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Come mangiamo dopo il Covid-19? Ridotto lo spreco alimentare

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
spreco alimentare

L’emergenza sanitaria ci ha anche lasciato qualche insegnamento positivo: per esempio quello di imparare a limitare lo spreco alimentare, attraverso iniziative e buone pratiche

Qualcosa di positivo il lockdown ce l’ha lasciato: è cambiato infatti il nostro rapporto con il cibo. Lo dimostra un sondaggio di Oersa – osservatorio sulle eccedenze, sui recuperi e sugli sprechi alimentari del Crea Alimenti e Nutrizione: su un campione di quasi 3mila persone provenienti da tutte le regioni di Italia, è emerso infatti che durante la quarantena c’è stato un aumentato del consumo di cibi salutari come verdura (33%), frutta (29%), legumi (26,5%), acqua (22%) e olio extravergine d’oliva (21,5%) e che al contempo si sono diffuse abitudini ecosostenibili, dal fare la raccolta differenziata (86%) al conservare e consumare alcuni alimenti acquistati in eccesso (83%), oppure mangiare tutto, inclusi gli avanzi (80%).

Ma non è tutto così positivo, o meglio, non per tutti. Un’altra ricerca – questa volta world wide e firmata da Azione contro la fame, sta dimostrando che esiste una correlazione tra Covid-19 e malnutrizione, soprattutto nei bambini.

Sembra, infatti, che le misure di lockdown adottate da ciascun Paese hanno comportato una seria difficoltà economica per molti genitori che, a causa della riduzione delle ore lavorate o addirittura per la perdita del posto di lavoro, hanno avuto difficoltà nell’acquisto di cibo per i propri figli.

Altra importante evidenza è che con le attività di recupero alimentare messe in pausa e gli stock rimasti fermi nei magazzini delle aziende alimentari si è verificato un ostacolo al contrasto dello spreco alimentare.

Soprattutto durante i primi mesi di emergenza sanitaria, alcune imprese alimentari hanno vissuto momenti di crisi, accumulando sui propri scaffali prodotti alimentari che sono ormai oggi prossimi alla scadenza, incrementando così perdite economiche e contribuendo potenzialmente allo spreco alimentare.

Buone pratiche contro lo spreco alimentare

Con la fase 2, diverse realtà volte alla lotta allo spreco di cibo hanno saputo adattarsi e reiventarsi, in qualche modo andando incontro ai bisogni di tutti, aziende e persone in stato di difficoltà. Scopriamole insieme.

Too Good To Go e le Super Magic Box

Durante il periodo di emergenza sanitaria e l’attuale fase 2, Too Good To Go, l’applicazione che permette dal 2015 a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati e hotel di recuperare e vendere online – a prezzi ribassati – il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato“, oggi ha dato vita a un nuova iniziativa: le Super Magic Box.

Questo nuovo progetto si rivolge al settore dell’industria con l’obiettivo di aiutare i produttori e i distributori a smaltire gli stock alimentari rimasti fermi a magazzino a causa dell’emergenza sanitaria.

Alcuni prodotti sono infatti prossimi alla data di scadenza. Too Good To Go, grazie alle Super Magic Box e alla rete di esercenti e waste warrior recupera questi prodotti alimentari e allo stesso tempo contribuisce ad aiutare economicamente tante realtà che hanno subito gli effetti della crisi.

Le Super Magic Box saranno disponibili direttamente all’interno dell’applicazione grazie al supporto di oltre centocinquanta esercenti legati alla rete di Too Good To Go, che hanno accettato di diventare dei punti di ritiro di queste box speciali.

Il progetto attualmente è attivo a Milano, Roma e Bergamo e le imprese che hanno aderito sono diverse. Danone, per esempio, ha inserito nelle proprie box una selezione di prodotti tra cui yogurt, latti fermentati e prodotti vegetali.

Fine food group offre invece i suoi prodotti per la cucina messicana, americana e Tex Mex; il Gruppo Dolcitalia propone una scelta di dolce e salato adatta per i momenti della colazione, merenda e aperitivo, insieme a Lazzarini, un affiliato del gruppo che si è messo a disposizione per la distribuzione delle box.

