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Addio alla plastica monouso: la sollecitazione arriva da un film

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addio alla plastica monouso

L’inquinamento da plastica ha un impatto notevole sull’ambiente, più di quanto si pensi… abbandonare materiali plastici comporta una contaminazione generalizzata di terre, fiumi e mari; ecco perché nel film 68.415 si affronta il tema dell’addio alla plastica monouso

Un corto di finzione, basato su un problema che ci riguarda molto da vicino, l’inquinamento da plastica che, abbandonate nell’ambiente, attraverso i fiumi, arrivano in mare compromettendo la biodiversità, generando le terribili microplastiche che vengono inghiottite dai pesci e, alla fine, ritornano attraverso il cibo nei nostri organismi, completando il ciclo distruttivo.

La soluzione? Ce ne sono diverse tra cui fare una corretta raccolta differenziata… ma soprattutto, vista la produzione annua di plastiche, ancora enorme, è arrivare a dire addio alla plastica monouso, sollecitando le persone a usare prodotti riutilizzabili.

Il mondo è pieno di rifiuti di plastica, che inquinano terre e mari anche per centinaia di anni. E oggi, con la pandemia di Covid-19 e la conseguente necessità di dispositivi di protezione individuale monouso, come guanti e mascherine, rischiamo che i timidi passi avanti di questi anni sul tema patiscano un brusco stop.

Da qui nasce l’idea di realizzare un film, 68.415, per dire addio alla plastica monouso. Il progetto è stato ideato da Antonella Sabatino e Stefano Blasi, due giovani registi e filmmaker.

Il progetto ha bisogno di raggiungere persone interessate a sostenere questo importante tema: “ci piacerebbe convincere quante più persone possibili a dire addio alla plastica monouso e abbiamo deciso di farlo con le emozioni che solo il cinema sa dare!” ci raccontano i due giovani registi.

Come nasce il progetto del film?

Antonella e Stefano da qualche anno sono sulla strada verso una vita senza plastica e hanno deciso di dedicare la loro prima co-regia proprio a questo tema. Il progetto ha già ricevuto due importanti riconoscimenti per la qualità artistica e produttiva: la vittoria al bando indetto dal Nuovo Imaie e, in questi giorni, anche l’ammissione ai contributi selettivi per la produzione del MiBact.

Il valore sociale del tema ha convinto anche i membri del cast: alla protagonista Francesca Valtorta, si affiancano Bianca Nappi, Massimiliano Vado, Stefano Patti, Martina Carletti, Cecilia Cinardi, Laura Giannatiempo e Daniele Trombetti.

Cosa manca per arrivare all’uscita del film?

Denaro, ovviamente… Per chiudere il budget di 68.415 i due registi hanno quindi deciso di lanciare una campagna di crowdfunding su Indiegogo, nella convinzione che il contributo, seppur piccolo, di ciascuno per realizzare qualcosa di grande, sia un passaggio importante per la storia che verrà girata.

La ragione che ci spinge a realizzare 68.415 è molto semplice: vorremmo convincere sempre più persone ad abbandonare la plastica, in particolare quella usa e getta – sintetizzano i due registi – In questo momento complicato, in cui siamo costretti a venire a patti con le nostre abitudini, riflettere sull’urgenza di adottare stili di vita sostenibili è una priorità e un’opportunità.

Mentre superiamo questa emergenza sanitaria mondiale, vorremmo radunare intorno a questo cortometraggio le persone sensibili al tema, per costruire insieme un messaggio universale di salvaguardia del Pianeta e di tutti i suoi abitanti, inclusi gli esseri umani. Siamo convinti che chi vedrà 68.415 non potrà più guardare un bicchiere di plastica con gli stessi occhi di prima“.

Tutte le informazioni sul progetto e su come contribuire alla causa si trovano sul sito del crowdfunding.

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