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Come muoversi senza inquinare, con Moia

città: Milano - pubblicato il:
moia - mobilità sostenibile in città

Per prima cosa: stop all’auto di proprietà. Secondo step: intermodalità ovviamente in elettrico. Il progetto Moia mostra la strada. Ecco come si fa a Londra

La mobilità è una necessità umana, ma i trasporti di oggi devono cambiare completamente: non solo per proteggere l’ambiente, ma anche per diminuire gli ingorghi e ridurre il rumore nelle città.

“Per farlo dobbiamo passare dal motore a combustione a quello elettrico” afferma Gunnar Luderer, professore ordinario di Analisi dei sistemi energetici globali presso l’Università Tecnica di Berlino e vicepresidente del Dipartimento per i percorsi di trasformazione sostenibile presso l’Istituto di Ricerca sull’Impatto Climatico (PIK) di Potsdam.

A Luderer piacciono anche le nuove formule di mobilità come quella prospettata dal progetto Moia che affronta il divario tra il trasporto pubblico e gli spostamenti individuali a piedi o in bicicletta.

Nelle città sarà più facile rinunciare all’auto personale rispetto ad altre zone, come le aree rurali, dove l’elettrico sarà quindi sempre più importante.

Cos’è il progetto Moia

Ma che cos’è il progetto Moia? Si tratta di un servizio di ride sharing che ha preso piede, per ora, solo in Germania e a Londra. Per l’esattezza nella capitale inglese si sta eseguendo un test a cura di Ratp Dev, una delle principali aziende di trasporto a livello mondiale.

Il progetto pilota interessa il quartiere di Ealing, nella zona ovest di Londra: qui circa il 40% dei residenti va al lavoro con la propria vettura. Lo scopo del progetto è analizzare come le persone accoglierebbero un’alternativa all’auto privata, sotto forma di servizi di mobilità più sostenibile come, appunto, quello offerto dal progetto Moia: un ride sharing è anche quello di rendere più efficiente l’utilizzo delle strade e delle infrastrutture urbane, riducendo ingorghi ed emissioni così da limitare l’impatto ambientale.

I veicoli di Moia e di Ratp Dev affiancheranno gli autobus pubblici, migliorando anche l’interscambio con la metropolitana e le stazioni dei treni.

Un progetto internazionale

Il progetto di Londra assume un significato particolare, per diversi motivi. Innanzitutto è il primo esempio concreto di collaborazione tra Moia e un’azienda locale di trasporti pubblici, e sarà quindi un’opportunità per raccogliere spunti interessanti per sviluppare futuri modelli di cooperazione.

Naturalmente si tratta della prima esperienza internazionale per la controllata del Gruppo Volkswagen. La fase di test si svolgerà sotto la supervisione di Transport for London (TfL), a cui è affidata la gestione dei trasporti della capitale inglese.

Secondo un piano approvato già da Londra, entro il 2041 l’80% del traffico urbano sarà composto da pedoni, biciclette o dal trasporto pubblico.

Gli esperti di Moia considereranno le varie opzioni disponibili per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo.

Questa sperimentazione fornirà a Transport for London indicazioni importanti sulla disponibilità delle persone ad abbandonare l’auto privata in cambio di servizi on-demand flessibili – e saranno informazioni rilevanti soprattutto per capire se l’offerta on-demand possa essere integrata nella rete dei trasporti, affiancando gli autobus, in particolare in zone difficili da raggiungere con i mezzi pubblici convenzionali

Tecnologia e sperimentazione

Per il test congiunto, Moia metterà a disposizione la propria tecnologia, incluse le app per utenti e conducenti, così come l’algoritmo per il calcolo dei tragitti. Ratp Dev, azienda leader nel settore del trasporto pubblico e già attiva in 14 Paesi, si occuperà della gestione della flotta di veicoli.

Il servizio avrà le stesse caratteristiche di quello già operativo ad Amburgo e Hannover, quindi con percorsi completamente flessibili e tarati in tempo reale in base alle richieste degli utenti.

Con un ulteriore valore aggiunto: una fitta rete di fermate virtuali fa sì che gli utenti debbano camminare al massimo per 200 metri, sia per prendere il mezzo che dopo averlo lasciato.

A Londra il servizio sarà attivo dalle sei di mattina all’una di notte. Chissà magari un giorno lo vedremo anche in una delle città italiane. Milano per esempio non si è mai tirata indietro dallo sperimentare nuove forme di mobilità.

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