Too Good To Go si conferma ancora una volta un attore importante contro lo spreco alimentare, salvando in un anno più di 600 mila pasti in Italia.

Le Super Magic Box, come le tradizionali Magic Box, avranno un costo ridotto di circa il 70% rispetto al valore di mercato dei prodotti contenuti all’interno e potranno essere pagate tramite l’app con carta, con PayPal o con i servizi Apple Pay o Google Pay, riducendo il passaggio di contanti, i contatti al punto vendita e aumentando quindi la sicurezza.

In piena fase 2, Too Good To Go ha avviato un’indagine all’interno della rete di store aderenti alla piattaforma per meglio comprendere l’impatto del Covid-19 sull’impegno degli esercizi commerciali per la lotta allo spreco alimentare.

Da questa è emerso che gli esercizi commerciali in Italia stanno da una parte riducendo la produzione a causa di una maggiore incertezza e minore affluenza in negozio, dall’altra, settori come quello delle panetterie e dei take away (per esempio pizza al taglio, fritti, grab&go) hanno registrato un notevole aumento degli invenduti.

Un fattore che ha implicato un aumento della presenza sull’app di queste categorie di negozi, che hanno registrato a maggio un incremento di presenze del 20% rispetto al mese di febbraio.

Accanto a questo dato, le Magic Box messe a disposizione da queste tipologie di store sono aumentate del 30% rispetto ai livelli precedenti l’emergenza sanitaria, contribuendo a salvare 50 tonnellate di cibo.

Anche la grande distribuzione come Eataly, Carrefour e Gruppo VéGé individua l’importanza del tema dello spreco e quanto sia fondamentale parlarne e agire in questo periodo, attraverso una riorganizzazione delle attività per trovare soluzioni adatta alla diminuzione dello spreco alimentare.

Dalla ricerca è inoltre emerso l’interesse da parte degli esercenti per soluzioni tecnologiche, che permetterebbero di rendere i processi e la lotta allo spreco di cibo semplici e veloci: al commerciante presente sulla piattaforma basta infatti aggiornare quotidianamente e in tempo reale la disponibilità di Magic Box e, grazie alla possibilità di gestire l’acquisto e la validazione del ritiro della Magic Box direttamente da smartphone, Too Good To Go permette di evitare lo scambio di contanti rendendo l’intero processo più sicuro per commercianti e clienti.

Combattere lo spreco alimentare si può, clienti e produttori uniti insieme. Se volete accedere al servizio come clienti vi basterà scaricare l’applicazione di Too Good To Go, selezionare la Super Magic Box dei soggetti che hanno aderito al progetto, individuare il luogo di ritiro e godervi la sorpresa. Se siete invece un’attività e volete vendere i vostri invenduti, potete anche iscrivervi all’iniziativa dal sito di Too Good To Go.

Recup e il recupero alimentare

Un’altra realtà è quella di Recup, un’associazione impegnata nella riduzione dello spreco alimentare, attraverso il recupero del cibo ancora buono, prima che venga gettato.

L’associazione si organizza all’interno dei mercati rionali di Milano, dove avviene sia la raccolta che la redistribuzione di cibo. Ciò che viene recuperato è poi redistribuito ai beneficiari, che sono le stesse persone che eseguono il lavoro di raccolta e recupero.

Trattandosi di un’azione con una grossa componente di socialità, che mira a coinvolgere attivamente non solo i/le volontari/e, ma anche coloro che in un’ottica più assistenzialista vengono considerati beneficiari finali, non era possibile continuare a svolgerla rispettando le nuove norme di sicurezza” ci dichiara Elena Volturo, membro del direttivo di Recup.

Durante il periodo di piena emergenza sanitaria, Recup ha infatti deciso di sospendere la propria attività principale nei mercati scoperti di Milano, al fine di tutelare la salute di tutti coloro che vi prendono parte.

Nel periodo del lockdown non siamo però rimasti inattivi, al contrario – continua Elena VolturoDa metà aprile stiamo supportando il dispositivo alimentare attivato da Comune di Milano e Food Policy all’interno dell’ortomercato di Milano. Qui aiutiamo ad assemblare borse spesa di prodotti freschi che quotidianamente arrivano a migliaia di famiglie in difficoltà e al contempo aiutiamo a far sì che l’eventuale surplus venga distribuito attraverso altre reti solidali come AiutArci, Brigate Solidali per l’Emergenza, Rob de Matt e Ambulatorio Popolare“.

