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IoConto, una piattaforma open con i dati pubblici sulle morti da Covid19 in Italia

città: Milano - pubblicato il:
ioconto

Un gruppo di imprenditori digitali si è rimboccato le maniche e, di fronte alla carenza di dati relativi alle morti dovute al Covid19, ha dato vita a IoConto, una piattaforma per la raccolta e l’elaborazione di dati pubblici relativi alle morti causate della pandemia

Non solo una piattaforma open che mostra su una mappa i dati pubblici e ufficiali relativi alle morti causate dall’emergenza sanitaria in atto; IoConto è anche un’occasione per tutti di darsi da fare, raccogliendo e conferendo i dati del proprio comune – in tutta Italia – per realizzare un sistema aperto e trasparente sui decessi dovuti al virus.

Marco Ottolini, tra i promotori della piattaforma, racconta infatti che “nelle province di Bergamo e Brescia, sul campione rilevato, il numero di morti registrati è più del doppio di quanto la Protezione Civile attribuisca a Covid19 e, in alcuni casi, 10 volte superiore alla media degli anni precedenti. Nei comuni di Nembro e Clusone, nel solo mese di marzo di quest’anno, è morto più dell’1% della popolazione, che è ritenuto un valore medio di mortalità per Covid19. Questo però significherebbe che tutta la popolazione sarebbe stata infettata ed è in via di guarigione, ma ovviamente ciò è altamente improbabile. Evidentemente, invece, in Lombardia esistono delle condizioni particolari che causano una quantità di decessi assolutamente fuori norma“.

In questo periodo, accanto agli effetti sanitari, stiamo assistendo al diffondersi di un altro virus: quello dell’informazione incorretta e grossolana – se è in buona fede – ma anche dell’informazione criminale, fake news scatenate ad arte per rendere il sistema instabile, per creare incertezza e paura nelle persone, già provate da una lunga permanenza in casa, da sacrifici economici e, a volte, dal dolore di perdite affettive.

Anche i dati relativi alla diffusione delle infezioni, alle ospedalizzazioni e ai decessi causati dal virus Sars-Cov-2 non sono sempre affidabili e reali – in molti comuni le morti del periodo, pur non identificate come causate dal virus, sono molto più altre della media degli altri anni.

Ecco allora che IoConto vuole mettere a disposizione un sistema semplice da usare, efficiente, pubblico per raccogliere i dati, normalizzarli e distribuirli a chiunque ne abbia bisogno al fine di disegnare scenari, prendere decisioni oculate e informare.

La piattaforma IoConto è in continua evoluzione e disponibile a questo link: https://www.ioconto.org.

I promotori dell’iniziativa hanno però bisogno dell’aiuto di tutti e, in particolare chiedono al Governo Italiano, alla Protezione Civile e alle Regioni di rendere disponibili, nel modo più completo possibile, i dati giornalieri, da quando hanno cominciato a essere raccolti, riferiti a ogni singolo comune italiano, per quanto riguarda:

  • numero di decessi complessivi, suddivisi per fascia d’età (come da specifiche Istat)
  • numero di decessi attribuiti a infezione da Sars-Cov-2
  • numero di tamponi effettuati
  • numero di persone dichiarate infette
  • numero di persone poste in quarantena
  • numero di persone dichiarate guarite
  • numero di persone che, pur essendo dichiarate guarite, hanno contratto nuovamente l’infezione
  • numero di letti complessivi (comprensivi di quelli di Terapia Intensiva)
  • numero di letti di Terapia Intensiva
  • quantità di accettazioni in pronto soccorso
  • numero di pazienti complessivi ospedalizzati
  • numero di pazienti ospedalizzati con infezione da Sars-Cov-2, suddivisi per fascia di pericolosità
  • numero di pazienti ospedalizzati in terapia intensiva
  • numero di pazienti ospedalizzati in terapia intensiva con infezione da Sars-Cov-2

Anche i cittadini possono rendersi parte attiva, aiutando a raccogliere il più velocemente possibile i dati relativi al proprio comune di residenza, facendo pressione sulle amministrazioni o raccogliendoli in autonomia e comunicandoli attraverso un apposito modulo online.

Infine, la piattaforma IoConto richiede risorse tecnologiche, si chiede a tutti i fornitori di servizi in cloud (Amazon, Google, Microsoft e Ibm e altri) di donare risorse tecniche, finché l’emergenza Covid19 non sarà terminata, per raccogliere i dati e distribuirli.

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