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La legge del contrappasso

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Crollo prezzo al barile del petrolio
grafico tratto da Il Sole 24 Ore

Nei giorni scorsi il prezzo al barile del petrolio ha toccato una quota negativa, perdendo di colpo il 120% del suo valore… cosa che ha messo in discussione, anche per le fonti fossili, il concetto di pianificazione e previsione della produzione

Tutto il mondo ha – crediamo – visto come, nel corso del 20 aprile, il prezzo del barile di petrolio, per breve tempo, sia diventato negativo.

Come può essere? La ragione è che il petrolio viene prodotto più o meno in funzione di quanto se ne consuma in media: le piccole oscillazioni nella domanda vengono gestite immettendo o prelevando da serbatoi, che fungono da ammortizzatore della richiesta, perché aumentare o diminuire l’estrazione è un processo estremamente complesso, che richiede tempo (e costa molto); è per questo che esistono i futures, che ci aiutano a capire quale sarà la domanda tra un mese o due per regolarci di conseguenza.

Ovviamente l’emergenza sanitaria ha portato a un brusco e precipitoso calo nella domanda, che nessuno aveva previsto; contemporaneamente si è sparsa la voce che i serbatoi di compensazione fossero quasi pieni, facendo impennare il costo di stoccaggio al punto che, per un’ora o due, risultasse più conveniente pagare i committenti perché ritirassero il petrolio al terminal, piuttosto che lasciarlo a bordo della petroliera.

È un paradosso subito rientrato, ma che mette in discussione uno degli argomenti chiave contro alcune forme di energia rinnovabile: ovvero che vengano prodotte in modo indipendente dalla volontà dell’uomo, richiedendo quindi accurate pianificazioni per far sì che l’offerta non superi la domanda.

Scopriamo oggi che questo vale anche per il più tradizionale dei vettori energetici, il petrolio, perché vi possono essere situazioni in cui la variazione di domanda è talmente repentina da creare lo stesso tipo di problemi di stoccaggio che affligge l’energia prodotta con i pannelli fotovoltaici o con il vento.

Insomma, l’energia è difficile e costosa da immagazzinare: un processo di generazione articolato offre la possibilità di immagazzinare vettori intermedi (petrolio, gas, combustibile nucleare, idrogeno, acqua) ciascuno dei quali deve però avere disponibile un adeguato serbatoio dove essere accumulato in sicurezza, in attesa del suo utilizzo.

Soprattutto però la domanda di energia deve poter essere regolata attraverso un complesso sistema di previsione, che integri punti di forza e di debolezza di ciascun vettore energetico.

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