Inoltre, Recup e il suo team stanno realizzando alcuni sopralluoghi dei mercati in cui erano attivi, per valutare le possibili modalità per tornare in campo in tutta sicurezza.

Myfoody e il Babaco Market

Myfoody, la start up nata con l’intento di salvare migliaia di alimenti ormai vicini alla scadenza mettendo in contatto clienti finali e grandi marchi della grande distribuzione organizzata, ha avviato un nuovo progetto fondato sulla medesima filosofia di riduzione dello spreco alimentare: il Babaco Market.

Grazie a questo shop online, tutti i prodotti scartati perché non conformi agli standard dei canali di distribuzione alimentari potranno essere acquistati.

Basterà infatti collegarsi al sito di Babaco Market per abbonarsi a una box di frutta e verdura di stagione e riceverla direttamente a casa ogni una o due settimane, in base alle proprie preferenze.

I prodotti delle box provengono da agricoltori attenti alla qualità e agli standard di coltivazione, piccoli produttori e presidi slow food in tutta Italia.

Inoltre, i prodotti selezionati per le babacobox rimasti invenduti verranno devoluti a Recup di cui abbiamo parlato appena sopra.

Limitare lo spreco alimentare: il progetto Bella Dentro lavora sulla filiera della frutta e della verdura

Altro protagonista nel panorama della lotta allo spreco alimentare è Bella Dentro, un progetto volto a combattere gli sprechi ingiustificati e insostenibili nel settore ortofrutticolo italiano, recuperando quei prodotti invendibili alla grande distribuzione perché considerati esteticamente brutti.

Prima dello scoppio della pandemia, i fondatori di Bella Dentro, Luca e Camilla, per aumentare i volumi di frutta e verdura salvate e superare così il limite della deperibilità dei prodotti freschi, insieme all’Officina cooperativa sociale ha avviato un laboratorio di trasformazione alimentare insieme a adulti affetti da autismo e gravi ritardi cognitivi. La frutta fresca viene trasformata in prodotti diversi, da essiccati a marmellate e succhi di frutta.

Con l’ondata Covid-19, le attività di Bella Dentro si sono interrotte per salvaguardare la salute di tutti, tanto più perché il laboratorio della cooperativa sociale si trova a Codogno, primo focolaio d’Italia.

Ora che siamo in piena fase 2, le attività del laboratorio di Bella Dentro sono ripartite. Come ci conferma Camilla, gli spazi del laboratorio sono molto ampi, permettendo il giusto distanziamento sociale e assicurando la salute dei lavoratori.

Riprendere a piccoli passi per garantire la salute di tutti, così i lavoratori del laboratorio “stanno oliando gli strumenti per poi ripartire con l’essiccazione e contiamo con giugno di far ripartire il laboratorio” continua Camilla.

La super novità è però uno shop online per la vendita dei prodotti del laboratorio derivati da frutta fresca, come gli essiccati, le confetture e i succhi di frutta.

Per quanto riguarda il punto vendita fisico, resta la speranza di una apertura a settembre, sempre Covid-19 permettendo.

Camilla aggiunge che dovremo aspettarci un aumento dei prezzi della frutta – peraltro già osservabili – dovuto a fasi anomale di cambiamento climatico.

I fornitori di frutta di Bella Dentro provengono da tutta Italia e per la maggior parte dall’Emilia Romagna. Ad aprile 2020 si sono infatti registrate delle grosse gelate (-3°C/-4°C) che hanno colpito diverse colture, provocandone la caduta dei fiori e una perdita del 90% della produzione di frutta prevista.

Il Circolo operaio internazionale e la distribuzione alimentare casa per casa

Il Circolo operaio internazionale, realtà concentrata su un’attività politica indipendente da quella parlamentare e da sempre presente sul territorio, con l’arrivo del Covid-19 ha saputo rivoluzionare il suo operato, avviando un‘attività nazionale di volontariato per la distribuzione di generi alimentari casa per casa.

