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Sanificazione dei luoghi di lavoro: i rischi legati al Covid-19

città: Milano - pubblicato il:
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L’Italia riparte, lentamente e con molta cautela: molte persone tornano alla loro attività ed è quindi essenziale che sia stata eseguita una sanificazione dei luoghi di lavoro, per consentire una riapertura in completa sicurezza

Niente sarà più come prima ma, per ripartire, tutto deve essere invece come prima: ovvero sicuro e senza pericoli per i lavoratori. Il Governo, nell’autorizzare la graduale riapertura delle aziende, ha emanato una serie di disposizioni tra le quali ci sono anche quelle che riguardano la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Il protocollo di sicurezza, integrato il 24 aprile ed è inserito come allegato 6 nel DPCM 26 aprile 2020, è stato siglato in accordo con il Governo da sindacati e imprese, stabilendo le norme da seguire per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori da possibili contagi e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.

In particolare, per quanto riguarda la sanificazione dei luoghi di lavoro, è stato convenuto che le aziende assicurino la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.

Vanno garantite “la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse, con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. Nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di Covid-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, si dovrà effettuare una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020“.

Naturalmente – basta fare una ricerca su Internet sul tema – come per le mascherine, si è moltiplicata l’offerta di servizi di pulizia e di sanificazione dei luoghi di lavoro. Abbiamo già parlato di come sanificare la propria auto, spiegando a chi è costretto a usare il mezzo privato per recarsi al lavoro come igienizzare il veicolo.

Va ricordato inoltre che, per la sanificazione degli ambienti e degli spazi, i Comuni italiani stanno ricevendo contributi statali importanti – sono stati infatti stanziati 70 milioni di euro con il DL CuraItalia. Anche le aziende potranno ottenere agevolazioni e finanziamenti per ovviare alle spese di igienizzazione necessarie alla riapertura.

Infatti, si legge sul magazine specializzato FiscoOggi.itl’art. 64 del decreto legge n. 18/2020 ha previsto, per il periodo d’imposta 2020, un’agevolazione fiscale per incentivare la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, quale misura di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il successivo decreto legge n. 23/2020 (art. 30) ha esteso l’agevolazione per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e sicurezza, idonei a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale“.

In questa articolo, invece, prendiamo in considerazione alcune interessanti proposte di aziende che operano nel settore della sanificazione degli ambienti.

Sanificazione dei luoghi di lavoro, ecco alcune interessanti iniziative

La cosa importante è che si eviti di intraprendere azioni che abbiano effetti positivi in un senso e negativi nell’altro… ci riferiamo all’uso di soluzioni dal forte impatto ambientale. In questo senso, Uncem – l’associazione dei comuni montani – sta lavorando per individuare soluzioni ecologiche e sostenibile da proporre ai suoi associati.

Una di queste da una ricerca di Paolo Trivero dell’Università del Piemonte Orientale, che ha lavorato sulla disinfezione e la sanificazione dei luoghi di lavoro indoor e outdoor, attraverso l’uso di un anolita in grado di distruggere i microrganismi di eziologia batterica, virale e fungina.

Il suo funzionamento richiede unicamente acqua, sale da cucina e corrente elettrica. Queste soluzioni possono essere realizzate bassi costi energetici e sono svincolate da logiche di mercato.

La soluzione dell’Università del Piemonte Orientale, già recentemente testata da una municipalizzata alessandrina con mezzi di diffusione prodotti da un’azienda di Asti, è pulita e compatibile con l’ambiente.

Sersys Ambiente, azienda di Rivoli (Torino) specializzata nell’offerta di servizi ambientali ha messo invece a punto un test per la verifica della presenza nei luoghi di lavoro del virus Covid-19; la ricerca del virus viene effettuata grazie a un’analisi denominata Rt-Pcr (Reverse Transcriptase-Polymerase Chain Reaction: reazione a catena della polimerasi inversa).

La verifica consente di ottenere risultati in sole 48 ore dal tampone; il test può essere eseguito all’interno di aziende, supermercati, location produttive, su superfici di lavoro, nelle condotte dell’aria e sulle superfici ad alta frequenza di contatto (maniglie delle porte, pulsantiere, tastiere del PC, macchinette del caffè, terminali Pos, carrelli della spesa, cellulari).

A volte, effettuare test o eseguire sanificazioni ambientali non basta, se non si introducono anche procedure personalizzate, realizzate sulle esigenze di ogni azienda. Ed è questo il servizio offerto da Epm, azienda parte di un gruppo imprenditoriale che conta più di 2.500 dipendenti in Italia e un fatturato complessivo superiore ai 100 milioni di euro nel 2019.

Epm, in questo periodo, ha lavorato negli ospedali italiani occupandosi di sanificazione, di pulizia, di servizi sociosanitari, della raccolta dei rifiuti e del lavaggio industriale. Da questa esperienza è nato il programma Virusfree, che parte dall’analisi dei rischi nelle aziende e dalla definizione del piano di attività, che include tanto le prestazioni commissionate a Epm quanto l’introduzione di policy e buone prassi da realizzare nelle sedi lavorative per tutelare la salute.

