Home Eco Lifestyle Belle storie di ortisti giovani: il quadernino di MariaVittoria Pagliari

Belle storie di ortisti giovani: il quadernino di MariaVittoria Pagliari

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
orto pagliari

Sono sempre di più gli ortisti giovani. Affascinati da come la terra rispettata e ben coltivata riesca a dare tante soddisfazioni. Giorno dopo giorno. Oggi raccontiamo la storia dell’orto coltivato da MariaVittoria Pagliari

Isole di serenità che riescono a trasmettere felicità anche a chi passa vicina a un orto ben coltivato. Avete mai provato questa sensazione guardando anche solo le foto di un orto?

Provate a seguire le storie pubblicate a immagini su Instragram dai giovani ortisti, ve ne renderete subito conto. Lo stupore di una gemma che nasce, l’euforia di un frutto raccolto: sono immagini genuine che si propagano. E si è felici con loro e per loro.

MariaVittoria Pagliari, 25 anni, fa l’orto a Torre dè Picenardi, un paesino della provincia di Cremona.

La sua passione per l’orto “è nata da un insieme di coincidenze e in realtà sono una completa novellina, ma fin da subito mi ha preso completamente“.

Rientrata all’inizio della lockdown in Italia dopo un tirocinio in un laboratorio di biologia in Olanda, sentiva il bisogno, dopo essere stata mesi chiusa in un laboratorio, di tornare al contatto.

La fortuna è stata che mentre ero via la mia famiglia si era trasferita nella vecchia casa di campagna di mia nonna e così il sogno si è potuto realizzare“.

L’orto lo ha iniziato a costruire da zero, mentre scriveva la tesi: “É stato terapeutico perché non potendo uscire di casa è diventato il mio angolo felice. La mattina appena sveglia andavo a vedere se c’era qualche novità, dato che quando si è all’inizio ogni giorno vedi il piccolo cambiamento. E questo mi dava un’immensa soddisfazione perché potevo vedere in modo concreto ogni giorno il mio lavoro a cosa portava“.

orto mariavittoria pagliari

Un sentimento che a vedere le foto postate sul suo profilo capiamo perfettamente.

Mi ricordo quando ho visto germogliare le prime foglioline di rucola, o le prime mini zucchine e pomodorini“.

Così MariaVittoria inizia a documentarsi su come poter coltivare al meglio ogni cultura, guardando anche tutorial su YouTube: “Ho iniziato a sperimentare seminando sia nell’orto, sia tentando di fare un mio semenzaio per poi trapiantare le piante una volta abbastanza cresciute“.

L’idea iniziale era di partire con pomodori, insalata e carote molto basic, “ma poi presa dell’entusiasmo e anche da quello di mio padre abbiamo messo giù un po’ di tutto. Probabilmente – ammette – alcune anche fuori stagione, ma essendo l’inizio volevamo provare e sperimentare“.

Ora nell’orto di Mavi si raccolgono zucchine, melanzane, peperoni rossi e gialli, piselli, cornettini, rucola, zucca, angurie, cavolo cappuccio, barbabietole, cavolfiore, basilico.

Certo, non è stato tutto un gioco: “Come prima esperienza di parassiti – racconta – ho dovuto combattere con gli afidi sulle melanzane, per fortuna me ne sono accorta in tempo quando erano ancora un numero ridotto. Ho utilizzato due rimedi naturali, quale macerato d’ortica e il sapone di marsiglia, e hanno funzionato“.

Poi è stata la volta della rucola attaccata da un altro parassita, che provoca dei piccoli fori sulle foglie: “dalle mie ricerche sembra trattarsi di altiche, per ora non sono ancora intervenuta in quanto alla fine non causano danni così gravi e la rucola si può comunque mangiare benissimo senza problemi, solo un po’ bucherellata“.

orto di mavi

Oltre a scattare immagini dell’orto, MariaVittoria si segna tutto su un quadernino che parte dalla piantina dell’orto. L’obiettivo è anche “poter poi variare le culture l’anno prossimo“.

L’impronta scientifica data dai suoi studi emerge: “segno ogni semina o trapianto effettuato; il giorno in cui è comparso il primo ortaggio e il giorno in cui ho potuto raccoglierlo. Mi piace molto tenere tutto documentato perché, comunque ogni orto è un piccolo mondo ed essendo la prima volta non ho la minima idea delle tempistiche di ogni cultura“.

Passo dopo passo, avvengono anche delle migliorie tecniche: “Inizialmente bagnavo tutto molto all’antica con innaffiatoio in quanto non avevo nemmeno un rubinetto esterno vicino, dopodiché ho predisposto un rubinetto e quindi bagnavo sempre a mano, ma con la canna. Ora ho finalmente installato un sistema di irrigazione a goccia con timer, in modo da impedire uno spreco di acqua e aver il terreno bagnato regolarmente“.

La famiglia ha contribuito con piacere all’iniziativa: “è stato anche modo di condivisione con i miei che mi hanno aiutato a costruire una rete di recinzione perché ci sono anche dei leprotti che ogni tanto vengono a trovarci“.

Ma anche gli amici non si sono tirati indietro: “Per la mia laurea (avvenuta proprio in quarantena) i regali sono stati tutti basati sull’orto dato il mio nuovo pollice verde. Ho ricevuto libri su cui continuare a studiare e imparare, un sistema di irrigazione a goccia, piante nuove da trapiantare in giardino e una mini serra“.

Ora che MariaVittoria ha terminato gli studi, sta iniziando a considerare seriamente la possibilità di intraprendere questa passione come un lavoro e comunque il suo animo è ora completamente conquistato dal mondo green e biologico. E forse ne nascerà una professione.

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