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Covid-19, inizia la fase due. Parola d’ordine: muoviamoci in maniera sostenibile

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 20 Aprile 2020
mobilità post covid-19
foto di Anna Shvets (Pexels)

Mobilità post Covid-19: ecco le proposte di Legambiente, Cittadini per l’aria e Fiab per una ripresa delle attività e degli spostamenti nella prossima fase 2.

Prepariamoci alla fase due dell’emergenza sanitaria. Ovvero, a una nuova modalità di vita che forse non ha più nulla a che vedere con quella che facevamo mesi fa.

Un bene? Forse sì. L’abbiamo già affermato più volte: questo potrebbe essere il momento buono per mettere in campo le buone pratiche di minor impatto sull’ambiente. E tutti noi dobbiamo fare la nostra parte.

Lo ha sostenuto anche Pascal Canfin, eurodeputato francese che ha appena lanciato al Parlamento europeo l’iniziativa Call for mobilisation per una Green recovery alliance: un’alleanza dove politici, dirigenti aziendali, sindacati e gruppi della società civile assieme si impegnano a sostenere una transizione verde post pandemia, un accordo tra pubblico e privato per avviarci verso un percorso di sostenibilità: Ikea, H&M, Unilever, L’Oreal, Danone, Eon hanno già alzato la mano, assicurando il proprio sostegno.

Ma anche i cittadini devono fare la propria parte. Accettare nuove regole: a cominciare da quella che richiede di muoversi in maniera più sostenibile. E in sicurezza.

Cittadini per l’aria  è tornata sul tema con un appello a chi oggi ipotizza una mobilità motorizzata. “Una persona per auto, l’abolizione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli e l’aumento dei parcheggi come la soluzione per proteggerci – denuncia l’associazione –  sono concezioni primitive, ambientalmente insostenibili e dannose per la salute della mobilità. Sono proposte in assoluta controtendenza con quello che stanno mettendo in atto le grandi capitali del mondo, dove si studia l’incremento di frequenza del trasporto pubblico locale per ridurre l’affollamento, si raddoppiano i marciapiedi e si inventano reti ciclabili pop-up. Vinceranno le città che sapranno indirizzare questa emergenza verso un drastico cambiamento della mobilità delle aree urbane”.

Legambiente Lombardia ha rilanciato l’appello ai sindaci e al presidente dell’Anci Lombardia Mauro Guerra, indicando ai primi cittadini un pacchetto di 5 misure sostenibili e concrete per ripensare la mobilità in città post Covid-19, evitando che l’auto, le moto e gli scooter, siano per i cittadini la soluzione più sicura per proteggersi dal virus e per spostarsi dentro e fuori l’area urbana.

Per ricominciare a muoversi in sicurezza, non potrà essere tutto come prima – dice Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia Le nostre città possono essere un fantastico banco di prova per dimostrare che si può cambiare il mondo in meglio, sperimentando le vie green verso nuovi modelli di sviluppo. La mobilità in città, sui percorsi casa-lavoro, sarà un argomento strategico soprattutto in Lombardia, una delle zone più inquinate d’Italia.

Perché è evidente che l’inquinamento atmosferico ci rende più deboli, influendo negativamente sulla nostra salute al di là della pandemia. È necessario quindi, per il benessere dei cittadini, mettere al centro della fase 2 un nuovo modello di mobilità sostenibile. Per far ciò è indispensabile un impegno da parte di tutti, cittadini, sindaci, società di trasporto e Regione, consapevoli che sono necessari provvedimenti che mettano al centro le città e i comuni, perché è da qui che bisogna prima di tutto ripartire“.

Un pacchetto che prevede: mezzi pubblici più sicuri attraverso monitoraggi, controlli e tornelli per contingentare gli ingressi e garantire le distanze di sicurezza, e prevedendo più risorse per realizzare tutto ciò.

Più bici e nuove ciclabili nelle aree urbane replicando, per esempio, il modello vincente della Bicipolitana di Pesaro e le esperienze che arrivano da diverse città del mondo.

Noi di Green Planner abbiamo qualche dubbio che la sharing mobility sia nell’immediato la giusta soluzione – per i problemi di sanificazione soprattutto delle auto -, però è vero: a tendere sarà questa la strada.

Ovviamente, lo smart working ora che è stato sdoganato non deve più essere messo “in cantina”: anzi, come suggerisce Legambiente buona cosa è sollecitare il Governo per prevedere dei vantaggi fiscali per le aziende e i lavoratori che decidono di puntare su lavoro agile e sul mobility management di comunità.

