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Un superbonus per la riqualificazione energetica, ma ci sono punti da chiarire

Superbonus per la riqualificazione energetica - white economy efficienza energetica

Con il Decreto Rilancio 2020 è stato introdotto un superbonus per la riqualificazione energetica degli edifici e per l’installazione di impianti fotovoltaici residenziali – portato al 110% della spesa – ma i dubbi per operatori e utenti sono ancora molti

La prima nota positiva è che il Governo punta decisamente all’ambiente e al green, anche quando si tratta di far ripartire l’economia e i consumi, a tutto vantaggio della riqualificazione energetica del nostro parco immobiliare, tra i più vecchi d’Europa.

Attraverso il Decreto Rilancio 2020 il Governo spera di dare una boccata d’ossigeno al settore edile, fortemente penalizzato in questi mesi ma già da tempo in difficoltà attraverso la concessione di un superbonus per la riqualificazione energetica degli edifici; pur suscitando l’interesse dei contribuenti e degli operatori del settore per le novità introdotte dall’articolo 119 del D.L. n. 34/2020 con il potenziamento di Ecobonus e Sisma Bonus, portati al 110%, rimangono diversi dubbi e punti d’ombra, che abbiamo cercato di chiarire avvalendoci dell’esperienza di Simone Scotto, direttore tecnico di Is Energy, azienda che opera nel campo della riqualificazione energetica e della bioedilizia.

Ricordiamo che il superbonus per la riqualificazione energetica al 110% è un meccanismo che aumenterà l’aliquota della detrazione fiscale che spetta ai contribuenti che effettueranno interventi di efficientamento energetico del loro immobile, oppure di riduzione del rischio sismico o, ancora di installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, sostenendo spese nel periodo dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il bonus fiscale potrà essere usufruito in 5 rate dando al contribuente anche la facoltà di cedere il credito maturato alle banche o di chiedere all’azienda che realizzerà gli interventi edili uno sconto direttamente in fattura.

Il superbonus per la riqualificazione energetica degli edifici consentirà praticamente ai cittadini di effettuare lavori di miglioramento della classe energetica e di messa in sicurezza dei loro immobili a costo zero.

Una proposta shock – afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaroper affrontare la situazione economica senza precedenti dal secondo dopoguerra a oggi che il Paese sta attraversando, ma anche la grave crisi climatica del pianeta che deve rappresentare una priorità assoluta“.

Con il superbonus per la riqualificazione energetica, infatti, il Governo ha voluto “creare un virtuoso meccanismo di mercato in cui i cittadini effettueranno lavori di ristrutturazione senza alcun esborso, le Pmi lavoreranno di più grazie ai maggiori incentivi, gli istituti di credito o le grandi imprese pagheranno meno tasse e lo Stato vedrà aumentare l’occupazione e il Pil“.

I dubbi di operatori e utenti sul superbonus per la riqualificazione energetica

Ma se per Fraccaro si tratta di “una rivoluzione per l’economia e l’ambiente” diversi sono i dubbi sorti al riguardo, sia tra gli operatori sia tra i cittadini a riguardo dei meccanismi per accedere al superbonus per la riqualificazione energetica al 110%.

Innanzitutto, sui tempi di realizzazione dei lavori: se i beneficiari sono infatti i possessori di prima casa, appare subito chiaro che un anno e mezzo di tempo per il completamente dei lavori è un tempo insufficiente, sia per l’iter attuativo del decreto che sposterà in avanti i tempi operativi sia per l’impossibilità da parte delle aziende di farsi carico dei lavori della potenziale platea degli interessati.

Il tema del tempo sta già causando incomprensibili corse alla stipulazione di contratti per i lavori di efficientamento energetico che, in taluni casi, hanno anche scatenato gli appetiti di aziende poco serie con un concreto rischio di truffe ai danni dei cittadini.

Pur di realizzare il maggior numero di commesse in un arco di tempo così ristretto, ci saranno aziende senza scrupoli pronte a installare macchinari obsoleti, inaffidabili o addirittura fuori norma, affidandosi a manodopera poco qualificata” ci conferma Simone Scotto.

