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La ripresa del sistema moda parte dalla sostenibilità

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sistema moda italia - sostenibilità
foto di nappy (Pexels)

La crisi post-covid che il settore della moda sta affrontando impone un ripensamento del settore, dai grandi brand fino alle Pmi. Nuovi valori e produzioni sostenibili saranno le leve per la ripresa, come si legge nel Rapporto sulla moda e la sostenibilità 2020 realizzato dalla società di consulenza Cikis

La società di consulenza milanese Cikis ha elaborato il Rapporto sulla moda e la sostenibilità 2020 per fotografare il momento di profondo cambiamento e riflessione per l’intero settore dopo il Covid-19, come dichiarato dai grandi nomi del fashion system, primo fra tutti Giorgio Armani.

Lo studio realizzato ha analizzato la situazione delle Pmi in Italia attraverso interviste telefoniche a fondatori, management e proprietà per un totale di 83 aziende.

Con la crisi dovuta al Covid, le aziende dovranno approfondire i temi di sostenibilità – ha dichiarato Serena Moro, fondatrice di Cikis – e ben il 73% delle intervistate ha dichiarato di aver iniziato a integrare pratiche di sostenibilità; purtroppo la mancanza di competenze impedisce loro di focalizzarsi su elementi critici“.

Sistema moda Italia, business resilienti

Il settore della moda ha un impatto molto importante sull’ambiente e sui cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile è ormai un’urgenza per tutta la filiera. Uno studio del Boston Consulting Group, Higg Index e Sustainable Apparel Coalition, prevede che nel corso di quest’anno la crisi economica determinerà la chiusura del 30% delle attività del settore moda.

In questo studio si legge che la sostenibilità sarà una delle leve principali per lo sviluppo delle imprese nel prossimo futuro e per fare risorgere l’intero settore. In Italia il mercato della moda vale 97 miliardi di euro, ad aprile gli addetti in cassa integrazione sono stati 550mila su un totale di 580mila.

Questo particolare momento storico impone quindi una riflessione profonda non solo per il sistema moda ma per tutto il sistema produttivo che non è più sostenibile. È necessario creare business resilienti, prevenire le emergenze sanitarie, climatiche ed economiche.

Ma la sostenibilità come leva di sviluppo, innovazione, successo ancora non è recepita come dovrebbe.

Essere consapevoli per essere sostenibili

Il presupposto da cui è partita la ricerca di Cikis è che solo il 39% delle aziende della moda in Italia ha competenze tecniche minime per intraprendere azioni nel segno della sostenibilità e 6 Pmi del settore su 10 non sanno cosa sia la sostenibilità.

Da questo studio emerge inoltre che il 93% delle aziende non considera la tracciabilità della filiera come un elemento chiave e spesso si limita solo ai fornitori diretti con gravi rischi anche di reputazione dell’azienda stessa.

Manca una visione globale della sostenibilità nella sua complessità, come si evidenzia da questi dati e molto spesso le aziende non investono in competenze specialistiche, ma si affidano al team interno senza adeguata formazione sui temi di sostenibilità o alle proposte dei fornitori.

Il 22% delle aziende intervistate individua la sostenibilità come tendenza o speranza post-crisi. Tra gli ostacoli principali percepiti dalle aziende per attuare una riconversione green ci sono i costi, citati dal 29,3% ma chi si è impegnato con costanza sulla strada della sostenibilità è poi riuscito ad ammortizzarli e ad avere riscontri sul mercato.

Un altro dato che mostra la scarsa conoscenza da parte delle aziende individuato dallo studio di Cikis è che la sostenibilità è spesso intesa solo ambientale e poco sociale, manca quindi consapevolezza, solo il 9% delle aziende ha citato la tutela dei lavoratori.

Manca una visione completa degli aspetti della sostenibilità che non si limita ai materiali ma comprende per esempio il risparmio energetico, i processi produttivi, il packaging, la distribuzione.

I vantaggi della sostenibilità emergono quando il percorso viene intrapreso con serietà e costanza – commenta Serena Moroma focalizzarsi solo sui materiali senza un approccio più scientifico non consente di rispondere adeguatamente alle sfide della sostenibilità e intercettare gli interessi di consumatori sempre più attenti a questi temi. L’Italia è sempre stata riconosciuta per gli alti standard qualitativi, legati anche alla sostenibilità. Ciò può dare un vantaggio alle aziende italiane che investono su questo tema“.

Consumatori sempre più sensibili

Per quanto riguarda la comunicazione, il 60% delle aziende ha dichiarato di volere comunicare il proprio impegno verso la sostenibilità ma per mancanza di budget la comunicazione risulta spesso generica e non valorizza l’impegno nei confronti dell’ambiente e dei consumatori.

Cikis ha selezionato i sondaggi ai consumatori più recenti per capire con quale domanda le aziende si devono confrontare. I risultati sono molto confortanti: il 38% degli intervistati ha sostituito i propri brand preferiti con altri sostenibili e il 90% dei giovani è disposto a pagare di più per acquistare prodotti di moda sostenibile.

I consumatori considerano la sostenibilità ambientale sociale e il benessere degli animali. La consapevolezza dei consumatori è in crescita e riguarda anche il packaging e la produzione, non solo i materiali.

I trend di consumo del prossimo futuro individuati da Bain & Company e citati da Cikis prevedono: aumento degli acquisti digitali, maggiore accessibilità economica, maggiore rispetto dell’ambiente e delle persone, attenzione al valore morale del brand, rafforzamento dell’orgoglio locale, quindi scelta del Made in Italy.

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