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Dopo i caffè ‘sospesi’ arrivano gli alberi

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alberi sospesi

Nascono i Giardini degli alberi sospesi, luoghi in cui chi ha bisogno di un albero – per il proprio giardino, per un terreno o un progetto – può trovare giovani alberi lasciati da qualcuno che ha voluto regalarli.

Un posto in cui qualcuno che non conosci ha lasciato un albero per te. Un po’ come quando a Napoli trovi un caffè sospeso pronto ad aspettarti: solo che stavolta parliamo di alberi, di alberi sospesi.

Quando definiamo la nostra società come iperconnessa pensiamo solo agli smartphone e ai social network, ma se oltre a queste connessioni digitali riscoprissimo delle connessioni invisibili, fatte di fiducia e gratuità tipiche della tradizione popolare?

Con questo fine nascono i Giardini degli alberi sospesi, luoghi in cui chi ha bisogno di un albero (per il proprio giardino, per un terreno o un progetto) può trovare giovani alberi lasciati da qualcuno che ha voluto regalarli.

Possiamo dire che luoghi di questo tipo siano dei nuovi modi per fare educazione ambientale, presso i quali regalare un albero può voler dire anche il trasmettere la cultura relativa a una determinata specie: così anche chi non è esperto può imparare che l’albero principe degli ecosistemi mediterranei è il leccio o che il carrubo germina con incredibile facilità ed è perfetto per giardini e terreni asciutti e assolati.

Siamo venuti a conoscenza di queste realtà grazie al Giardino degli Alberi Sospesi presente in Villa Gemma, a Marsala, dove sono presenti alcune centinaia di alberelli appartenenti a specie dall’elevato valore ecosistemico: ma quanti giardini di questo tipo esistono sul territorio italiano? Probabilmente molti, sparsi tra orti urbani e giardini di guerrilla gardener che, con cura, seminano giovani alberi da piantare poi per le campagne e per le città.

Capita poi che si riesca a creare delle collaborazioni virtuose virtuose con le amministrazioni, come succede a Milano, con le adozioni degli spazi verdi da parte dei cittadini, o a Vellezzo Bellini, dove più di un anno fa abbiamo messo a dimora il boschetto della GP EcoRun. O, ancora, che realtà come il Vivaio di Cascina Bollate metta a disposizione le proprie piante in esubero tramite la Bacheca dell’Usato, pensata in particolar modo per attività socialmente utili.

Insomma, un mondo bello come quello delle piante non può che far emergere nuovi modelli di condivisione e conoscenza: forse può essere uno spunto per creare anche nel nostro comune un Giardino degli Alberi Sospesi?

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