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Ecosostenibilità e divertimento: il caso Las Vegas

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Può essere una città come Las Vegas, spesso identificata con connotazioni negative e soprannominata Sin City, un esempio virtuoso per amministratori, ingegneri e semplici cittadini? Si. Può esserlo se parliamo di ecosostenibilità e scelte green.

La metropoli del Nevada è stata infatti una delle prime al mondo a fare scelte volte alla tutela dell’ambiente e al risparmio energetico, ergendosi come capofila di un nuovo modo di concepire gli insediamenti umani. Scelte a cui si sono allineati con entusiasmo anche i proprietari delle più grandi strutture e case di gioco cittadine.

Il processo di riconversione green di Las Vegas è iniziato nel 2008 e ha portato in poco più di un decennio all’abbandono definitivo dei combustibili fossili. Oggi, infatti, l’enorme fabbisogno energetico della città è tutto garantito da fonti rinnovabili, geotermiche, eoliche e solari: una scelta che ha pagato, sia a livello ambientale che economico, e che ha permesso all’amministrazione di risparmiare circa 5 milioni di dollari annui sui costi di approvvigionamento.

Buona parte del merito di questo risparmio va a Boulder, uno dei più grandi impianti solari presenti sul pianeta, e all’educazione verso la eco-sostenibilità promossa con iniziative pubbliche e private. Il tutto accompagnato dalle scelte delle amministrazioni che hanno deciso di puntare su quartieri residenziali innovativi con livelli di emissioni estremamente bassi e sulla realizzazione di oltre 1100 chilometri di percorsi ciclabili e pedonali.

Una vera e propria rivoluzione che ha coinvolto anche i luoghi simbolo della città, ovvero i casinò. L’Mgm Resorts International ha adottato da qualche anno un programma di responsabilità ambientale che ha portato a un risparmio stimato in circa 120mila barili di petrolio, 670mila Mmbtu di gas naturale, 420 milioni di Kwh di energia elettrica e oltre 2,5 miliardi di litri d’acqua. Il tutto accompagnato da una politica del riciclo dei materiali che ha consentito di elevare di oltre il 300% la quantità di rifiuti riutilizzati.

Molto interessante anche la scelta della Cesar Entertainment, proprietaria del Flamingo, una delle strutture storiche di Las Vegas, e di molti altri casinò della Sin City, che ha deciso di dotare tutte le sue proprietà di meccanismi per il risparmio energetico. Negli ultimi 5 anni, i progetti denominati codgreen hanno consentito di ridurre il consumo di acqua del 7%, quello di energia elettrica del 9% e hanno portato a un lusinghiero -11% nelle emissioni totali di carbonio.

I dipendenti del Bally, altra proprietà dell’azienda, hanno sviluppato un innovativo sistema di filtrazione dell’acqua che ha consentito l’imbottigliamento istantaneo in loco con materiali riciclati. Una scelta anche economicamente vincente, se pensiamo che l’acqua Bally viene oggi venduta in tutto il mondo.

Tutti gli amanti del divertimento e del cinema hanno sentito parlare almeno una volta del Casinò Resort Bellagio. Ma la struttura protagonista di molte pellicole di Hollywood è recentemente passata agli onori delle cronache per le sue scelte eco in cui spicca in particolare la decisione di sostituire le vecchie luci con oltre 19mila nuove lampadine a led da piazzare sia nelle 2200 slot machine che nei sensori di movimento degli uffici amministrativi. In più è stato deciso di utilizzare per il Laker Resort e per lo spettacolo O acqua non potabile.

Chiudiamo con uno degli esempi più virtuosi, il Las Vegas Sands, uno degli edifici cittadini con certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design). Un riconoscimento più che meritato se pensiamo che da quando il magnate e proprietario di varie case da gioco in tutto il mondo Sheldon Adelson ha lanciato il programma Sands ECO360° la struttura risparmia circa 73 milioni di kWh di elettricità all’anno, la cifra che servirebbe a garantire il fabbisogno energetico di più di 6.300 famiglie americane.

Non sono le uniche misure interessanti adottate. Le aree di erba naturale hanno lasciato il posto all’erba artificiale e le piante e gli alberi vengono quotidianamente irrigati con un innovativo sistema a goccia che distribuisce l’acqua sotto la superficie direttamente alle radici per evitare evaporazione e sprechi eccessivi.

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