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La bellezza naturale delle pietre di scarto

città: Verbania - pubblicato il: - ultima modifica: 13 Maggio 2020
pietre trovanti

Un progetto per recuperare e valorizzare gli scarti dell’estrazione delle cave della Val d’Ossola. Gli oggetti d’arte e i complementi d’arredo delle collezioni di Pietre Trovanti mantengono il fascino della materia nel rispetto della natura

C’è tutto il fascino della materia nella sua purezza trasformata e lavorata artigianalmente. Oggetti dalle linee essenziali e dal gusto contemporaneo compongono le collezioni di Pietre Trovanti, un progetto nato nel 2019 che valorizza le pietre di scarto della Val d’Ossola, in Piemonte, trasformandole in oggetti di design e arte applicata.

L’idea è nata da Tiziana Scaciga che collabora con Andrea Scotton e Luca Antonini, insieme a un gruppo di artisti, designer e artigiani provenienti da diverse città in Italia e all’estero, oltre a Moro Serizzo, azienda d’alto artigianato con base in Val
d’Ossola. 

La pietra, imperfetta e irregolare che si estrae in quest’area – in prevalenza beola, marmo palissandro, un unicum per composizione geologica, granito e serizzo – diventa materia da trasformare seguendo una visione di progettazione ispirata alla natura.

Tiziana Scaciga riassume così l’attività di Pietre Trovanti: “Da ogni fine nasce un nuovo inizio in modo brutale, radicale e poetico“.

Pietre Trovanti, recupero e riduzione dei consumi

Un progetto in cui la sostenibilità è una componente importante in quanto si riutilizza lo scarto della lavorazione della pietra.

lavoro artigianale - pietre trovanti

Durante i diversi processi di lavorazione della pietra naturale – dall’estrazione alla trasformazione – parte della materia viene scartata, perché non conforme, difficilmente lavorabile e quindi soggetta a un processo di disvalore.

Pietre Trovanti recupera nel territorio di appartenenza (la Val d’Ossola, tra i bacini geologici più storici e importanti in Italia) le pietre di scarto – recuperando il materiale a pochi chilometri di distanza dal laboratorio.

La materia prima utilizzata è rappresentata da blocchi difformi – materiale post-produzione lineare – marmette, carottagi, lastre, che sono reinseriti in una dimensione di produzione circolare.

Il processo di trasformazione artigianale degli oggetti prevede il minor numero possibile di lavorazioni, al fine di ridurre al necessario il consumo energetico nella fase produttive, e di conseguenza l’impatto ambientale che ne deriva.

Il tema della sostenibilità inizia dal pensiero – spiega Tiziana Scacigaquando progettiamo internamente o in collaborazione con designer e artisti cerchiamo di capire la soluzione migliore per utilizzare la totalità del materiale e, qualora non sia possibile, ipotizziamo altre soluzioni per reintegrarlo in un nuovo processo creativo.

L’idea di lavorare a due collezioni come le abbiamo previste Erranti e Trovanti delinea la direzione. Da oltre un anno, oltre a confrontarci con le pietre di scarto abbiamo creato un progetto di ricerca indipendente Aleph dedicato al recupero dei fanghi di segagione, derivati dal taglio della pietra.

Questo materiale per le aziende rappresenta un problema perché di difficile smaltimento e di poca resa economica. In linea con la nostra filosofia, trasformiamo il residuo in materia prima per la realizzazione di oggetti di arte applicata“.

Pezzi unici e originali

Le collezioni di complementi d’arredo, oggetti d’arte e di design si caratterizzano per le linee essenziali che coniugano funzionalità, semplicità e naturalità.

La prima collezione chiamata Erranti propone oggetti ornamentali ricavati da pietre recuperate e rispettate nella loro integrità alle quali non sono aggiunte decorazioni.

La collezione Trovanti mantiene la forma delle pietre di scarto che presentano caratteristiche particolari.

Le collezioni sono realizzate con la collaborazione di designer, artisti – emergenti e di profilo internazionale – e degli artigiani ossolani, anima pulsante di questo progetto. Ogni oggetto è lavorato a mano tenendo conto di ciò che la pietra ispira e può divenire.

Queste collezioni sono destinate a persone sensibili al tema della sostenibilità, della naturalità, che cercano complementi d’arredo unici e irripetibili, sia nel privato sia nel contract.

Le collezioni Pietre Trovanti sono in vendita in alcuni negozi e gallerie di design, arte, arte applicata e alto artigianato. Si possono acquistare anche online.

Valorizzare la materia in ogni suo aspetto

Infine una riflessione sul settore delle cave e dell’estrazione della pietra, attività spesso invasiva sul territorio che mette a dura prova la sostenibilità ambientale.

recupero pietra di scarto - pietre trovanti

Nelle parole di Tiziana Scaciga si percepisce un forte senso di appartenenza e di rispetto nei confronti della sua terra e della tradizione della sua attività: “Come emerge dai dati di Legambiente 2017, la Provincia del Verbano Cusio Ossola è una delle poche province in Italia ad aver un piano regolatore che organizza e stabilisce con norme restrittive l’estrazione dei blocchi.

A ogni cava è concessa una determinata quantità di metri cubi di materiale da estrarre, non si può procedere in modo arbitrario. Conoscendo bene la realtà che mi circonda, discendo da una famiglia di artigiani della pietra da tre generazioni, posso dire che le aziende della Val d’Ossola, associate di Assograniti VCO, sono le stesse che supportano l’idea, valorizzando il percorso che stiamo attuando.

Con loro interagisco molto bene perché sensibili e consapevoli. Chiaramente auspico che le collaborazioni si estendano sempre di più. Con il progetto Pietre Trovanti valorizziamo quelle caratteristiche che secondo la produzione tradizionale e l’acquirente sono spesso considerate difetti, quindi da scartare.

Partendo da questo punto penso che si possano trovare nuove prospettive e occasioni di riflessione per valorizzare ogni aspetto della produzione ed eliminare gli sprechi. Noi siamo disponibili e aperti al confronto“.

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