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Mangiare sano: la dieta vegana è una prerogativa per sé e per l’ambiente

città: Milano - pubblicato il:
dieta vegana e settimana veg

Cambiare abitudini alimentari è necessario – magari con una dieta vegana o a basso tenore di proteine animali. Infatti, una dieta equilibrata è un’azione sostenibile per la tutela della nostra salute e dell’ambiente. Tra le iniziative di sensibilizzazione di questo nuovo modo di vedere salute, alimentazione e ambiente è la Settimana Veg

Mangiare sano, mangiare responsabilmente: uno slogan importante non solo per ricordarci che mangiare bene giova alla salute, ma che uno stile alimentare cosciente apporta grandi benefici all’ambiente.

Non c’è dubbio, i nostri consumi alimentari in un modo o nell’altro hanno un impatto sulle risorse del Pianeta: che si consumi più carne o più soia, un impatto è inevitabile, che sia più o meno grande.

Seguire diete equilibrate, sia attraverso il consumo di prodotti di origine animale che non, è quindi fondamentale sia per preservare le risorse del nostro pianeta che tutelare la nostra salute, in un’ottica totalmente sostenibile.

Sia la dieta vegana – e le iniziative per far conoscere questa modalità di alimentarsi, come la Settimana Veg – sia quella mediterranea hanno risvolti positivi in questo senso. Vediamole insieme.

La dieta vegana, alimentazione senza proteine animali

Molte organizzazioni si battono da anni per promuovere un’alimentazione che non solo tuteli l’ambiente e la vita degli animali, ma che sia anche sana per la nostra salute.

L’iniziativa lanciata da Essere Animali è la Settimana Veg, un progetto all’insegna della scoperta dell’alimentazione vegana, che vi permetterà di scoprire questo stile alimentare per il corso di un’intera settimana.

La Settimana Veg è cominciata lunedì 18 maggio 2020 e proseguirà fino al 24 maggio, con l’obiettivo di trasmettere l’importanza di un’alimentazione attenta alla sostenibilità ambientale e alla tutela della vita degli animali, prova che un’alimentazione di questo genere può garantire gli apporti nutrizionali necessari alla vostra salute.

Per partecipare è sufficiente registrarvi online sul sito dell’iniziativa per avere a disposizione un ricettario completo, comprensivo sia delle indicazioni nutrizionali di Silvia Goggi, medico specialista in scienza dell’alimentazione, sia dei menù giornalieri elaborati appositamente dai food blogger del progetto Elefanteveg.

Attraverso l’evento Facebook sarà inoltre possibile confrontarsi condividendo esperienze, dubbi, difficoltà ma anche le foto dei piatti preparati.

Un’altra novità nel panorama vegano è Cracker Salta Pasto, un alimento elaborato dal team di ricerca e sviluppo di Brn Food, un prodotto ricco di fibre, con un rapporto salutare e fisiologico fra proteine, carboidrati e lipidi, tutti rigorosamente di origine vegetale.

Realizzato con farine di avena e teff, Cracker Salta Pasto è senza glutine, senza soia, senza lattosio, senza zuccheri aggiunti e senza lieviti. Il 20% di ciascun cracker è costituito da un mix proteico ottenuto dalle proteine di canapa, del riso e dell’avena.

Inoltre, spicca la presenza del licopene, un antiossidante che contribuisce a combattere l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali.

La dieta mediterranea, tradizione e benessere

Mangiare troppa carne non fa bene né alla salute né all’ambiente. Cambiare però radicalmente le proprie abitudini alimentari, passando da una dieta onnivora a una dieta vegana o vegetariana, non è per tutti.

Seguire una dieta mediterranea equilibrata è una soluzione efficace per aumentare il nostro benessere e tenere basso il nostro impatto ambientale. Come conferma la Fondazione Umberto Veronesi, alla base della piramide alimentare della dieta mediterranea ci sono tante verdure, un po’ di frutta e cereali.

piramide alimentare: preferire una dieta vegana
Immagine della Fondazione Veronesi

Salendo, è presente il consumo di latte e i derivati a basso contenuto di grassi e olio extravergine di oliva, assieme ad aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche.

