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I punti da normare per privati e aziende coinvolti nel remote working

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foto di PxHere

Ci sono alcuni aspetti che il remote working ha messo bene in luce: chi paga utenze, pasti, assicurazione sul lavoro di chi sta lavorando da casa?

I sindacati sono in allerta sui temi pratici e normativi legati al remote working, ma valutano anche gli impatti positivi: per esempio non ci sono spostamenti e quindi si evita – oltre all’inquinamento – anche l’usura di mezzi o l’acquisto di abbonamenti dei mezzi pubblici. La cosa non è banale.

Secondo alcuni dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, in media percorriamo 40 chilometri al giorno per recarci al lavoro con mezzi pubblici o privati; anche un solo giorno di smart working a settimana porterebbe a ridurre le emissioni di anidride carbonica per persona pari a 135 kg all’anno.

Un impatto ambientale decisamente positivo per il nostro Pianeta.

Sicuramente il remote working implica un ampio utilizzo della tecnologia e spesso questo può portare a qualche inconveniente: connessione non ottimale, problemi con le chiamate telefoniche, gestione di stampanti, fotocopiatrici, supporto informatico quando necessario…

Per questo motivo anche dotarsi degli strumenti migliori è fondamentale, meglio ancora se si può fare prestando attenzione all’ambiente, una soluzione può essere per esempio acquistando un telefono ricondizionato: un device con prestazioni ottime ma che salvaguarda anche l’ambiente.

Online si trovano gli iPhone ricondizionati di Swappie. L’azienda ha sede in Finlandia, paese che da diversi anni ormai promuove una maggiore flessibilità lavorativa e nel quale, da gennaio 2020, è entrata in vigore una nuova legislazione che permette ai dipendenti di scegliere dove lavorare per metà delle ore lavorative.

Utile allora dare un’occhiata e vedere come lavorano in Swappie: Slack, Google Hangouts, e strumenti di project management non mancano e sono usati tutti i giorni, anche attraverso un cellulare rigenerato.

Differenze tra remote working e telelavoro

Per cercare di capirne di più e spiegare meglio la differenza tra il remote working e il lavoro da casa – o telelavoro – abbiamo ripreso la definizione che ne dà il Politecnico di Milano, attraverso il suo Osservatorio sul remote working – che l’Università italiana ha però definito smart working proprio per differenziarlo anche concettualmente.

Il remote working è un metodo di lavoro che si effettua indipendentemente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o dell’azienda, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e telematici, con ampia flessibilità di orari.

Il telelavoro consiste invece nello’effettuare la prestazione lavorativa in un luogo esterno ai locali aziendali, da una postazione che viene concordata con il datore di lavoro, utilizzando gli strumenti necessari, negli orari stabiliti dal contratto.

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