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Fail, quando l’esempio degli altri ispira la resilienza

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fail inspire resilience

I buoni esempi aiutano a migliorare il nostro modo di operare: è questo lo spirito degli eventi di Fail, inspiring resilience, che attraverso il racconto dei fallimenti permettono di avere successo in futuro

Per avere successo è fondamentale imparare dai propri errori: i grandi personaggi insegnano questo. Nessuno non ha mail fallito. Anzi, proprio il fallimento ha aiutato, in seguito, ad avere successo.

Fail to inspire resilience… è questo il motto di una serie di eventi – il prossimo si svolgerà il 2 luglio e avrà come ospiti Rodney Mullen e Allan Adams – che ispirano le persone alla perseveranza, a resistere al fallimento per andare avanti. In poche parole a essere resilienti.

Un atteggiamento ancor più necessario nella società odierna, veloce, digitale, con problemi e difficoltà sempre in agguato ma anche pronte a diventare eccellenti opportunità.

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Basta non aver paura di fallire!

Il nostro mondo è diventato un luogo molto competitivo. Le persone spesso soffrono di giudizi esterni e di aspettative inutilmente elevate: studenti universitari timorosi di non riuscire a superare gli esami, laureati che hanno paura di essere rifiutati al colloquio di lavoro, startup che hanno a che fare con il volto spietato del mondo imprenditoriale.

L’iniziativa vuole trasmettere loro il messaggio positivo che un fallimento può accadere a chiunque, ovunque; ma non per questo deve fermarci!

Fail nasce per insegnare alle persone a capire come sfruttare al meglio i propri fallimenti, come gestirli e superarli. Uno degli obiettivi principali dell’evento è quello di cambiare la cultura nelle aziende, nelle università e nella società in generale, creando un ambiente più comprensibile e accettabile verso i fallimenti.

I promotori dell’iniziativa – un gruppo di giovani il cui presidente è l’italiano Francesco Benedetti – credono che il messaggio che sdrammatizza il fallimento sia potente e per questo chiedono aiuto a persone di alto profilo – esperti, ceo, professori – le quali si mettono in gioco per parlare dei loro fallimenti personali, dei fallimenti della società e dei fallimenti collettivi e di come hanno imparato da essi.

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