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Investimenti a impatto, le startup per un futuro più sostenibile

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
investimenti a impatto
foto Pexels

A oggi gli investimenti a impatto sono ormai parte integrante del modo di fare business, basandosi sull’assunto che i capitali privati possano intenzionalmente contribuire a creare cambiamenti sociali e ambientali positivi e, al tempo stesso, rendimenti economici e quindi attrazione di altri stakeholder e mercati

Si definiscono investimenti a impatto – o impact investing – le operazioni che riguardano gli “investimenti fatti in società, organizzazioni e fondi con l’intento di generare un impatto misurabile e favorevole, a fianco o in sostituzione di un rendimento finanziario“, dalla definizione di Cambridge Associates e Giin (Global Impact Investing Network).

L’intenzionalità proattiva con cui l’investitore persegue lo scopo di impatto distingue oggi questa nuova generazione di investimenti. E questo particolare momento storico sta creando un’opportunità per la sostenibilità.

La Commissione Europea ha infatti messo a disposizione 1.000 miliardi per lo sviluppo di progetti green nei Paesi dell’unione. La presidente Ursula von der Leyen ha giustamente affermato che “prima o poi arriverà il vaccino per il Covid-19, ma non quello per il climate change“: il futuro dipende da ciascuno di noi.

E dovremo rendicontare ai nostri figli le scelte che stiamo facendo oggi.

È necessario infatti investire nel green e nel cleantech, per una transizione che porti innovazione e sostenibilità. E fondamentale è il ruolo del privato e delle aziende, che sostengono gli investimenti a impatto nei giovani e nelle idee nuove.

gli obiettidi di sviluppo sostenibile - investimenti a impatto
I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

Investimenti a impatto: cosa sta succedendo

Se nella fase pre-Covid si stava sviluppando la coscienza di un cambiamento necessario, nella fase post-Covid il livello di consapevolezza è cresciuto: il futuro è sempre più nell’innovazione, nell’economia circolare e nella sostenibilità.

Pilastri che non sono più considerati incompatibili con lo sviluppo.

Prima della crisi, le aziende si chiedevano ancora se investire nel cambiamento o restare com’erano. Ora hanno capito che devono investire nella sostenibilità perché ci sia un futuro, agendo velocemente e in modo collaborativo.

Servono dei veri e propri cambi di paradigma per costruire dei modelli di business sostenibili e resilienti, infatti le aziende virtuose saranno quelle in grado di creare valore condiviso per gli stakeholder, in quanto capaci di innovare l’offerta di prodotti e servizi attraverso l’ascolto delle nuove esigenze e un uso appropriato della tecnologia, ridefinendo la catena del valore e i conseguenti processi aziendali e aumentando l’occupazione con spostamento dei costi dalle materie prime al lavoro per servizi.

Le scelte compiute in questo momento dalle imprese certamente contribuiranno a determinare il loro posizionamento futuro e la percezione dei loro clienti nel medio e lungo termine. È il momento di investire partendo dalla protezione dei propri dipendenti e collaboratori, all’attenzione delle comunità, alla parità di genere fino alla protezione dell’ambiente e dell’ecosistema.

Di questa transizione verso l’innovazione, in ottica sostenibile, se ne è parlato in occasione di S.O.S. sostenibilità, dove S.O.S. sta per Startup Opportunità Sviluppo, pitch day organizzato per far incontrare le startup d’impatto residenti nei Village by Crédit Agricole di Milano e di Parma, in apertura a breve, ma già operativo, con le grandi aziende che ruotano all’interno dell’ecosistema, quali le Business Units del Gruppo Ca, Barilla, Davines, Chiesi, Parmalat, Sas, Capgemini, solo per citarne alcune.

Il principio della sostenibilità è parte del piano strategico di medio termine del Gruppo Crédit Agricole; da qui l’idea di creare un’opportunità di interazione con le startup dei due Village, che metta a comune denominatore la sostenibilità, in un’ottica collaborativa.

Le imprese quindi devono pensare e sviluppare paradigmi diversi per evolversi, e molte soluzioni sono proposte dalle startup che possono contribuire al cambiamento in maniera rilevante, agendo su innovazione e su una nuova imprenditorialità, candidandosi a crescere per via M&A (merge and acquisition) o evolvere come Pmi (piccola e media impresa).

Contribuire allo sviluppo delle startup significa prima di tutto sostenere il sistema imprenditoriale italiano. Per questo tutti dovremmo mettere da parte i vecchi pregiudizi e lavorare insieme sull’innovazione di tutto il sistema verso un nuovo sviluppo sostenibile.

Le storie di alcune startup a impatto

Molte startup italiane perseguono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, l’unico piano condiviso a livello internazionale che abbiamo a disposizione per un’economia più giusta e un futuro migliore.

