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Entriamo nel futuro

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Transizione alla mobilità elettrica

L’aspetto che avrà il futuro lo conosciamo oggi un po’ meglio grazie all’edizione digitale dell’appuntamento annuale che Motus-E organizza per fare il punto sulla Mobilità Elettrica, che quest’anno si chiamava per l’appunto Entra nel futuro.

Forte della competenza e della visione strategica dei suoi soci, che attraversano tutti i settori che concorrono alla realizzazione di questa grande promessa (dalle società energetiche alle case automobilistiche ai produttori di tecnologie per l’infrastruttura di ricarica), Motus-E si pone quale punto di riferimento ideale per dare questa sbirciata dietro l’angolo.

Ricco e vario il programma di tavole rotonde che rimarranno disponibili per i prossimi 90 giorni, ma in estrema sintesi si è capito che i temi chiave su cui i relatori si sono maggiormente soffermati siano il mutato ruolo del trasporto pubblico e la necessità di un nuovo slancio nel dispiegamento dell’infrastruttura di ricarica.

Temi non nuovi, ma che hanno ricevuto impulso dalla situazione sanitaria che ha esacerbato tendenze che erano largamente già in atto.

Non è mancato un doveroso appello alla politica perché interpelli con maggiore assiduità le imprese detentrici delle tecnologie chiave, per capirne gli sviluppi e gli orientamenti futuri, specialmente con l’obiettivo di rendere il Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica Elettrica (Pmire) uno strumento normativo più aderente alle realtà del mercato.

In questo senso non sono mancate le stoccate nel confronti del modello proprietà comunale che ha prodotto come effetto interventi a macchia di leopardo alquanto scoordinati e un massiccio sottoutilizzo dei fondi a disposizione.

Da parte sua la domanda si fa sentire: in un mercato dell’auto a cui lo stop del virus ha assestato un colpo mortale con una contrazione a doppia cifra, le auto elettriche continuano pressoché indisturbate le propria marcia che le vedere traguardare un altro raddoppio delle immatricolazioni dopo quelli messi a segno nel 2019 e nel 2018.

Insomma, la domanda c’è ed è molto vivace nonostante le lunghe attese e i prezzi ancora alti, e grazie al recentissimo arricchimento del programma di incentivi, non potrà che accelerare.

È più che mai necessaria pertanto una decisa accelerazione sul fronte infrastrutture, anche e soprattutto tramite una radicale semplificazione dell’iter burocratico necessario per l’installazione di una stazione di rifornimento elettrico.

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