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Una sharing mobility sempre più all’avanguardia

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Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

La sharing mobilty si evolve per diventare l’alternativa green definitiva per gli spostamenti in città e ci sono delle novità in vista

La sharing mobility ha delle novità in campo: dal car sharing al bike sharing, il numero di utenti sempre più interessato alla mobilità condivisa cresce, confermandosi l’alternativa migliore per spostarsi in città, soprattutto in un’ottica green.

Un concetto, quello della sharing mobility, che è riuscito a lasciare un’impronta – quasi – indelebile nella vita di molti. I vantaggi sono infatti diversi, non solo le tariffe sono convenienti, ma il beneficio collettivo legato a una riduzione dell’inquinamento è elevato.

Nel 2019, per esempio, secondo dati Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) l’età media dei veicoli di car sharing è stata di 1,2 anni, rispetto agli 11,5 anni delle auto private e il 75% delle automobili in car sharing Euro6, a differenza del 23,90% delle vetture private.

Secondo l’Automobile club d’Italia (Aci), inoltre, il 25,01% del parco circolante condiviso è composto da veicoli elettrici, mentre il parco circolante privato ha soltanto lo 0,06% in questa modalità.

Quando si parla di servizi di car sharing è bene distinguere due tipologie: free floating e based sharing.

I noleggi in free floating sono quelli dove il car sharing prevede che le auto vengano prelevate solo se disponibili al momento dell’utilizzo e non possono essere prenotate in anticipo, un esempio è il servizio Enjoy.

Il suo opposto è il sistema di station based sharing, per cui le auto vengono prenotate anche a distanza di tempo e di conseguenza il servizio prevede stalli riservati per il prelievo e la riconsegna.

Visto l’enorme successo del mondo sharing, diversi attori si stanno oggi preparando per una rivoluzione che amplifichi i sistema di condivisione già esistenti, soprattutto per offrire un servizio sempre più completo e soddisfare così tutti i possibili clienti.

Alcuni operatori di servizi station based stanno infatti ripensando le proprie offerte rendendo per esempio possibile anche il noleggio solo andata consentendo così di rilasciare l’autovettura in altre stazioni cittadine; dall’altro lato, le aziende specializzate in servizi free floating operano anche attraverso aree di parcheggi dedicate presso aeroporti e stazioni ferroviarie, senza maggiorazione di tariffa.

Un servizio che funziona, e la città di Milano ne è la prova: qui sono stati infatti effettuati nel 2019 6.156.385 noleggi in free floating ed è stato rilevato un tasso di rotazione di 5,8, ovvero sono stati effettuati in media 5,8 noleggi giornalieri ad auto.

Ma i cittadini della città meneghina non si limitano alla diffusione della cultura dello sharing su quattro ruote, ma anche su due utilizzando la bicicletta, un mezzo efficiente, sostenibile ed ecologico per muoversi in città.

Swapfiets, startup olandese per noleggio bici, ha deciso infatti di investire in Italia, dove ha intenzione di sbarcare a Milano con il servizio di noleggio di biciclette e mezzi di mobilità elettrica come monopattini, biciclette e scooter elettrici, entro fine 2020.

Ma la novità è soprattutto un’altra: Swapfiets permetterà il noleggio delle bici a lungo termine: infatti, al costo di un abbonamento mensile si avrà a disposizione un mezzo a proprio uso esclusivo.

I modelli che saranno inizialmente disponibili a Milano saranno i Deluxe 7, il cui abbonamento dovrebbe costare intorno ai 20 euro mensili.

Sul sito web e sull’app è possibile informarsi sul resto dei modelli e sui prezzi.

Una tendenza che speriamo prenda sempre più piede non solo a Milano, ma anche in tutto il resto d’Italia, per ampliare i servizi di sharing mobility e muoversi in città in modo sempre più semplice e sostenibile.

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