Le startup presentate perseguono ciascuna almeno un obiettivo delle Nazioni Unite.

Obiettivo numero 4 è quello di garantire un’istruzione di qualità inclusiva e paritaria e di promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti. E in questo periodo è venuta più allo scoperto la povertà educativa che affligge un numero troppo alto di bambini e ragazzi, compromettendo il loro futuro e quindi quello del nostro Paese.

A questo problema fanno fronte realtà come InVento Innovation Lab, guidata da Giulia Detomati, che si occupa di formare i futuri changemaker, insegnando che ognuno, con il proprio talento, possa fare qualcosa per cambiare il mondo.

Produzione e consumo responsabili è il claim dell’obiettivo numero 12, perseguito dalle prossime due startup. Good Sustainable Mood mette al centro della sua value proposition la sostenibilità: producono tessuti addirittura dalla fibra di latte, secondo la logica zero waste dell’economia circolare.

Swapush è la piattaforma dedicata al baratto online che, tramite l’app raccoglie la domanda e l’offerta di oggetti per dargli una seconda vita. Obiettivo è quello di ridurre i rifiuti, specialmente nell’ambito della moda. Serena Luglio, ceo di Swapush, ha studiato, anche a seguito dell’avvento del Covid-19, eventi aziendali 100% online, educando i dipendenti alla sostenibilità e al riciclo.

3bees - investimenti a impatto

3Bee persegue ben 4 obiettivi: il 2, il 3, l’8 e il 13, per la sicurezza alimentare, per la salute, per la crescita economica, contro il cambiamento climatico. Offrono a grandi aziende l’opportunità di adottare a distanza un alveare sostenuto da un apicoltore, favorendo la salvaguardia di migliaia di api, lo sviluppo dell’economia locale, la produzione di miele genuino e l’impollinazione di milioni di fiori. Hanno brevettato dei sensori per il monitoraggio dello stato di salute delle api e muovono circa 50 tonnellate di miele in un anno.

Ride si occupa invece di smart mobility a 360°, offrono infatti biciclette in sharing, ma anche nuovi modelli di mobilità integrata e sostenibile, tramite la dotazione di mezzi completamente elettrici e sicuri. La mobilità non ha un vero e proprio obiettivo dedicato, ma l’undicesimo obiettivo racchiude in sé anche questo concetto: città e comunità sostenibili.

SanixAir è una startup innovativa che si occupa di sanificazione di ambienti indoor e outdoor, argomento di forte attualità. Il loro carattere distintivo sta proprio nella sostenibilità perché replicano i fenomeni naturali per sanificare l’aria e gli ambienti.

Per esempio, sono in grado di riprodurre il vento di ioni negativi che si sprigiona durante un temporale, lasciando poi spazio a quella sensazione di benessere, energia e buonumore che si prova vicino ad una cascata d’acqua. La ionizzazione è solo una delle tecnologie ispirate alla natura che la startup, grazie a un sofisticato sistema di ingegnerizzazione, è riuscita a trasformare in un approccio rivoluzionario alla delicata questione della sanificazione ambientale.

Medical Facts persegue l’obiettivo numero 3: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età. È infatti uno strumento di debunking per la divulgazione di contenuti scientifici, rendendoli facilmente comprensibili e accessibili a tutti. Il progetto si avvale di un comitato scientifico di altissimo profilo di docenti universitari: è un’iniziativa del professor Roberto Burioni. Per le aziende offrono progetti di comunicazione integrata, per esempio sulla sicurezza dei dipendenti.

Revita Technology offre trattamenti a qualsiasi tessuto (per esempio sugli arredi), tramite le nanotecnologie, permettendo la protezione dalle macchie e quindi diminuendo la necessità di lavaggi. Le applicazioni trovano luogo anche nell’ambito dell’edilizia (pavimentazioni, facciate di palazzi, muri e infissi) e dei pannelli fotovoltaici, per migliorarne l’efficienza.

ArcheoVEA è invece un’impresa culturale che opera nell’ambito dei beni culturali e della valorizzazione territoriale attraverso la ricerca e lo sviluppo, per riconsegnare identità al patrimonio culturale, paesaggistico e storico del nostro Paese.

Al webinar è intervenuto anche Enrico Giovannini, il portavoce dell’Asvis – Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile – che ha fatto parte della squadra di Vittorio Colao che ha da pochi giorni presentato al presidente Conte il Piano Italia 2020-2022, sottolineando il fatto che, nonostante la crisi, i principi cardine dell’Agenda2030 dell’UE siano rimasti un punto di riferimento, anche grazie al recente Next generation fund, per un’Europa resiliente, sostenibile, equa e giusta.

(testo a cura di Giulia Minghetti)

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