Per convertire il legge un Decreto il Parlamento ha tempo 60 giorni; poi è il turno del Ministero dello Sviluppo Economico che, entro 30 giorni dall’entrate in vigore della legge, deve stabilire le modalità attuative per la trasmissione delle asseverazioni all’Enea.

A sua volta, l’Enea deve recepirle e renderle operative sul suo portale. Quindi l’Agenzia delle Entrate avrà 30 giorni di tempo per pubblicare le sue linee guida sulla gestione delle procedure di richiesta dello sconto/credito d’imposta.

In ultimo, le banche dovranno stabilire e implementare le procedure per accogliere le richieste di cessione del credito, di prestito alle imprese per iniziare i lavori.

Nei prossimi mesi, quindi, le imprese del settore saranno costrette a fare una cernita tra migliaia di richieste di interventi e riusciranno a realizzare le opere gratis soltanto a una parte dei potenziali clienti. Una parte decisamente ristretta, considerata la mole di lavoro richiesta da una riqualificazione energetica seria” conclude Scotto.

Un parco immobiliare tra i più vecchi d’Europa

La proposta del superbonus per l’efficienza energetica del Governo trova però il suo senso, oltre che per il rilancio dell’economia e del settore edile, nel contesto immobiliare italiano, fortemente arretrato in cui quasi il 70% del campione è costituito da edifici appartenenti alle ultime tre classi in termini di prestazioni energetiche (E, F, G), mentre solo il 12% ha una classe energetica elevata (A1-4 e B).

Lo mostra l’analisi dei dati 2019 sul controllo delle dinamiche del mercato immobiliare in funzione delle caratteristiche energetiche degli edifici, condotta da Enea insieme all’Istituto per la Competitività (I-Com) e alla Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionisti (Fiaip).

E ce lo conferma Gabriele Torchiani, partner dell’agenzia milanese Tirelli & Partners, specializzata nel settore degli immobili di lusso con collaborazioni in tutta Italia. Finora l’efficienza energetica interessa soltanto come strumento per abbattere i costi fissi di un immobile, non tanto come un mezzo per tutelare l’ambiente.

Certo è che con una classe energetica più alta il prezzo di vendita è più alto.

Ecco allora che con l’incentivo del Governo in tanti penseranno a rendere più efficiente il loro immobile a beneficio dell’ambiente e della riduzione dei consumi.

Una spinta per l’economia, l’ambiente e il mercato immobiliare

Rilanciare l’economia in chiave green, come espresso anche dalle attuali politiche europee che attraverso il Green Deal puntano a un’economia certamente più sostenibile, moderna e responsabile.

Con il Decreto Rilancio il Governo ha stanziato 55 miliardi di euro per sostenere le imprese, gli artigiani, i commercianti, i professionisti e i lavoratori nella delicata fase della ripartenza economica.

In particolare attraverso interventi per le imprese:

  1. a fondo perduto, sull’Irap, sulla riduzione delle bollette, sul pagamento dei debiti alla Pubblica Amministrazione
  2. sul superbonus per la riqualificazione energetica e il sismabonus al 110%
  3. sugli affitti commerciali e sulla Tosap
  4. sull’Impresa 4.0
  5. sulla ricapitalizzazione, le startup e il trasferimento tecnologico

In particolare, mettendo insieme settore edile e ambiente, con il superbonus per la riqualificazione energetica “abbiamo previsto la condizione che si ottenga un miglioramento complessivo di due classi energetiche, o il passaggio da classe B a classe A, per dare un impulso ancora maggiore alla tutela ambientale. Da tempo, inoltre, la messa in sicurezza degli edifici – afferma Fraccarorappresenta un imperativo non più rinviabile. Con il superbonus al 110% la messa in sicurezza del territorio diventerà accessibile a tutti in un’ottica di prevenzione. L’edilizia torna a essere il volano dello sviluppo e l’ambiente diventa centrale per le politiche di governo: grazie a questa norma il nostro Paese sarà un modello all’avanguardia nel contrasto ai cambiamenti climatici. Lo Stato torna a fare lo Stato e si fa carico degli interventi per l’efficientamento e la messa in sicurezza degli edifici“.

