Home Eco Lifestyle Coronavirus: quando lo showroom diventa digitale

Coronavirus: quando lo showroom diventa digitale

pubblicato il:
Showroom virtuali

Da un paio di mesi a questa parte sono entrati prepotentemente nel nostro quotidiano termini come didattica a distanza e smart working, l’emergenza Coronavirus infatti ha costretto ad una diffusione del digitale mai vista prima d’ora.

Si può dire che forse l’unica buona notizia in una situazione come quella che stiamo vivendo è che la rivoluzione digitale, alla quale in realtà stavamo già assistendo, ha subìto un’accelerazione sorprendente, che in condizioni normali avrebbe impiegato anni ad avvenire e che invece è successa in pochi giorni.

Ovviamente tutti si sono dovuti o voluti adeguare, non fanno eccezione i settori della moda e del lusso.

Per poter affrontare al meglio questo periodo di grandi cambiamenti non si può fare altro se non cavalcare l’onda e affidarsi alle nuove tecnologie e all’innovazione, come la digital asset management italia, detta anche Dam, e trasformarsi, cogliere l’occasione per migliorarsi, grazie alle migliori tecnologie all’avanguardia.

Semplificando, la Dam, acronimo di Digital Asset Management, è un sistema che permette di archiviare, organizzare e distribuire contenuti digitali come immagini, video e documenti, ecc.

Grazie a questo sistema, enormi quantità di dati digitali possono essere facilmente recuperati per essere riorganizzati e utilizzati in modo semplice e veloce.

Sfruttando una tecnologia avanzata di questo genere, molti grandi marchi di moda, e non solo, sono riusciti a rinnovarsi e a organizzare eventi professionali, rispettando le stagionalità, ma in maniera innovativa, grazie agli showroom virtuali.

Grazie a queste nuove tecnologie è possibile infatti allestire delle piattaforme in grado di riproporre tutte le attività che hanno a che fare con il loro mondo, incluse tutte quelle che coinvolgono i venditori e i compratori, o buyer, internazionali.

Gli showroom digitali costituiscono nuovi modi di incontrare domanda e offerta, migliorano infatti l’esperienza di vendita e consolidano i legami tra l’azienda e il buyer, ovunque si trovi nel mondo.

Affidarsi a queste tecnologie, infatti, non significa semplicemente rendere i propri cataloghi disponibili in rete, quanto piuttosto trovare un modo per sostituire gli eventi e i servizi in luoghi fisici con degli strumenti che creino situazioni digitali gemelle di quelle fisiche e di grande impatto.

Le possibilità sono virtualmente infinite e permettono di vivere questo tipo di esperienza in un modo completamente nuovo.

Il primo passo è la trasformazione di un prodotto fisico in un prodotto digitale, che può essere realizzato in formato fotografico, video, 3D, gif e html5.

Un vantaggio derivato dalle potenzialità di queste tecnologie è la possibilità di creare delle vetrine virtuali utilizzando delle foto statiche o interattive multivista o altri contenuti video a 360°. Sono tutte immagini ad altissima risoluzione che permettono di osservare meglio qualsiasi dettaglio.

Le foto dinamiche, come per esempio nel caso di indumenti, permettono di vedere la vestibilità dei capi e di intuire la consistenza dei tessuti.

Un altro esempio di uso di queste tecnologie è la possibilità, di realizzare un modello 3D di una modella reale per poter visualizzare un fitting specifico per una linea di abiti.

Poter vedere i prodotti in questo modo, quasi come se fossero reali e con una grande ricchezza di dettagli, crea un maggior senso di appagamento a livello sensoriale ed emozionale, un impatto più incisivo nel potenziale compratore.

Creare nel dettaglio showroom virtuali, come appena detto, permette di presentare qualsiasi tipo di prodotto grazie a una simulazione interattiva a 360° ma non solo, rende possibile mettere a disposizione dei propri clienti tante informazioni aggiuntive grazie a data sheet, altre immagini, video e modelli 3D dei prodotti in modo tale che si possano osservare da qualsiasi angolazione.

Moltissimo si può fare e si sta facendo nelle fasi che precedono il vero e proprio showroom digitale.

C’è tutto un lavoro di elaborazione digitale dei prodotti e degli accessori, un nuovo modo di organizzarli e renderli fruibili attraverso l’uso di canali nuovi rispetto a quelli tradizionali.

Le tecnologie di cui abbiamo parlato finora hanno un ruolo in ogni fase di lavoro che ha a che vedere con lo showroom, come la possibilità per i compratori di creare una propria wishlist o di comunicare con l’azienda tramite altre app.

Con gli hotspot, per esempio, l’utente, nell’ambiente virtuale creato appositamente per mantenere viva la sua curiosità, può interagire facilmente con le diverse fonti di informazione.

Grazie agli showroom virtuali infatti, è tutto a portata dell’utente, le informazioni e i contenuti possono essere condivisi in maniera coinvolgente e personalizzata.

I tour e gli showroom virtuali, possono essere inclusi direttamente nel sito web dell’azienda, per essere più facilmente rintracciabili, ma non solo.

L’azienda potrà rendere ancora più visibile il suo brand rendendo tutti i suoi contenuti 3D pubblicabili e accessibili nei principali dispositivi, mobili, desktop e visori VR, raggiungendo così il proprio pubblico target tramite strumenti e canali differenti.

Un altro vantaggio apportato da questa recente rivoluzione digitale, da non sottovalutare, è il minor impatto a livello ambientale di queste aziende in quanto alcune delle attività tradizionalmente fisiche vengono via via sostituite da quelle digitali, come per esempio per la realizzazione di campionari 3D invece che fisici.

È un nuovo passo che queste grandi aziende compiono vero una maggiore sostenibilità.

Condividi: