numero massimo dei soggetti visti contemporaneamente“.

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