Al vertice della piramide ci sono infine gli alimenti da consumare con moderazione: due porzioni o meno a settimana per le carni rosse, mentre quelle processate come gli affettati e i salumi sarebbero da consumare con ancor più parsimonia. Infine, i dolci sono da consumare il meno possibile.

Uno studio condotto dall’Università di Parma e pubblicato sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases, conferma che la dieta mediterranea ha un importante impatto positivo sulla salute.

La ricerca, diretta della professoressa Francesca Scazzina, è stata condotta per un anno su settantatré soggetti obesi, proponendo due tipologie di dieta mediterranea: una high pasta diet, in cui la pasta veniva consumata più di cinque volte a settimana e una low pasta diet per cui la pasta veniva consumata meno di tre volte a settimana.

In poche parole, lo studio ha evidenziato che una dieta ipocalorica, disegnata secondo i principi della dieta mediterranea e allineata con le abitudini o preferenze dei soggetti obesi a cui era destinata, è risultata efficace per la riduzione di peso e quindi portatrice di un beneficio per la salute, in quanto l’obesità induce spesso allo sviluppo di malattie croniche, quali diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e tumori, oltre a essere limitante per lo svolgimento di una vita sana e attiva.

Entrambi i trattamenti dietetici hanno migliorato significativamente i parametri antropometrici, di composizione corporea (con riduzione della massa grassa), il metabolismo glicidico e lipidico, mentre non si sono riscontrati cambiamenti relativamente ai parametri di pressione sanguigna e frequenza cardiaca.

Tuttavia, i pazienti del gruppo high pasta hanno riportato un miglioramento della qualità della vita percepita, relativamente all’aspetto salute fisica che i pazienti della dieta low pasta non hanno riportato.

Iniziative per una corretta alimentazione

Anche Legambiente Lombardia, che sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria si è impegnata nel progetto #iorestosano, offre schede sugli alimenti, le loro proprietà, i nutrienti e spiegazioni sul perché fanno bene non solo a noi stessi, ma anche al Pianeta.

L’iniziativa si inserisce nella campagna di Legambiente Change Climate Change e si sviluppa all’interno del progetto Ecco (economie circolari di comunità), finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

I consigli di Legambiente sono diversi, come portare il consumo di frutta e verdura almeno a cinque porzioni al giorno e dedicare maggiore attenzione e tempo alla preparazione di cibi più salutari e più gustosi, seguendo anche le ricette della cucina mediterranea.

Avere delle abitudini di spesa e consumo più coscienziose e verificare sia la salubrità che la sostenibilità dei prodotti e delle preparazioni è il miglior atteggiamento sostenibile che possiamo avere per la salute di noi stessi, per gli altri e per l’ambiente.

Come per la Settimana Veg, questa iniziativa va nella direzione di sensibilizzare i cittadini italiani a porre più attenzione al modo di nutrirsi – si segua una dieta vegana, vegetariana, ipocalorica o mediterranea – perché le proprie abitudini alimentari sono collegate anche all’ambiente e alla sostenibilità.

Così come è importante preservare la biodiversità agricola. Va in questo senso un progetto del CreaAgent (Activated GEnebank NeTwork) – che si propone di costituire una rete europea di banche dei semi per una più efficiente gestione delle risorse genetiche, in grado di far fronte alle grandi sfide della nostra agricoltura, dai cambiamenti climatici, alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza alimentare.

Agent vuole sbloccare il potenziale del materiale biologico conservato nelle banche dei semi convertendole da semplici depositi di semi a centri attivi di risorse digitali. Il progetto quinquennale è coordinato dalla banca europea di germoplasma Ipk e fa parte di Horizon 2020.

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