Un volano che per I-Com dovrà investire anche il settore immobiliare – va ricordato che per il risparmio degli italiani il settore immobiliare è assolutamente fondamentale – perché “l’efficienza energetica sembra affermarsi come un elemento indispensabile per l’offerta immobiliare, almeno in alcuni segmenti di mercato quali le nuove costruzioni e le costruzioni di pregio. Anche dal segmento del ristrutturato vengono segnali molto positivi, sebbene i margini di miglioramento siano ancora importanti – scrive I-Com nell’edizione 2020 del monitoraggio sulle dinamiche del mercato immobiliare italiano – I”.

Settori per i quali il superbonus per la riqualificazione energetica potrà fare molto.

Superbonus per la riqualificazione energetica in dettaglio

Ecco in dettaglio i punti che compongono l’articolo 128 del Decreto Rilancia Italia emanato dal Governo.

Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici

La detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n.63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.90, si applica nella misura del 110 percento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo,

nei seguenti casi:

a) interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 percento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017.

b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;

c) interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

L’aliquota prevista al comma 1 si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del citato decreto-legge n.63 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n.90 del 2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al comma 1.

Ai fini dell’accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai commi 1 e 2 rispettano i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n.63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.90, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. e, nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di cui ai commi 5 e 6, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E), di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.192, ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Per gli interventi di cui ai commi 1-bis, 1-quater, 1-quinquies e 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n.63 del 2013, l’aliquota delle detrazioni spettanti è elevata al 110 percento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente credito a un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell’articolo 15, comma 1, lettera f-bis), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, spetta nella misura del 90 percento. Le disposizioni di cui al primo e al secondo periodo non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n.72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003.

Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d) del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.412, la detrazione di cui all’articolo 16-bis, comma 1 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, spetta, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella misura del 110 percento, fino a un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente a uno degli interventi di cui ai commi 1 o 4. In caso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380, il predetto limite di spesa è ridotto a euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale.

La detrazione di cui al comma 5 è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la detrazione di cui al medesimo comma 5, alle stesse condizioni negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.

La detrazione di cui ai commi 5 e 6 non è cumulabile con altri incentivi pubblici e altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28.

La detrazione di cui ai commi 5 e 6 è subordinata alla cessione in favore del Gse dell’energia non auto-consumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all’articolo 25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n.91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.116.

Per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013, n.63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.90, è riconosciuta nella misura del 110 percento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l’installazione sia eseguita congiuntamente a uno degli interventi di cui ai commi 1 .

Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 9 si applicano agli interventi effettuati dai condomini, nonché, sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale, dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, salvo quanto previsto al comma 11, dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano alle spese sostenute dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, in relazione a interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui al comma 12, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di cui al presente articolo. Il visto di conformità è rilasciato ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b), del comma 3 dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.322, e dai responsabili dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui all’articolo 32 dello stesso decreto legislativo n.241 del 1997.

I dati relativi all’opzione sono comunicati esclusivamente in via telematica secondo quanto disposto con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che definisce anche le modalità attuative del presente articolo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui al presente articolo:

a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge n.63 del 2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea). Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di trasmissione della suddetta asseverazione e le relative modalità attuative;

b) per gli interventi di cui al comma 4, l’efficacia degli stessi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58. I professionisti incaricati attestano, altresì, la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Salvo che Ferma l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria . I soggetti stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni (…) al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata e al bilancio dello Stato. La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n 689. L’organo addetto al controllo sull’osservanza della presente disposizione ai sensi dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n.689, è individuato nel Ministero dello sviluppo economico.

Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 15 e del visto di conformità di cui al comma 11.

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