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Aboca: la nostra salute va di pari passo con quella dell’ambiente

città: Firenze - pubblicato il:
massimo mercati aboca

Salvaguardia dell’ambiente e sostenibilità: Aboca, oltre a essere BCorp, ha ricevuto da poco la certificazione Biodiversity Alliance su 1.700 ettari di coltivazioni. Ce ne parla l’ad Massimo Mercati

È evidente che il mondo si è fatto trovare impreparato di fronte a questa emergenza sanitaria, eppure sapevamo che il nostro rapporto con il pianeta stava poggiando su basi sbagliate e che pandemie di questo tipo erano annunciate.

Le scelte degli ultimi decenni sono state miopi e hanno sacrificato l’interesse collettivo a scapito della crescita dei pochi: come società Benefit e BCorp ci auguriamo che sia l’occasione per affermare sempre più un nuovo modello di economia improntato non solo al profitto ma alla realizzazione del bene comune“.

Massimo Mercati è amministratore delegato di Aboca e alla salvaguardia dell’ambiente ci crede. Lo si deduce dalle sue parole, ma anche dai fatti: da poco l’azienda che guida ha ricevuto la certificazione Biodiversity Alliance, con 97 punti su 100.

Il riconoscimento attesta l’elevata qualità biologica del suolo dei terreni di Aboca. “È un fattore per noi di importanza cruciale – continua l’ad – perché sappiamo che la salute dell’ambiente e quella dell’uomo sono strettamente correlate“.

Sono circa 1.700 gli ettari di coltivazioni su cui insiste la produzione di Aboca. Un vasto territorio che tocca Toscana e Umbria, in Valtiberina, Valdichiana e Casentino.

La nostra agricoltura è 100% biologica – precisa Mercatidisciplinata dal Regolamento Europeo 834/2007 che prevede l’esclusione di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi chimica e il divieto di impiego di Ogm. Le piante medicinali che coltiviamo per la realizzazione dei nostri prodotti sono 67, e il nostro è un modello agricolo unico al mondo: con le nostre coltivazioni alimentiamo integralmente la nostra filiera di produzione, totalmente verticalizzata, dal seme al prodotto finito: coltiviamo e controlliamo tutta la materia prima necessaria alla realizzazione dei nostri prodotti“.

E ora, chiediamo all’ad di Aboca Massimo Mercati?

Oltre a un cambio di paradigma a livello globale, la quarantena ci sta invitando a rivalutare anche molti aspetti della nostra vita personale e familiare, a riflettere sul valore del tempo, sul ritmo delle nostre attività lavorative.

Alcuni atteggiamenti che due mesi fa ci sembravano scontati oggi ci sembrano invece superati, quasi ridicoli al cospetto della nuova quotidianità di queste settimane.

Un esempio molto semplice e pratico: abbiamo capito che ridurre le trasferte e gli spostamenti è possibile, fa bene all’ambiente e alla nostra vita. Sicuramente questa è un’occasione per ripensare il nostro modo di lavorare e concepire l’impresa, anche come imprenditori.

Su quali leve punterete per la vostra ripresa?

Aboca si è posta questo interrogativo fin dai primi giorni di emergenza. Abbiamo scelto di concentrare tutti i nostri sforzi, umani ed economici, per poter continuare a garantire la fornitura dei prodotti, mantenendo attiva la produzione, così come la nostra ricerca, per aiutare concretamente le persone, che cercano risposte per la loro salute in un momento di grande incertezza.

Lo abbiamo fatto riorganizzandoci e concentrandoci sui nostri prodotti per le prime vie respiratorie, per il rafforzamento delle difese immunitarie, per il sonno.

E in pochi giorni abbiamo formulato e industrializzato un igienizzante naturale per le mani, per far fronte alla domanda altissima e per distribuirlo gratuitamente in Valtiberina, il territorio tra Toscana e Umbria dove ha sede Aboca e dove si stava registrando un’improvvisa carenza.

Noi puntiamo sugli elementi tipici delle BCorp: facendo sì che l’impresa porti un beneficio per l’ambiente, per la comunità, per i lavoratori, per i consumatori.

Sappiamo che non è solo una strada giusta, ma è anche quella vincente. Quella che ad alcuni sembrava una via alternativa, ingenua o da sognatori, è una scelta premiata anche dal mercato.

Non a caso Larry Fink, ceo e presidente di BlackRock, ha ricordato che gli investimenti più solidi e redditizi sono quelli sostenibili.

Cosa consiglierete ai vostri clienti?

Sicuramente questa crisi ha portato preoccupazione e nuove difficoltà economiche. Ci auguriamo però che sempre più persone comprendano l’importanza di compiere scelte etiche, adottando stili di vita sostenibili.

Sono sempre più le persone che hanno imparato a conoscere e riconoscere la qualità di prodotti naturali e biologici: il nostro consiglio è quello di non arrestare questo percorso di consapevolezza, perché è sempre più evidente che la salute del nostro organismo e quella del pianeta in cui viviamo sono strettamente interconnesse.

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