Home Imprese Sostenibili Il cuore caldo della Bofrost

Il cuore caldo della Bofrost

città: Pordenone - pubblicato il:
bofrost - ad tesolin

Bofrost tratta surgelati (e lo fa in maniera sostenibile, tanto da aver vinto un premio per la gestione delle celle frigorifere), ma nel momento del bisogno ha fatto scattare l’elemento di solidarietà. E non solo…

Sulle strade deserte delle città in lockdown, i furgoncini della Bofrost hanno continuato a girare consegnando i surgelati porta a porta. Nessun rider improvvisato: il modello di business dell’azienda tedesca (in Italia la sede è a San Vito al Tagliamento in provincia di Pordenone) ha tenuto.

Alle spalle un lavoro che rende Bofrost anche molto sostenibile, a cominciare da un impianto di refrigerazione a CO2 che ha tagliato del 50% i consumi energetici dei magazzini frigoriferi nel polo di San Vito al Tagliamento e che gli ha permesso di vincere l’AtmOsphere Europe 2019, evento internazionale dedicato alla refrigerazione industriale.

Si tratta di una sede di 15.000 metri quadri che ospita gli uffici, i magazzini e le celle frigorifere a -23°C dove vengono conservate 7.000 tonnellate di alimenti surgelati destinati agli oltre 1,2 milioni di famiglie italiane clienti Bofrost. Un ciclo di conservazione al top che sta tenendo anche durante questa crisi di emergenza sanitaria.

Ma questa volta i furgoncini della Bofrost non hanno consegnato solo surgelati: “I nostri venditori, che in questo periodo difficile sono vicini a migliaia di famiglie italiane con un servizio indispensabile, quello della consegna di alimentari a domicilio – spiega l’amministratore delegato di Bofrost Italia, Gianluca Tesolinhanno promosso una raccolta fondi destinata agli ospedali delle città in cui Bofrost opera“.

Il risultato è stato sorprendente: oltre 350mila euro divisi su circa 50 ospedali sparsi per tutto il territorio nazionale e impegnati nella cura dei pazienti affetti da Covid-19.

11.000 euro sono stati consegnati all’ospedale San Raffaele. Inoltre, come ogni struttura coinvolta nell’iniziativa, l’ospedale riceverà anche 1.000 buoni del valore di 30 euro per la spesa alimentare online, destinati al personale sanitario (per uno stanziamento totale di 1,5 milioni di euro da parte di Bofrost).

Intanto, l’azienda si sta organizzando per valutare e seguire al meglio i cambiamenti negli usi e consumi degli italiani.

Abbiamo assistito al boom degli acquisti online dei nostri prodotti, un canale che prima per noi non era preponderante e ora ha assunto una dimensione davvero rilevante – spiega a greenplanner.it TesolinQuesta è una tendenza che prevediamo durerà nel tempo: se l’Italia fino a poco tempo fa era indietro rispetto al resto d’Europa per gli acquisti food via web, adesso c’è stato un cambiamento enorme e che sarà duraturo, perché quando le persone torneranno alla vita normale non saranno comunque più disposte a passare tanto tempo nei supermercati. Anche la tipologia dei prodotti acquistati è cambiata: in questo momento hanno moltissimo successo prodotti base come verdure, pesce e carne, che vengono acquistati in ottica di scorta. Tuttavia riteniamo che questo sia un trend legato a questo particolare momento e che si esaurirà con il ritorno alla normalità“.

Dunque, su quali leve punterete per la vostra ripresa e quella della vostra filiera

Per Bofrost in realtà non si può parlare di ripresa perché non abbiamo mai smesso di operare, proprio in virtù del fatto che il nostro servizio di spesa alimentare a domicilio è stato utile e particolarmente apprezzato, sia dai nostri clienti abituali sia da nuovi clienti che hanno acquistato da noi per la prima volta durante il lockdown.

Il nostro impegno è stato massimo e i risultati ottimi, perciò quella che ci attende è una fase di consolidamento. Qualità e servizio sono gli elementi che ci sono stati universalmente riconosciuti e continueremo a farne i nostri punti di forza.

Allo stesso tempo lavoreremo ancora di più su reperibilità, consegne, logistica per rispondere all’aumentata domanda. Inoltre, avendo acquisito clienti per noi nuovi anche come target (per esempio persone che ora lavorano da casa), lavoreremo per proporre loro prodotti, servizi e comunicazione ad hoc.

Come vi state organizzando per la fase 2?

La fase 2 per  è cominciata con il lockdown stesso, perché non abbiamo mai smesso di lavorare, adottando da subito quelle misure che prossimamente coinvolgeranno tutte le aziende che riprenderanno le attività: quindi sanificazioni, uso dei dispositivi di protezione, distanziamento tra i lavoratori, smart working per tutti i dipendenti che hanno un ruolo compatibile e riduzione dei contatti interpersonali.

Naturalmente proseguiremo su questa strada anche nelle prossime settimane e mesi.

Condividi: