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La salute, elemento fondamentale, anche per il settore delle costruzioni

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sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Assorbire più CO2 di quanta ne serve per produrre: è questo il concetto alla base delle costruzioni in canapa e calce naturale, che grazie ai biocompositi uniscono al risparmio energetico anche doti igieniche

L’emergenza sanitaria – ormai la maggior parte degli articoli inizia purtroppo in questo modo – ci sta imponendo un cambio radicale nelle priorità di scelta in vari settori, tra i quali c’è anche quello delle costruzioni.

Questo significa che in futuro il mercato inserirà, nei parametri di valutazione delle offerte immobiliari, anche la progettazione e la costruzione degli edifici.

Cosa significa questo concretamente? Che, come spiega Gilberto Barcella, esperto di restauro e di costruzioni in canapa e calce naturale, “si cercheranno sempre più edifici che rispettino il principio del carbon negative, ovvero che assorbano più CO2 di quanta ne producano“.

In particolare, la chiave per il rilancio dell’edilizia starà proprio nei biocompositi utilizzati per la costruzione, che coniugano il risparmio energetico a comprovate proprietà in termini di igiene e sanificazione, con un basso impatto ambientale e, invece, un’alta aderenza al percorso europeo di decarbonizzazione del patrimonio edile entro il 2050.

Un settore, quello della bioedilizia che non parte da zero, per fortuna, e che vanta già oggi questi materiali che garantiscono ottime prestazioni in termini di sanificazione: si tratta dei biocompositi in canapa e calce naturale.

Oltre a godere di un migliore isolamento termico e acustico, disperdere una minore quantità di energia, imprigionare le emissioni di CO2 ed essere meno vulnerabili agli incendi, dunque, le costruzioni in canapa e calce naturale garantiscono un comfort ideale e tutelano la salute di chi le abita.

Oggi, ma anche in passato, visto che fino “dall’antichità, la calce utilizzata come legante insieme alla canapa veniva impiegata per sanificare e disinfettare gli ambienti. Si tratta nello specifico di idrossido di calcio, che si ottiene mischiando la calce idrata con acqua in una proporzione ben definita. Le pareti, i cappotti, gli intonaci e le pitture, realizzati sia con le tecniche tradizionali che a proiezione sulle superfici, risultano quindi privi di batteri e virus” racconta Barcella che oggi ha messo la sua esperienza al servizio della divisione Tecnocanapa by Senini di Montichiari.

Il vantaggio delle costruzioni in canapa e calce naturale infatti è che i materiali costruttivi “regolano l’umidità, azzerano la condensa ed evitano la cosiddetta sindrome dell’edificio malato” continua Barcella.

La Sick Building Syndrome (Sbs) infatti è stata coniata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per contrassegnare un quadro sintomatologico che può insorgere quando si trascorre il tempo all’interno di edifici (moderni o recentemente rinnovati) dotati di impianti di ventilazione e condizionamento che non garantiscono un adeguato ricambio d’aria con l’esterno.

I sintomi principali sono irritazioni agli occhi, al naso, alle vie respiratorie e occasionalmente alla pelle, accompagnate da stanchezza, mal di testa, vertigini e difficoltà di concentrazione che, di norma, scompaiono spontaneamente dopo l’uscita dall’ambiente poco salubre, ma a lungo andare possono compromettere il benessere e la produttività delle persone che lo frequentano assiduamente.

Comportando costi sanitari e sociali. Insomma le costruzioni in canapa e calce naturale aiuterebbero a sanificare gli ambienti indoor, oltre a richiedere un processo costruttivo più rapido e snello e ad avere un impatto ambientale minore rispetto all’edilizia tradizionale.

Questo è un altro vantaggio visto l’impegno dell’Unione europea per modernizzare il settore delle costruzioni in chiave ecologica e sostenibile; la prima Direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici risale al 2010 e nel 2018 il quadro normativo è stato ulteriormente aggiornato dal Pacchetto energia pulita per tutti gli europei.

Le costruzioni in canapa e calce naturale, che possono diventare carbon negative assorbendo più CO2 di quanta ne producano, sono coerenti con il percorso europeo di decarbonizzazione del patrimonio edile entro il 2050.

Di conseguenza, possono beneficiare anche degli incentivi economici previsti da qui ai prossimi anni: “mettendo insieme ecobonus e sismabonus, attualmente si può ottenere un massimo di 136mila euro di sgravi fiscali per ogni unità abitativa” conclude Gilberto Barcella.

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