Il programma arriva anche a offrire la partecipazione di tecnici Epm nei Comitati di Crisi legati al Covid-19 per aggiornare le procedure, il controllo e la sanificazione di tutti i potenziali vettori di rischio, come per esempio i sistemi di condizionamento.

Tornando ai metodi utilizzati per la sanificazione dei luoghi di lavoro, è interessante citare le tecnologie che hanno ispirato la soluzione della startup italiana Sanixair che ha replicato la reazione che si verifica tra l’irraggiamento solare e i metalli per ridurre le sostanze contaminanti presenti nell’aria, trasformando l’umidità relativa in perossido di puliziidrogeno – acqua ossigenata.

Da questa intuizione, dopo quasi due anni di ricerca, è nato un sistema ingegnerizzato di sanificazione in continuo dell’aria, in grado di produrre e mantenere un livello costante di aria microbiologicamente sicura negli ambienti chiusi.

Il sistema è flessibile perché integra diverse tecnologie, con un approccio personalizzato per adattarsi a diversi contesti: dall’albergo al centro commerciale, dall’industria al museo, dall’appartamento ai piccoli abitacoli.

Il funzionamento e l’efficacia sono controllati a distanza da sonde che raccolgono dati e li trasmettono a una piattaforma IoT in grado di lanciare alert in caso di eventuali anomalie e di produrre analisi predittive.

La soluzione, utilizzando tecnologie che riproducono fenomeni naturalmente presenti in natura, riduce l’impatto ambientale della sanificazione, perché esclude l’utilizzo di detergenti e di disinfettanti artificiali e non ha materiali da smaltire.

Un esempio di questa soluzione è all’opera presso l’hotel Romana Residence in Corso di Porta Romana a Milano, in cui già da alcuni mesi è installato il sistema di sanificazione ambientale in continuo.

I dati raccolti ed elaborati prima e dopo l’installazione hanno rilevato nelle prime 24 ore di utilizzo un abbattimento del 99% di batteri e muffe (Escherichia Coli, Legionella Pneumophila, Aspergillus Brasilensis).

Sanificazione degli ambienti e allergie respiratorie

Paradossalmente, la fase di ripartenza è coincisa con il periodo più intenso di diffusione di pollini, che mette alla prova ogni anno milioni di italiani – si stima che tra il 10 e il 20% della popolazione soffre di allergie respiratorie con un picco tra i giovani adulti per la maggior parte donne.

L’allergia è un fenomeno che non si attenua ma, anzi è in costante aumento: i dati scientifici indicano, nel mondo, l’impatto delle allergie ai pollini vari dal 10% al 40% a seconda del Paese considerato, con una tendenza in crescita, tanto che si prevedono picchi fino al 50% della popolazione.

In Italia circa 9-10 milioni gli italiani si ammalano ogni anno – secondo l’Istat le allergie costituiscono la terza causa di malattia cronica dopo osteoporosi/artrite e l’ipertensione.

Un problema non da poco e che si somma alla difficoltà, in questi periodi, di dover portare la mascherina e di entrare in ambienti di lavoro che sono rimasti chiusi e che verranno sanificati appena prima della riapertura – tra le procedure previste dal Ministero della Salute ci sono anche frequenti ventilazioni degli ambienti, che possono aumentare il fastidio dei soggetti allergici.

Le allergie respiratorie, infatti, sono “determinate dall’esposizione dell’organismo ad antigeni inalati o areodispersi che penetrando nell’organismo attraverso il tratto respiratorio e le congiuntive in un soggetto allergico danno luogo principalmente a congiuntivite allergica, bronchite allergica (asma bronchiale). Gli allergeni responsabili sono pollini, spore, acari, derivati epidermici di animali, micofiti, lattice, polveri sottili ed altri particolati aerodispersi come la polvere di casa e le polveri industriali“.

Da qui la soluzione di Gioel, azienda che sanifica le superfici attraverso un sistema di igienizzazione a vapore e aspirazione con filtro ad acqua.

Le alte temperature del vapore saturo utilizzato da Gioel (160° in caldaia) inattivano i virus che vengono poi asportati dall’aspirazione. La soluzione è stata sviluppata con il supporto dell’Università di Modena e di Reggio Emilia e con il Cnr di Roma.

Sanificazione degli impianti di climatizzazione

La domanda che in molti si sono posti è “gli impianti di climatizzazione possono diffondere il virus negli ambienti domestici?“. La risposta è negativa ma, certamente, è fondamentale che vengano effettuati tutti i lavori di pulizia e di manutenzione necessari a garantire il corretto e sicuro funzionamento degli impianti.

La pulizia dei condotti di ventilazione, dei dispositivi e il ricambio dell’aria giocano infatti un ruolo fondamentale per allontanare il rischio di batteri e muffe. Secondo AiCarr, l’associazione italiana del settore climatizzazione, non c’è al momento alcuna evidenza di una possibile trasmissione per via aerea del Covid-19.

Non è quindi necessario igienizzare gli impianti con una frequenza maggiore di quella consigliata, ma non bisogna dimenticarsi di effettuare tutti gli interventi di igienizzazione e di manutenzione programmati per salvaguardare la salute delle persone e assicurare l’efficienza degli apparecchi, evitando l’aumento di consumi energetici, vibrazioni e rumori fastidiosi.

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