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L’orto colorato dei cuochi Elisa e Aldo

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orto a colori

Zucchine gialle, pomodori rosa, neri, gialli, marroni e verdi. Cetrioli e melanzane bianche. Ecco la palette di un orto amatoriale sul lago Maggiore

Cosa succede quando due cuochi si mettono a fare l’orto? La domanda ci viene facile con Elisa ed Aldo, cuochi trentenni che a causa della pandemia si sono ritrovati senza lavoro. E non per poco: “lavoriamo in un hotel sul lago Maggiore dove il proprietario ha trovato più conveniente tener chiuse le porte, fino al 2021“.

Perciò i due si ritrovano a casa, senza lavoro, come moltissimi altri lavoratori stagionali, ma avendo un pezzetto di terreno hanno deciso di provare a coltivarci qualcosa “grazie anche ai consigli dei nostri genitori che lo fanno praticamente da sempre“.

I lavori nel campo però iniziano un po’ in ritardo, ovvero a maggio “perciò a oggi – ammettono – non abbiamo ancora raccolto un granché“. Ma Elisa e Aldo sono due cuochi “quindi ci piacciono i colori, le varietà poco conosciute, gli odori“.

Così nel piccolo appezzamento di terreno che è un po’ come l’orto della nonna hanno scelto di coltivare “una pianta per tipo ma dense di colori: zucchine gialle, Pomodori rosa, rossi, arancioni, neri, gialli, marroni e verdi. Cetrioli e melanzane bianche. Quattro o cinque varietà di basilico. Insomma, per essere il nostro primo orto, ci siamo divertiti a cercare cose strane. E non è stato facile perché a causa del Covid-19, i fioristi e i garden locali erano sempre sforniti“.

E i trucchi? “Abbiamo usato il trucchetto della bottiglia di plastica con il tappo bucato per pomodori, peperoni, melanzane e cetrioli, in modo da irrigare in profondità senza bagnare le foglie. Ho visto in una delle tue storie che non siamo gli unici ad averlo fatto. Ci è stato suggerito da una delle nostre due mamme. Invece, come spaventapasseri, abbiamo appeso dei vecchi cd con delle cordicelle alla struttura che regge la rete antigrandine. I riflessi causati dal sole, spaventano gli uccelli“.

A lato del nostro piccolo campo – continuano i cuochi ortisti – abbiamo piantato/seminato delle piante per gli impollinatori come Zinnie, malva, aneto, rosmarino, petunie, lavanda, nasturzio, trifoglio rosso, scabiosa… e, durante la quarantena, abbiamo costruito un piccolo bee hotel con un vecchio pallet, paglia, pigne, un bastone di bamboo e qualche pietra. Forse l’abbiamo appeso troppo tardi perché, al momento, non ci abita nessuno. Vedremo la prossima primavera“.

Con un occhio al calendario lunare e una al tempo sempre più ballerino, Elisa e Aldo consultano tanto anche YouTube. E poi c’è sempre il gusto dell’esperimento: “sì, infatti -ammettono – amiamo anche improvvisare e spesso siamo piacevolmente colpiti dai bei risultati“.

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