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Dal forno solare alla compost toilette: vita nell’ecovillaggio Montevenere

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ecovillaggio montevenere
una visione d'insieme

Si può vivere a basso impatto ambientale? Sì: lo dimostrano i ragazzi dell’ecovillaggio Montevenere di Maccagno. Che ospitano chiunque voglia provare a vivere al naturale

Non manca niente su all’ecovillagio Montevenere di Maccagno (Varese): c’è il forno solare, l’essicatore naturale, la compost toilette, la serra a goccia, la doccia solare. Ci sono pure le arnie che rappresentano il top della tecnologia produttiva green.

Tutta tecnologia naturale, costruita per avere il minimo impatto sull’ambiente.

Certo, l’energia elettrica c’è. Così come arriva anche il segnale Internet. Gli abitanti fissi dell’ecovillaggio – i loro nomi sono Lele, Serena, Margherita – sono riusciti anche a sostenere via Web gli esami universitari che si sa quest’anno si danno online.

Insomma, gli abitanti dell’ecovillaggo Montevenere non sono fuori dal mondo, ma il loro mondo è molto ecologico.

Nata dopo avere risistemato alcune baite prese in comodato d’uso dal Comune, la comunità di Montevenere ha una decina d’anni. E i lavori continuano.

Una baita da una decina di posti letto – la Campagnola – accoglie chi desidera soggiornare, dando, magari, anche una mano al villaggio. Altrimenti basta lasciare un obolo che va a finanziare il progetto.

Un cartello dice: lasciate quello che potete anche per acquistare le collanine handmade. O le sculture di Andrea fatte con la tecnica del mosaico che si apprezzano anche nei pavimenti e alcuni rivestimenti delle baite.

Pezzettino per pezzettino, tutto qui è recuperato e riusato. Insomma, tutto qui ha nuova vita.

Le 2 compost toilette le ha costruite Lele dopo aver visto diversi tutorial. Sono perfette: nessun odore grazie alle foglie che si devono usare sugli escrementi e a un canale di aerazione. E poi Lele ha aggiunto nei gabbiotto della toilette finestre sul panorama. Piacevole la vista sul verde circostante.

Serenità e tempi lenti: questo si respira e si vive all’ecovillaggio Montevenere anche se in effetti è un cantiere a cielo aperto. I ruderi di altre baite sono ancora lì che sembrano chiedere “perché non sistemate anche me“.

I valori – raccontano i fondatori dell’ecovillaggio che sta a venti minuti di sentiero dal vicino paese di  Maccagno – sono quelli della decrescita felice, dell’autoproduzione, della vita a contatto con la Natura, slegati dalle logiche consumistiche della società.

In effetti, qui la natura impera con la sua forza: tutto cresce spontaneo. Tante ortiche da raccogliere così come i frutti di bosco, le castagne e il sambuco che i ragazzi lavorano trasformandolo in sciroppo.

Oltre all’autoproduzione (orto, galline, saponi, creme, conserve) gli abitanti dell’ecovillaggio Montevenere si dedicano all’organizzazione di workshop e attività per giovani e adulti (saponi, colori naturali, raccolta legna, bioedilizia)  passeggiate con gli asini e meditazioni guidate.

Tutti qui sono i benvenuti: per la convivenza i ragazzi hanno una modalità: “venite a stare con noi qualche tempo, mettetevi a disposizione della comunità per quello che sapete fare e se ci troviamo tutti bene, potete anche rimanere“.

Per arrivare all’ecovillaggio, una volta raggiunto Maccagno, si prende la strada delle Poste e subito dopo il punto di raccolta dei rifiuti bisogna incamminarsi sulla strada in salita che passa di fianco al parco dei daini.

Il sentiero  da seguire è l’111A, fino a Montevenere, facendo attenzione ai bivi. Portatevi anche il costume perché a 20 minuti dalla baita in cui dormite c’è il lago Maggiore.

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