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Circularity, la piattaforma che dà opportunità agli scarti

pubblicato il: - ultima modifica: 1 Luglio 2020
circularity - motore economia circolare

Siamo in piena economia circolare: un’azienda ha degli scarti/rifiuti che magari servono a chi li cerca per farne materia prima seconda. Ecco, allora va sul motore di ricerca Circularity e fa affari

L’economia circolare ha un gran bisogno di scarti e rifiuti. Ma dove trovarli? Uno strumento interessante in questo senso arriva da una startup innovativa italiana, Circularity, che ha lanciato un motore di ricerca per avviare processi di economia circolare e un sistema di collaborazione peer to peer per scambiare materiali di scarto da riutilizzare nei processi di produzione, tracciare e rendere trasparenti i flussi di materia.

Insomma, una vera e propria community che già oggi cataloga oltre 20.000 aziende tra imprese industriali che producono scarti, imprese che possono riutilizzare quegli scarti nei loro processi di produzione, impianti di trasformazione e recupero dei rifiuti e operatori autorizzati al trasporto dei materiali di scarto.

Circularity ovviamente di questi temi ne sa, visto che di mestiere fanno i consulenti con professionisti esperti di sostenibilità e di ingegneria dei materiali, ma la piattaforma digitale potrebbe veramente fare la differenza perché  consente di trovare in pochi passaggi i partner migliori per dare nuova vita ai propri rifiuti e che abilita la collaborazione e lo scambio peer to peer dei materiali insomma un chi fa cosa e come possiamo collaborare al meglio per  valorizzare gli scarti.

E in più il top management  è composto da donne, entrambe cofondatrici, che hanno voluto anche introdurre  lo statuto di società Benefit: Alessandra Fornasiero, ceo di Circularity e Camilla Colucci, amministratore delegato, nonché figlia d’arte; suo padre è Pietro Colucci di Innovatec che partecipata al 20% a Circularity.

Per chi fosse interessato ad approfondire il servizio digitale messo a punto da Circularity aggiungiamo che  bisogna sottoscrivere un abbonamento per accedere al database e avere così accesso alla piattaforma per il calcolo del proprio percorso circolare.

Una volta inserita la posizione, l’azienda seleziona l’oggetto della sua ricerca scegliendo tra rifiuto (attraverso il codice Eer – Elenco europeo dei rifiuti è possibile la massima precisione), sottoprodotto (scarti di produzione che possono essere riutilizzati nel processo di produzione) o End of Waste (materie prime seconde a seguito di un processo di recupero).

A questo punto la piattaforma consente di definire le categorie di utenti da includere nella ricerca:

  • produttore di scarti in forma di rifiuti o di sottoprodotti
  • utilizzatori di sottoprodotti o End of Waste
  • impianti autorizzati al trattamento di rifiuti speciali
  • trasportatori autorizzati di rifiuti

Infine, si imposta l’area geografica (distanza in km o regione e provincia di interesse) e si avvia la ricerca. La piattaforma restituisce quindi sulla mappa le informazioni dei soggetti che soddisfano i criteri di ricerca con il relativo rating, un punteggio attribuito da Circularity che permette di sapere di più sulla loro sostenibilità, in modo che la scelta dei propri partner tenga conto non solo di variabili come la vicinanza o i costi, ma anche del loro impatto sociale o ambientale.

In particolare esiste una sezione in cui gli utenti possono lasciare il loro commento ed esprimere la loro valutazione sul servizio erogato dagli impianti di recupero, in ottica di trasparenza e valorizzazione delle best practice.

La piattaforma di Circularity genera quindi tutte le informazioni che servono all’azienda per la scelta del proprio percorso circolare.

I consulenti di Circularity affiancano le imprese abbonate integrando l’esito della ricerca tutte le volte in cui esiste una soluzione migliore rispetto a quella effettuata, anche sulla base dell’impatto ambientale che il percorso scelto determina.

Una volta identificato un valore aggiunto in termini di sostenibilità ambientale, Circularity progetta insieme alle aziende anche interventi interni di gestione e sui processi produttivi per realizzare la transizione verso l’economia circolare, fornendo una misurazione delle pratiche sostenibili identificate.

Insomma, nel panorama italiano un motore di ricerca come questo mancava. Ora, per chi è in cerca di scarti e rifiuti per farne materia di valore, non resta che prenderci mano e sfruttarlo fino in fondo.

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