Home Pets Stop ai maltrattamenti degli animali, o a morire saremo anche noi

Stop ai maltrattamenti degli animali, o a morire saremo anche noi

città: Firenze - pubblicato il:
lav - non torniamo come prima
immagine Lav

Gianluca Felicetti, presidente di Lav riflette sulle cause del Covid-19 e rilascia a greenplanner.it una accorata intervista a favore della salvaguardia degli animali. Le soluzioni ci sono: punti e passaggi da adottare a livello governativo, aziendale, ma anche nella vita di tutti noi

Le cause di questa disastrosa emergenza umano sanitaria sono davanti a noi“. Esordisce così Gianluca Felicetti, presidente da ben 16 anni della Lav, Lega antivivisezione italiana, la Onlus che nel nostro Paese si batte da tempo per la difesa degli animali.

Gran parte delle epidemie e delle pandemie dell’ultimo secolo che hanno colpito gli esseri umani, come il Covid 19, si sono sviluppate da animali – fa notare Felicetti – perché questi sono sempre più braccati e venduti per i più diversi motivi, tant’è che il traffico di specie è una delle illegalità più diffuse al mondo. Si usano animali in cucina, negli spettacoli, nei laboratori, nella prigionia delle case. Si rincorrono i sopravvissuti in natura che hanno sempre meno spazi vitali come le foreste divorate dai tagli cui si ricorre anche per produrre mangimi per altri animali. E poi negli allevamenti“.

Giusto: gli allevamenti per lo più intensivi. Felicetti continua: “150 miliardi sono gli animali che ogni anno secondo la Fao, popolano con un affollamento e un inquinamento inverosimile gli stabilimenti di produzione, dove si trasformano esseri viventi in macchine da ingrassare sempre di più per carni, uova e latte, tenuti in piedi con un uso, solo in Italia, del 70% degli antibiotici totali venduti, come denunciato dall’ultimo Rapporto dell’Agenzia Europea per i Medicinali“.

È a causa di questi maltrattamenti – sottolinea il presidente – che è avvenuto il salto di specie a virus come Sars, Mers, influenza suina H1N1, influenza aviaria H5N1, H7N2…

Felicetti è uno di quelli che non lo dice solo oggi: “Già nel 2004 l’Oms, l’Oie-Organizzazione mondiale della salute animale e la Fao segnalarono l’incremento della domanda di proteine animali e l’intensificazione della loro produzione industriale come principali cause dell’apparizione e propagazione di nuove malattie zoonotiche sconosciute, ossia di nuove patologie trasmesse dagli animali agli esseri umani. Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, nel suo Report del 2016 ha calcolato circa 2 miliardi di persone colpite e circa 2 milioni di vittime l’anno“.

Il motivo? “Mai prima di oggi gli agenti patogeni hanno avuto così tante opportunità di passare da animali selvatici e in prigionia, alle persone. Poi come dimenticare i pipistrelli per Ebola, le grandi scimmie vittime di caccia per la nascita dell’Aids, gli uccelli della West Nile Diseas, le mucche pazze dell’encefalopatia spongiforme bovina, la crisi prodotta dalla salmonella Dt104, quella causata dall’escherichia coli 0157, la lingua blu degli ovini…“.

L’appello di Felicetti è combattere le cause strutturali dell’epidemia, non solo l’emergenza. “La mascherina teniamola su naso e bocca, non sugli occhi“.

Ci sono atti indispensabili al cambiamento delle normative italiane, europee e degli accordi internazionali. “Dell’economia, degli stili di vita di tutti noi: a cominciare – invita il presidente della Lav – da un cambio delle nostre scelte quotidiane, come il cibo. Indirizzarci verso quello vegetale sarà la nostra migliore azione contro le prossime epidemie. E per assicurare anche cibo per tutti“.

Le aziende si devono rifondare su criteri, concreti, di una sostenibilità che non sia – come il benessere animale – solo uno slogan. Anche con una assunzione di reale Responsabilità Sociale.

Stop alla cattura e alla riproduzione per farne cibo, spettacolo, prigionia, pelli e pellicce, sperimentazione, trasformando l’attuale Cites, la Convenzione sul commercio delle specie in pericolo d’estinzione, in un nuovo accordo internazionale di ampio divieto, potenziando gli organismi nazionali e internazionali, le Forze di Polizia, per la prevenzione e la repressione dell’illegalità. Chiusura degli ultimi venti allevamenti italiani di visoni per la produzione d’abbigliamento.