Come dichiara Gabriele Merola, coordinatore delle attività di volontariato dell’area milanese di Porta Romana “Banalmente quando è iniziata l’emergenza e il lockdown abbiamo deciso di restare aperti perché sono arrivate richieste di aiuto e sostegno sia da persone anziane che invalide“.

Infatti, dopo aver tappezzato il quartiere con le informazioni utili a contattarli in caso di necessità, la risposta delle famiglie non ha esitato ad arrivare: a oggi sono centocinquanta le famiglie che si sono appoggiate all’aiuto e al supporto del Circolo operaio di Porta Romana.

circolo operaio - volontari contro lo spreco alimentare

Grazie alla disponibilità di panetterie, ristoranti e negozi alimentari, il circolo recupera le eventuali eccedenze invendute a fine giornata che, dopo essere state assemblate, vengono redistribuite alle famiglie della zona.

Ogni sera vengono effettuate le consegne a circa venti famiglie, un risultato possibile – sottolinea Gabriele – anche grazie all’enorme impegno dei volontari sul campo. L’area coperta dai volontari del Circolo di Porta Romana è inscritta nella zona 4 di Milano, più qualche paese limitrofo.

Questa nuova attività è innegabilmente un valore aggiunto alla città di Milano e un importante aiuto per i cittadini più in difficoltà. Questa iniziativa, nel rispetto dei valori del circolo e soprattutto dell’impegno della sua presenza sul territorio, continuerà anche quando questa pandemia vedrà la sua fine.

Se volete diventare anche voi parte del Circolo operaio vi basterà contattarli. Il centralino del circolo è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20:30 e la domenica è aperto fino alle 15.

Eco dalle Città e la Carovana Salvacibo

L’associazione Eco dalle Città, che dal 2009 affianca l’omonimo notiziario digitale
dedicato all’ambiente urbano, da fine 2016 gestisce quotidianamente il recupero
alimentare al mercato di Porta Palazzo a Torino, lavorando insieme ad alcuni richiedenti asilo.

Come dichiara Sonia Migliore, membro dell’associazione Eco dalle Città “Con lo scoppio del Covid-19, Eco dalle Città non si è mai fermato, continuando il suo servizio di quartiere e territorio“.

Ad aprile 2020 viene infatti creata Carovana Salvacibo, un’iniziativa nata proprio dalla necessità di sopperire alla chiusura dei mercati rionali e raccogliere più frutta e verdura possibili per essere redistribuite, per evitarne lo spreco alimentare.

La Carovana si reca sia al Centro agroalimentare di Torino (Caat) che al magazzino dell’azienda di frutta Battaglio dove vengono recuperati gli invenduti, distribuiti successivamente sia agli snodi intermedi di distribuzione comunali che ai gruppi formali e informali che si occupano di portare il cibo alle persone che riversano in gravi difficoltà economiche o che sono senza fissa dimora.

Eco dalle città lavora inoltre con altre entità coinvolte nel recupero e redistribuzione alimentare, in un’ottica non solo utile al sociale ma anche all’ambiente. Tra queste ci sono Eufemia, Rete ong e Foodpride, dislocate in diversi mercati delle aree della città di Torino.

Lotta allo spreco alimentare a Roma con ReFoodGees

ReFoodGees – RomaSalvaCibo è una realtà di supporto alla lotta allo spreco alimentare presente a Roma. L’associazione opera all’interno del mercato dell’Esquilino attraverso la raccolta degli invenduti e la redistribuzione degli stessi alle persone che si presentano al gazebo dei volontari.

L’associazione, che inizialmente veniva riconosciuta solo come RomaSalvaCibo, nel giro di un anno e mezzo dalla sua nascita (2017) ha iniziato a diventare centrale in un quartiere multietnico come quello di Piazza Vittorio e a essere raggiunta da molti migranti in qualità di volontari e beneficiari: da qui il nome di ReFoodGees, un gioco di parole tra recupero cibo e rifugiati.

Viola de Andrade Piroli, fondatrice dell’associazione, ogni sabato recupera insieme agli altri volontari una media di circa 800 chili di frutta e verdura.

Con l’emergenza sanitaria – ci spiega Violasiamo stati un mese chiusi, il mercato era chiuso ed è stato chiesto di non andare. Da quando le misure si sono allentate stiamo lavorando in modalità ridotta per ora“.

