Home Imprese Sostenibili Non buttare e pensa al riuso: l’upcycling impazza

Non buttare e pensa al riuso: l’upcycling impazza

città: Torino - pubblicato il:
upcycling - riciclo e riuso creativi

Si moltiplicano le iniziative B2c e B2b che sollecitano l’upcycling e maggiore attenzione al tema del riciclo e del riuso. Pc dismessi, ma anche strumentazioni medicali, sono ritirati da aziende specializzate che danno loro nuova vita. E in Piemonte parte un contest su Instagram aperto a tutti

Con il termine upcycling si definisce l’operazione di recupero di materiali di scarto – che verrebbero conferiti in discarica – per la creazione di nuovi oggetti, spesso con più valore del materiale originale. Per questo il termine viene tradotto con riciclo creativo o riuso creativo.

L’obiettivo del riciclo e del riuso è doppio: a monte evitare di produrre prodotti nuovi tagliando così anche le emissioni di CO2 causate dalle fabbriche; a valle ridurre il materiale che finisce per essere scartato e, se non correttamente conferito nella raccolta differenziata, anche in discarica o negli inceneritori.

Dunque, fare upcycling è un’azione ambientale eccellente.

Azioni B2b di upcycling – riuso e riciclo di computer e strumentazioni

Si è scoperto che l’upcycing è una buona pratica che ripara da eventuali lockdown. È successo proprio in questo periodo con la componentistica dei computer.

Le molte settimane di mancata produzione in Cina a causa delle rigide misure di blocco del Coronavirus hanno causato un’impennata di richieste di hardware ricondizionato da parte delle aziende di tutta Europa, impegnate a garantire ai propri team di lavoro l’operatività anche da remoto.

Così sono fiorite attività di ricondizionamento di pc. Tanto che Flex IT, distributore specializzato di dispositivi ricondizionati, è alla ricerca di nuovi partner in Italia per per acquistare da eccedenze di magazzino e ricondizionare laptop, server e telefoni semi-nuovi secondo i più alti standard possibili. Di tutte le marche: Hp, Dell, Apple e Lenovo.

Parte da Bologna, ma si estende in tutta Italia, un progetto che punta al recupero dei ricambi da apparecchiature elettromedicali in disuso. L’idea è di Dismeco, capofila con Zero Waste Italy, MdrE – Medical device regeneration.

Ospedali e sanità pubblica – pone l’attenzione Claudio Tedeschi, amministratore delegato di Dismecodispongono di grandi quantità di apparecchiature elettromedicali datate, ma ancora perfettamente funzionali all’uso, oppure non utilizzabili in quanto carenti dei ricambi necessari ma non disponibili“.

Il progetto MdrE intende intercettare queste apparecchiature non in funzione o dismesse per ricavare ricambi utili alle istituzioni sanitarie, pubbliche o private (dopo operazioni controllate e certificate di smontaggio selettivo e successiva sanificazione).

Una volta avvenuto il ritiro, a titolo gratuito per quanto riguarda gli oneri di smaltimento, degli elettromedicali sono messi a disposizione della Protezione Civile, in forma certificata e in maniera del tutto gratuita, collocandone la disponibilità su piattaforma informatica a libero accesso.

Al progetto MdrE ha aderito anche l’Università di Bologna, Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali, coordinato da Alessandra Bonoli, e il gruppo di ricerca di Ingegneria della Transizione ed Economia Circolare, le cui attività sono da tempo orientate alla costruzione di un mondo sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Azioni B2c di riuso e di riutilizzo

In Piemonte si sta diffondendo #madeincasa2020, l’Instagram contest organizzato da alcune università e centri universitari sportivi piemontesi che ha un unico obiettivo: diffondere la cultura dell’upcycling.

Il progetto è stato organizzato da Unitogo, il green team del Politecnico di Torino, dall’Università del Piemonte orientale, insieme al centro universitario sportivo torinese e al centro universitario sportivo Piemonte orientale (Cuspo).

L’obiettivo è quello di sensibilizzare più utenti possibile sui concetti di economia circolare e upcycling e sul tema del riuso di oggetti e materiali di scarto. Per questo, l’iniziativa non sarà unicamente aperta agli studenti e al personale degli atenei e dei centri universitari sportivi, ma anche a tutta la cittadinanza della Regione Piemonte.

Il contest comincerà il 18 maggio 2020 e terminerà il 27 maggio 2020. Come precisato nel regolamento, per partecipare basterà pubblicare sul proprio profilo Instagram una foto o una storia che mostri come a uno o più oggetti sia stata data nuova vita e funzione e indicare nella foto una descrizione che spieghi il percorso di cambiamento dell’oggetto.

Se siete studenti universitari o fate parte del Cus Torino o del Cuspo, oltre a inserire sotto la foto l’hashtag #madeincasa2020, dovrete taggate il profilo Instagram dell’università o del centro universitario sportivo di appartenenza.

Se invece non fate parte degli atenei o dei centri universitari sportivi promotori, oltre all’indicazione #madeincasa2020, sarà sufficiente taggare un ateneo a scelta o uno dei due centri universitari sportivi.

I profili Instagram di riferimento sono: @unito_go per Unitogo, @politosust per il Politecnico di Torino, @uniupo per l’Università del Piemonte Orientale, @custorinoofficial per il Cus Torino e @officialcuspo per il Cuspo.

I vincitori verranno estratti casualmente nella giornata di venerdì 29 maggio 2020 e la classifica verrà pubblicata sia sulla pagina Facebook dedicata all’evento che sui profili Instagram dei soggetti organizzatori.

Per le prime cinque foto estratte saranno offerte dai Cus delle esperienze sportive tra cui un weekend in barca a vela, un’uscita di arrampicata in falesia, affitto campi e una tessera ingresso piscina; dall’estrazione della foto numero sei alla numero dieci verrà fornita una tuta per ciascun vincitore; infine, dall’estrazione della foto numero undici alla numero sessanta verrà data una maglietta del centro universitario sportivo di Torino per ciascun vincitore.

Partecipate alla campagna #madeincasa2020 e coinvolgete più persone possibili: il mondo dell’upcycling vi aspetta.

(ha collaborato Sara Pavone)

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