Sono necessari a livello nazionale, internazionale, europeo – anche con un vero nuovo Green Deal e la Strategia 2030 sulla biodiversità anche con il prossimo voto del nostro Governo a Bruxelles – per mettere non un metro ma chilometri tra noi e gli animali selvatici, conseguenti interventi normativi che fermino il commercio, i mercati, le fiere, l’uso anche come richiami, l’allevamento pronto sparo, l’uccisione degli animali selvatici ed esotici. Stop alle attività venatorie in Italia, ai collegati wet market tricolori e alla caccia degli italiani nei viaggi all’estero“.

Stop ai finanziamenti pubblici alla zootecnia (solo fra marzo e maggio sono stati resi spendibili 14,5 milioni di euro per i comparti suini, ovini e bufalini oltre ai 100 milioni di euro del Decreto Legge Cura Italia al comparto allevamenti e pesca) e ai Sussidi Ambientalmente Dannosi catalogati dal Ministero dell’Ambiente; riforma della Politica Agricola Comune e della Strategia Ue From farm to fork anche per dare il costo reale di mercato ai prodotti di origine animale; si all’incentivazione delle proteine vegetali portando l’Iva dal 22% al 4% anche dei latti non animali e portando i pasti interamente vegetali da 1 ad almeno 7 ogni 14 giorni nei nuovi Criteri Ambientali Minimi della ristorazione collettiva in vigore dall’agosto 2020.

Va aiutata la ricerca scientifica human based, va riconosciuta la sperimentazione con metodi che guardano al futuro basati su tecnologie alternative almeno come primo passo verso una effettiva libertà di ricerca e devono essere dati incentivi alla prevenzione delle malattie e alla preparazione dei piani per fronteggiarle con i necessari dispositivi di protezione.

E poi, tornando agli animali da compagnia Felicetti si augura un aiuto alle adozioni: “la strada è quella intrapresa  nella conversione del Decreto Legge rilancio con la creazione di un incentivo alle  adozioni responsabili e alle fasce più deboli che già vivono assieme a un cane o un gatto, o per chi ne adotterà da rifugi o dalla strada, di una Quattrozampe Social Card di buoni spesa per cibo e spese veterinarie, la cancellazione dell’Iva che li considera incredibilmente beni di lusso per cibo e prestazioni veterinarie, aumentando la relativa deducibilità fiscale delle relative spese e intervenendo sui prezzi e sulla vendita dei farmaci veterinari che costano, a parità di molecola, fino a quindici volte di più di quelli per uso umano“.

Il non torniamo come prima di Felicetti allarga così la posizione degli ambientalisti agli animali parte intrinseca di quella biodiversità che va rispettata. Anche a nome della nostra sopravvivenza.

I 6 punti del cambiamento proposti da Lav

  1. iniziamo da noi stessi. Dal cibo che mangiamo. Preferiamo i cibi vegetali. Perché carne, latte e uova fanno tagliare foreste, inquinano, causano sofferenza
  2. le aziende, a partire da quelle dell’alimentazione e dell’abbigliamento, devono essere rifondate sulla base di criteri di reale sostenibilità e Responsabilità Sociale. E lo Stato sia d’aiuto in questa trasformazione, con una diversa fiscalità
  3. fermiamo i mercati, le fiere, l’uso e l’uccisione degli animali selvatici ed esotici. Basta caccia, catture e riproduzione di animali per farne cibo, spettacolo, pelli e pellicce a partire dall’Italia e nel resto del mondo
  4. spostiamo i finanziamenti pubblici dagli allevamenti alla produzione di alimenti vegetali. Per esempio, equipariamo l’Iva sui prodotti alimentari vegetali e incentiviamo i pasti di origine non animale nella ristorazione pubblica
  5. investiamo concretamente nella prevenzione delle malattie e nella ricerca scientifica human based. Riconosciamo la sperimentazione con metodi sostitutivi all’uso degli animali come un primo passo verso una effettiva libertà di ricerca
  6. tuteliamo gli animali domestici per aiutare le loro famiglie in difficoltà. Favoriamo l’adozione di cani e gatti e l’accesso ai farmaci veterinari e cancelliamo l’Iva da beni di lusso su cibo e prestazioni veterinarie
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