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Un’Italia che funziona grazie a raccolta differenziata ed economia circolare

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raccolta differenziata ed economia circolare
Foto di Vlada Karpovich da Pexels

La raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio mostra l’atteggiamento positivo dell’Italia, che emerge come un paese sempre più al passo con l’economia circolare

Conai, consorzio nazionale imballaggi, lo conferma: l’Italia migliora le sue performance nel campo dell’economia circolare, riciclando nel 2019 un totale di 9 milioni e 560mila tonnellate di rifiuti di imballaggio.

Un grande risultato, se poi si considera che la somma delle cifre del riciclo e quelle del recupero energetico fanno un totale che supera gli 11 milioni dei rifiuti di imballaggio recuperati.

Un’ottimizzazione della raccolta di rifiuti di imballaggio che non sarebbe stata possibile senza la collaborazione dei Comuni italiani riuniti sotto l’associazione nazionale comuni italiani (Anci): l’accordo Quadro Anci-Conai ha infatti garantito il servizio a sessanta milioni di italiani per il ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato.

Conai ha supportato economicamente i Comuni italiani fornendo 648 milioni di euro per i maggiori oneri della raccolta differenziata, e per la copertura dei costi per le attività di trattamento, riciclo e recupero sono stati trasferiti 421 milioni di euro.

Tra gli aspetti positivi che sono emersi c’è sicuramente la situazione del Centro Sud Italia, che in termini di raccolta differenziata si è sempre mosso più lentamente rispetto al Nord: nel 2019 le aree del Centro Italia hanno aumentato la raccolta differenziata del +16,4% e quelle del Sud del +16%.

In modo particolare, sembra esserci stata un’attenzione maggiore nei confronti della raccolta di plastica e vetro: la quantità dei rifiuti plastici e di vetro è aumentata al Centro rispettivamente del 13,1% e del 15,9%, mentre a Sud, sempre per plastica e vetro, la quantità dei rifiuti raccolti è aumentata rispettivamente del 22,1% e del 14,6%.

Tornando ai dati totali nazionali, l’Italia è stata in grado di riciclare il 70% dei rifiuti di imballaggio e ha in particolare riciclato 399mila tonnellate di acciaio, 51mila di alluminio, 3 milioni e 989mila di carta, 1 milione e 997mila di legno, 1 milione e 54mila di plastica e 2 milioni e 69mila di vetro.

Tutti risultati che annoverano il Belpaese tra gli stati europei con una maggiore attenzione verso l’economia circolare, una tensione necessaria che spinge sempre più attori a impegnarsi per raggiungere questo obiettivo.

Ne sono la prova Assovetro – associazione nazionale degli industriali del vetro e CoReVe – consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale che hanno aderito al progetto Close the Glass Loop.

L’iniziativa, promossa dalla Federazione europea dei contenitori in vetro (Feve), è una piattaforma online nata per diffondere le buone pratiche, migliorare la qualità delle raccolte differenziate e uniformare e razionalizzare i sistemi in un’ottica europea.

Il progetto ha infatti l’obiettivo di rafforzare l’economia circolare in tutto il contesto europeo: il vetro è uno dei materiali che meglio rientra negli intenti del riuso, essendo infinitamente riciclabile e con un tasso di raccolta in Europa del 76%.

Il progetto Close the Glass Loop riunisce dodici Federazioni europee che rappresentano produttori di vetro, trasformatori, brand, organizzazioni per il recupero degli imballaggi e i comuni, questi ultimi attori centrali per incentivare i cittadini nella raccolta del vetro, con l’obiettivo principale di migliorarla soprattutto nelle grandi città e nelle aree turistiche e garantire che vi siano linee guida per l’uso, la raccolta e il riciclo dei contenitori di vetro.

Il vantaggio è notevole: grazie all’attività di riciclo del vetro, in Europa vengono risparmiate oltre 12 milioni di tonnellate di materie prime ogni anno e si evitano oltre 7 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

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