Le proposte di Legambiente per la mobilità post Covid-19

Tutte queste misure suggerite da Legambiente sarebbero attuabili in pochi mesi, con risorse relativamente contenute e alcune già disponibili, perché si tratta di attuare provvedimenti già contenuti in Leggi dello Stato.

Sicuri sui mezzi pubblici

Molte persone avranno paura a prendere bus e treni, tram e metro per timore del contagio. Per questo man mano che le città ricominceranno a muoversi, si dovranno programmare con attenzione le corse, garantire le distanze di sicurezza, bisognerà ripensare anche gli orari della città per evitare congestione e traffico nelle ore di punta.

Sarà fondamentale un continuo e attento monitoraggio, sia dei mezzi che delle stazioni, dove si dovranno introdurre controlli e tornelli per contingentare gli ingressi oltre a garantire una quotidiana sanificazione.

In Spagna il governo ha stabilito l’obbligo di mascherine sui mezzi pubblici e ha garantito la distribuzione di oltre 10 milioni da distribuire nelle stazioni principali. Per fare tutto questo ci vogliono risorse.

In parte il governo ha risposto, ma è evidente che non basta perché le aziende pubbliche hanno bisogno di investimenti e già soffrono per la riduzione di introiti da biglietti dovuta a questi mesi di stop.

Più persone in bici e percorsi ciclabili nuovi

La bici è il mezzo che permette il migliore distanziamento: per cui è ora il momento di realizzare percorsi ciclabili temporanei (con segnaletica orizzontale e verticale) lungo gli assi prioritari e le tratte più frequentate, riservando lo spazio per poi dotarli di protezioni e passaggi esclusivi mirando a trasformarli nei mesi successivi in vere ciclabili.

È la soluzione che stanno praticando già diverse città del mondo: da Montpellier con una striscia di vernice e cordoli di protezione con conetti provvisori, a Berlino allargando le piste ciclabili con nuove strisce laterali.

Stesse misure decise a Bogotà, a Vancouver, New York, Boston e Parigi. In Nuova Zelanda il Governo ha deciso di finanziare queste misure da parte dei Comuni. Questi interventi sono a costo quasi zero e le risorse per realizzare vere ciclabili ci sono: nella Legge di Bilancio 2020 sono stati stanziati 150 milioni di Euro per il co-finanziamento di percorsi ciclabili urbani.

Importante che i Comuni inizino a prepararsi, in modo da avere progetti seri da candidare e un piano da cui “si evinca la volontà di procedere allo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana”, come sottolinea la Legge, in modo che nel 2021 possano partire i cantieri.

Rafforzare la sharing mobility

Le più efficienti alternative all’auto privata in città, per chi non vorrà prendere i mezzi pubblici, dovranno diventare tutti i mezzi in sharing: auto (meglio elettriche), bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini.

I Comuni dovranno stringere accordi con le imprese per avere più mezzi e in più quartieri, a costi molto più contenuti. Serviranno risorse, ma il servizio potrà avere grande successo e in parte ripagarsi.

In ogni caso saranno soldi ben spesi quelli per potenziare il servizio (con controllo, sanificazione e ridistribuzione dei mezzi nelle diverse ore e luoghi della città) perché avremo offerto mobilità sostenibile a buon mercato a milioni di cittadini.

Aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile

Qui i Sindaci devono farsi sentire anche con Regione Lombardia, perché le risorse ci sono!nCosa aspetta il Ministero dell’Ambiente a mettere a disposizione i fondi per Programma Buoni di mobilità previsti dal decreto Clima approvato a dicembre scorso?

Sono previsti 75 milioni per il 2020 e 180 milioni di euro per le annualità successive. Si tratta di 1.500 euro alle famiglie che rottamano una vecchia auto che non può più circolare (Euro3 o più inquinante) oppure 500 euro per un vecchio ciclomotore, per acquistare abbonamenti, e-bike e sharing mobility.

Si potrebbe così subito dimezzare la spesa media per i trasporti per 250 mila famiglie italiane (3.500 euro all’anno secondo l’Istat).

Più smart working per la mobilità post Covid-19

Ai Sindaci Legambiente chiede di spingere sul lavoro agile per riorganizzare il lavoro dell’amministrazione pubblica e aiutare tutte le attività che scelgono di andare in questa direzione.

Serviranno risorse, ma soprattutto idee nuove e andrà coinvolta la Regione, ma esistono tutte le possibilità per premiare con vantaggi fiscali a livello nazionale  o attraverso bandi e finanziamenti ad hoc a livello regionale, sia le aziende che i lavoratori che decideranno di puntare su soluzioni innovative di smart working e mobility management di comunità.