L’attività, infatti, prosegue in loco le azioni di recupero, mentre la redistribuzione, che avviene anche con l’aiuto della rete di associazioni Portici Aperti, viene fatta casa per casa a famiglie che erano state precedentemente contattate.

Oltre all’aiuto alimentare, quello di ReFoodGees rappresenta per molte famiglie un momento di socialità, che in questi mesi è venuto inevitabilmente a mancare. Speriamo possano riprendere al più presto le consuete attività dell’associazione, soprattutto per le tante famiglie che vivevano il momento del gazebo come un momento di importante convivialità.

Gli agricoltori solidali di ASeS – Cia

ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, la ong di Cia – Agricoltori Italiani, durante l’emergenza sanitaria ha organizzato la campagna #agricoltorisolidali per contrastare lo stato di povertà delle famiglie piegate economicamente dall’emergenza sanitaria.

ASeS – Cia ha così deciso di donare derrate e pacchi alimentari a diverse Caritas territoriali che da sempre sostengono le famiglie più fragili e vulnerabili delle comunità locali.

La campagna si terrà fino a domenica 7 giugno, Giornata mondiale della sicurezza alimentare. In particolare, si parte oggi con la raccolta alimentare ASeS in collaborazione con Cia Emilia Romagna e Cia Toscana, e nei giorni a seguire con Cia Veneto e Cia Puglia, per chiudere il 7 con Cia Abruzzo.

Inoltre, attraverso la coordinazione della campagna in Italia, ASeS – Cia vuole incentivare iniziative analoghe presso le sedi estere in Paraguay, Senegal e Mozambico.

Gruppo Hera insieme a Caritas Italiana

Gruppo Hera, multiutility nei servizi ambientali, idrici ed energetici con sede a Bologna, per ciascun cliente che richiederà l’invio elettronico della bolletta donerà 2 euro a favore della Caritas Italiana per l’erogazione di pasti da destinare alle persone in difficoltà in Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Lombardia.

L’iniziativa, nata a metà aprile e con il termine al 30 giugno 2020, non solo fornisce un aiuto concreto alle persone colpite economicamente dall’emergenza sanitaria, ma permetterà anche di contribuire a evitare lo spreco di carta e aiutare così l’ambiente.

Il successo dell’iniziativa si legge dai risultati ottenuti: nel primo mese e mezzo sono stati raggiunti gli obiettivi che permettono di donare a Caritas Italiana fondi equivalenti all’erogazione di oltre 20.000 pasti.

Potrete richiedere l’invio della bolletta per email, in sostituzione di quella cartacea, per le bollette di energia elettrica, gas, acqua, teleriscaldamento e tariffa a corrispettivo puntuale per la gestione dei rifiuti. Per farlo vi basterà accedere ai servizi digitali del Gruppo Hera o contattare il servizio clienti.

Emergency non esclude nessuno

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha colpito milioni di persone, che dopo lo shock economico rischiano di subire anche ripercussioni dal punto di vista alimentare.

Di fronte a questa situazione, Emergency lancia il progetto “Nessuno escluso. Neanche chi è ora in difficoltà”, un servizio presente sia a Roma che a Milano che prevede la distribuzione gratuita di pacchi alimentari e beni di prima necessità.

In particolare, il progetto, attivo per una durata di sei mesi, sosterrà circa quattromila nuclei familiari in difficoltà economica attraverso la consegna di un pacco alimentare a settimana, e una volta al mese un pacco contenente prodotti per la pulizia della casa e un altro con prodotti per l’igiene personale.

La realizzazione del progetto sarà possibile grazie ai seicento volontari di Emergency coinvolti nell’iniziativa e in collaborazione con i volontari di associazioni locali presenti nelle due città.

Per segnalare persone che hanno necessità di aiuto a Milano è attivo il numero dedicato 02 86316890. A Roma, invece, ci si può rivolgere direttamente ai Municipi in cui è già stato attivato il servizio (I, VI, VII).

Tutto ciò dimostra che le soluzioni anche in emergenza non sono mancate. Né tanto meno deve venire meno la lotta allo spreco alimentare grazie agli acquisti consapevoli dei consumatori e attraverso la giusta remunerazione per le produzioni delle aziende che rischiavano di non essere altrimenti valorizzate.

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