In questo periodo difficile, non sono mancate in Italia esempi di buone pratiche: aziende che hanno riconvertito la loro produzione industriale per dare supporto alla nazione – fornendo mascherine e beni essenziali – ma anche offrendo, gratuitamente i loro servizi
Sono state tante le aziende che, non potendo lavorare durante l’emergenza Coronavirus, si sono date da fare, dimostrando spirito di iniziativa e di solidarietà, riconvertendo la propria produzione industriale per fornire quei beni di prima necessità di cui tutti i cittadini italiani avevano bisogno.
Tanti esempi virtuosi, tante buone pratiche messe a punto sia in Italia – ma anche all’estero – che meriterebbero di essere citate tutte, una per una; purtroppo il loro numero e la loro distribuzione si tutto il territorio nazionale, rende difficile farlo.
Per questo ha grande valore l’iniziativa messa in campo da Right Hub, iniziativa progettata per sostenere l’economia sociale e il Terzo Settore nella costruzione di un proprio sistema di competenze e di relazioni, per favorire un’integrazione con il mercato for profit.
È stata così realizzata una directory delle buone pratiche delle aziende italiane – piccole, medie e grandi – ed estere che si sono coraggiosamente impegnate nella riconversione delle attività produttive per fronteggiare la crisi sanitaria.
Le buone pratiche di riconversione raccolte finora sono circa 200; ne abbiamo parlato con Luca Guzzabocca, general manager di Right Hub, che ci ha spiegato meglio lo spirito dell’iniziativa.
Ma in questo periodo, Right Hub ha dato vita anche a iniziative dirette di solidarietà; ne sono un esempio l’ebook, scaricabile gratuitamente, che insegna come progettare e implementare il Social Procurement e la Supplier Diversity nella propria impresa, mettendo a disposizione le proprie competenze – e le buone pratiche consulenziali che sono parte della sua offerta commerciale – per chi ne avesse bisogno in questo momento.
Inoltre nel mese di aprile, i consulenti di Right Hub hanno affiancato gratuitamente le aziende e le loro funzioni HR attraverso una valutazione del prospetto informativo disabili e l’individuazione degli strumenti più idonei, inclusa la Convenzione art.14, per ottemperare agli obblighi della Legge 68/99.












