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Stop alla plastica in Arno

Stop alla plastica in Arno

La Regione chiede aiuto alle aziende e Coop risponde finanziando l’installazione di cestini assorbi-plastica e microplastiche. Previste altre installazioni in giro per l’Italia

La Toscana ha dichiarato guerra ai rifiuti in plastica. La lotta iniziata con il progetto Arcipelago Pulito, sperimentazione di fishing for litter e continuata con l’iniziativa Spiagge Pulite (contro l’abbandono della plastica monouso sotto gli ombrelloni, che ha coinvolto la scorsa estate turisti e stabilimenti balneari).

E ora pensa all’Arno: una recente nota dell’Arpat Toscana – citando i calcoli realizzati dall’olandese Ocean Clean Up – parla di 18.700 chili di rifiuti trasportati da questo fiume ogni anno facendolo così risultare soprattutto a causa di alcuni tratti (più verso la foce che a monte) tra i fiumi più critici d’Italia.

Ma non solo, a breve arriveranno anche i risultati della spedizione in barca a vela Difendiamo il Mare di Greenpeace, che è partita proprio oggi da Porto Santo Stefano (Grosseto). 

Per conservare bella e pulita la Toscana servono azioni efficaci e collaborative: ognuno deve dare il proprio contributo e tenere pulito, raccogliendo i rifiuti abbandonati in fondo al mare, in un fiume o nei boschi. L’educazione e le buone pratiche sono fondamentali quando si parla di ambiente. Ma non basta ancora. Servono anche idee e innovazione: occorre creare strumenti nuovi e capaci di dare risultati concreti – ­afferma l’assessore alla presidenza della Regione Toscana, Vittorio Bugli ­- Questi sono gli elementi alla base anche dei progetti che abbiamo sostenuto in Toscana e che hanno avuto ottimi risultati. La cura dei corsi d’acqua e dei fiumi è solo l’ultimo tassello di una campagna per una Toscana pulita con la quale sosteniamo le azioni delle associazioni dei volontari, degli enti e dei Consorzi di Bonifica“.

Così la Regione chiede aiuto alle aziende private e Coop risponde finanziando l’installazione di alcuni Seabin sul fiume Arno, presso la Società Canottieri a Firenze.

I Seabin sono dei dispositivi semplicissimi ma altrettanto utili per raccogliere rifiuti plastici comprese le microplastiche e le microfibre.

Si tratta di un vero e proprio cestino che, galleggiando a pelo d’acqua, cattura i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche, mentre una piccola pompa espelle l’acqua filtrata.

È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, pompa fino a 25.000 litri d’acqua  all’ora: ovviamente sarà molto importante la manutenzione, perché i Seabin – gestiti da Lifegate – necessitano di interventi di svuotamento e pulizia costanti.

Coop non è nuova nella lotta all’inquinamento da plastica a iniziare dall’adesione alla Pledging Campaign su base volontaria lanciata dalla Commissione Europea.

Le azioni annunciate, comprensive di riduzione, riciclo e riuso infatti permetteranno a Coop di raggiungere nel 2025 un risparmio totale di plastica vergine di 6.400 tonnellate annue, corrispondenti al volume di circa 60 Tir (circa una fila di 1 chilometro di Tir in autostrada).

Importante rimarrà la comunicazione sui clienti/cittadini: la plastica dispersa è un gesto che dipende dalla nostra brutta abitudine di non dare il giusto peso ambientale ai rifiuti.

Coop ne è cosciente: “L’iniziativa di oggi – ha affermato Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenzesegue la campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono delle mascherine e dei dispositivi di protezione lanciata a inizio giugno“.

Dai piani operativi, Coop installerà altri Seabin: prossimi passi a Genova, Pescara. Poi toccherà al Lago Maggiore in Piemonte, Castiglione della Pescaia, Livorno, Brindisi, Milano, Trieste e Ravenna  in un ideale virtuoso giro d’Italia che si concluderà nella stagione estiva 2021.

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