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Vado a vivere con una bombina

bombina
Foto di Marek_Szczepanek

Ci sono persone che adorano gli anfibi: come Nicolò Merulla così appassionato che ne ha fatta una professione. E ha aperto un’attività di consulenza: My Biotope. Ecco i consigli per i lettori di Green Planner

Nicolò Merulla è un biologo e un ecologo marino appassionato di sistemi artificiali. A causa del Covid-19 ha perso il tirocinio all’Acquario di Genova e al momento è in cerca di lavoro.

La sua passione sono gli anfibi e recentemente ha lanciato un progetto che ha chiamato My Biotope (lo trovate anche su Instagram e Linkedin) con l’obiettivo di “aiutare le persone a creare l’habitat più idoneo al proprio amico animale anfibo ed esotico“.

Chi chiede consulenza a Merulla vuole creare acquari, paludari, terrari, stagni, laghetti, biopiscine/biolaghi (di piccole dimensioni ) e impianti acquaponici.

Tutto ciò al momento è al solo scopo ludico e per il piacere di farlo e garantire il benessere degli animali da compagnia“. Insomma, la sua passione nata “all’Acquario di Genova quando i miei genitori mi ci portarono per la prima volta a 6 anni” è diventata prima un percorso di studi e poi una professione.

Nato e cresciuto a Cremona, Nicolò è sempre stato circondato da tanti animali “anche i miei genitori e mia nonna sono amanti degli animali” e se gli chiedi cosa preferisce lui risponde “sinceramente non ho una passione in particolare per un animale sono tutti stupendi a loro modo ma posso dire che ho una passione smisurata per gli anfibi e in particolare per le bombine (ne possiedo una)“.

Ma cos’è una bombina? I manuali parlano di una rana dal ventre rosso. Nicolò la racconta così: “La Bombina (Bombina orientalis) è un piccolo anuro, tipica della Cina nordorientale e Corea. Essendo un anfibio prevalentemente acquatico preferisce le zone con clima caldo e umido. Ha dimensioni abbastanza ridotte, intorno ai 4 cm. Solitamente viene venduta come specie facile da allevare, ma comunque necessita di molto tempo e cure“.

È semplice da riconoscere grazie alla colorazione, dove superiormente è verde e nera e inferiormente arancio e nera; il colore del ventre avvisa i predatori della sua tossicità, in quanto la pelle contiene sostanze irritanti (proprio per questo bisogna evitare che possa essere toccata dai bambini o altri animali domestici e dopo averla maneggiata, cosa che deve avvenire solo se strettamente necessario) conviene evitare di toccarsi parti molli del corpo prima di esseri lavati la mani.

La bombina è un anfibio molto longevo che può arrivare tranquillamente ai 15 anni di vita.

Ed ecco dove sarebbe meglio alloggiasse: “Per l’alloggio sarà necessario un paludario (con dimensioni minime di 80x40cm, contiamo che sono animali a cui piace nuotare quindi andiamo a creare uno spazio più lungo che largo, che però possa garantire una discreta altezza per costituire una zona emersa dove potersi arrampicare), necessariamente in vetro o in materiale plastico (poiché in legno marcirebbe), soprattutto questo dovrà essere chiuso da un coperchio per mantenere la temperatura e l’umidità costanti e per evitare le fughe (non rare)“.

Per quanto riguarda l’allestimento sarà necessario un preparare un fondo di ghiaia non troppo fine, una porzione d’acqua intorno ai 20 cm, e molti tronchi (meglio se non sottili, l’accesso alla zona emersa deve essere semplice) che fuoriescono dall’acqua garantendo cosi una parte emersa, oltre a questi consiglio piante galleggianti massicce o con radici immerse come il potos.

Cerchiamo poi di creare nascondigli emersi, anche solo con le piante e io consiglio di evitare di creare zone emerse con terriccio o fibra di cocco per non incorrere in marcescenze, odori sgradevoli o intorbidimento dell’acqua (tenere sempre curato l’igiene dell’acquario, ricordiamo che gli anfibi sono caratterizzati da una cute altamente traspirante e soggetta a svariati problemi legati a funghi e batteri; e prestate molta attenzione ai fertilizzanti delle piante).

Sono animali sociali quindi sarebbe buona abitudine avere almeno 1 maschio e 2 femmine, può convivere anche con piccoli pesci, ma è da evitare necessariamente la convivenza non altre specie di anfibi o rettili come le tartarughe.La temperatura non deve mai superare i 28°C.

La temperatura diurna ideale è di 22-26°C, con una leggera diminuzione notturna. per il riscaldamento per questo allestimento consigliato personalmente tendo a sconsigliare di aggiungere lampade riscaldanti, perché per via degli d’acqua tendono a incrinarsi e a rompersi facilmente con rischio di perdita di corrente.

Quindi anche se non è pratica comune consiglio di porre un riscaldatore in acqua e grazie al coperchio e alla luce dl neon di mantenere la temperatura. Il fotoperiodo idoneo è di 12 ore di luce; non è necessaria una fonte di luce Uva/Uvb, ma se si desidera far crescere piante vere si deve utilizzare una lampada appropriata.

Consiglio in oltre un filtro con una portata 1 a 10 rispetto al volume dell’acqua per mantenere l’acqua più pulita possibile, ma attenzione a non creare moti troppo turbolenti all’interno della vasca, un getto a più uscite può aiutarci a smorzare la forza dell’acqua.

Alimentazione: preferibilmente su terraferma; caccia attivamente e accetta solo prede vive o sventolate con cura davanti alla bocca con l’ausilio di una pinza ( assolutamente non appuntita).

Possiamo dargli grilli di piccole dimensioni, lombrichi, tarme della farina, camole del miele ( poche e dilazionate nel tempo perché molto grasse), spolverati con un integratore minerale-vitaminico contenente anche calcio e carotenoidi per una buona colorazione del ventre. I giovani possono essere alimentati tutti i giorni, gli adulti ogni 2-3 giorni.

Insomma, tra bombine e salamandre, Nicolò ha messo in piedi un servizio di consulenza interessante. Così gli abbiamo chiesto qualche altro suggerimento basic in caso si voglia adottare un anfibio. Eccoli.

Quello che posso consigliare è di informarsi sempre su più fonti e canali possibili prima di andare ad acquistare un qualsiasi animale a partire dal piccolo pesciolino, alla tartaruga, al coniglio, al cane“.

E poi: “Il più frequente intervento che devo fare è quello di evitare di mettere pesci rossi in vasche piccole o in bocce perché sono pesci che esigono almeno di 100 litri d’acqua a unità. C’è una legge che vieta di mettere animali in contenitori minori di 30 litri per tutte le specie di pesci”.

Le cose che gli sono venute meglio? Progettare il laghetto per le tartarughe acquatiche in base alla specie.

Per avere un consiglio da Nicolò, basta collegarsi sui social al progetto My Biotope: lui vi risponderà anche via mail, “ma – dice – se è fattibile mi sposto anche di persona“.

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