Per esempio i vantaggi fiscali di cui oggi beneficiano le auto aziendali possono essere estesi anche a mezzi e investimenti organizzativi per il lavoro a distanza, ai mezzi pubblici, alla condivisione e alla mobilità elettrica o muscolare in tutte le sue forme.

Fiab: proposte mobilità sostenibile urbana

30 associazioni ambientaliste, in vista della ripresa della mobilità post Covid-19, ha inviato al Governo una serie di proposte per facilitare la transizione a un nuovo modello di spostamento urbano, più sicuro ma anche più ecologico e sostenibile.

I promotori dell’iniziativa sono tanti, protagonisti a livello nazionale ma anche locale dell’impegno a cambiare un modello economico e strutturale che si sta rivelando inefficiente e inefficace per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e di riduzione dell’inquinamento.

Li elenchiamo tutti: SalvaiCiclisti Roma, SiC Roma A.p.s., Alleanza Mobilità Dolce, Associazione hub.Mat, Olbia, Associazione Napoli Pedala, Bike to school, Bike4city A.p.s., Bikeitalia.it, Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento, Cittadini per l’aria Onlus, Comitato Torino Respira, Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna, Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino, Ecoborgo Campidoglio Torino, Famiglie senz’auto, Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Fiab Firenze Ciclabile, Fiab Roma BiciLiberaTutti, Fiab Torino Bici e Dintorni, Fondazione Michele Scarponi Onlus, Fridays For Future Como, Fridays For Future Milano, Italian Cycling Embassy, Kyoto Club, Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità Aps, Legambiente, Legambiente Metropolitano Torino e area metropolitana, Milano Bicycle Coalition Asd, Milano Bike Pride Fiab Torino, Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale, Salvaiciclisti Bologna A.p.s.

Gli spostamenti, in fase 2, vedranno il trasporto pubblico locale – che sposta fino al 55% delle persone nelle grandi città – fortemente ridotto, sia a causa del mantenimento delle restrizioni, sia causa della sfiducia della popolazione nel prendere i mezzi pubblici.

Senza interventi si può prevedere che la maggior parte di coloro che rinunceranno ai mezzi pubblici decideranno di muoversi in automobile: si pone quindi la necessità di garantire altre forme di mobilità alternative all’auto, per la salute personale e collettiva, considerando anche la tutela della qualità dell’aria, soprattutto in ambito urbano.

Ecco allora le proposte di queste associazioni per una mobilità post-Covid-19 che sia sostenibile nella fase emergenziale e in quella immediatamente successiva.

  1. realizzazione di nuove regolamentazioni e/o infrastrutture soft, a basso costo e rapida attuazione, per la mobilità attiva (pedonale e ciclabile) e la micromobilità, estese a tutta l’utenza fragile, anche non convenzionali e in deroga al Codice della Strada
  2. introduzione, già dal prossimo decreto aprile, di forti incentivi economici e finanziamenti per il potenziamento della mobilità attiva come alternativa all’uso dell’auto privata e complementare al trasporto pubblico
  3. pieno mantenimento delle misure di equilibrio del sistema della mobilità, come le Ztl, la sosta regolamentata, le corsie preferenziali, indispensabili ancor più ora per gestire il traffico, rendere appetibili ed efficienti le modalità alternative all’auto ed evitare la completa paralisi circolatoria derivante da un liberi tutti di spostarsi comunque e ovunque in auto
  4. contenimento della domanda e dei picchi di mobilità lavorativa e commerciale, promuovendo in modo diffuso lo smart working come modalità facoltativa di lavoro con priorità per i pendolari extraurbani, la differenziazione degli orari di attività economiche e uffici, e i sistemi di consegna a domicilio, privilegiando e incentivando quelli su bicicletta e cargo-bike
  5. riconoscimento, promozione e finanziamento della mobilità attiva (pedonalità e ciclabilità) come modo di trasporto urbano resiliente, in quanto capace di garantire il diritto alla mobilità in sicurezza per tutti e di assorbire una quota rilevante della mobilità nel rispetto della distanza di sicurezza e con la minore occupazione di spazio, evitando di aumentare in modo insostenibile il traffico privato e congestionare i mezzi pubblici
  6. istituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico che coordini e armonizzi le misure di cui ai punti precedenti su tutto il territorio nazionale all’interno di un Piano di Mobilità di Emergenza/Transizione Covid-19
  7. realizzazione di campagne informative nazionali per stimolare stili di vita basati su forme di mobilità attiva, indispensabili per tenersi in salute e recuperare la forma fisica
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