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Diventa anche tu un seed saver

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Foto di Gelgas Airlangga da Pexels

Custodire e scambiare sementi antiche è sempre più un hobby seguito anche dagli italiani che hanno a cuore la biodiversità. Molto ampia la rete di scambio e tanti i gruppi sui social. E intanto in Veneto i seed saver sono in azione

Aumentano per fortuna anche in Italia i seed saver, coloro i quali hanno la missione di raccogliere e custodire i semi antichi (quelli liberi da brevetti depositati delle agrobusiness).

C’è una legge che regola la materia: è la D.lgs. 10 febbraio 2005, n.30). In sostanza – come riporta Italiachecambia.org – i seed saver si assumono l’incarico di ricercare i semi antichi e di proteggerli secondo due modalità: lo stoccaggio nelle banche dei semi, dove possono essere conservati per decenni senza subire danni, e lo scambio tra contadini, per favorire la propagazione sul territorio delle varietà agricole tradizionali.

Il continuo scambio di sementi che ne impedisce il brevetto dato che, per legge, una varietà vegetale può essere brevettata solo se, alla data di deposito della domanda, il materiale di riproduzione o di moltiplicazione vegetativa non è stato venduto né ceduto a terzi nell’ultimo anno sul territorio italiano e negli ultimi quattro anni in qualsiasi altro Stato.

Sui social negli ultimi tempi si sono diffusi e sono molto seguiti i gruppi che scambiano e catalogano le sementi. Anche quelle antiche, come fa in maniera sistematica Civiltà contadina che ha contatti con i seed saver di tutta Italia.

Ma citiamo anche su Facebook Banca semi antichi e scambio sementi; Scambio semi e piante; Scambio semi autoctoni.

Intanto, in Veneto il Centro Biodiversità Vegetale di Montecchio Precalcino (Vi) ha iniziato la raccolta sistematica delle bacche del sottobosco e che compongono le siepi campestri, e che dunque sono pronte per essere raccolte.

È questo il preludio della grande raccolta autunnale dei semi di molti alberi, quali querce, faggi, frassini e abeti, per la quale entra in gioco anche il Vivaio dell’Agenzia regionale di Pian dei Spini in Cansiglio (Bl).

A partire da queste settimane di agosto, dunque, gli operatori di Veneto Agricoltura si trasformano in autentici cercatori di semi, e per questo battono a tappeto diverse aree della regione per raccogliere le preziose sementi, comprese quelle di molte piante acquatiche e spondali, a volte molto rare e minacciate di estinzione.

Poi, dal prossimo mese di settembre e per tutto l’autunno, i tecnici cercatori di Veneto Agricoltura si trasferiranno in altre aree di pianura, nelle vallate prealpine e nei boschi alpini per raccogliere le sementi di molte specie arboree, in particolare nelle aree censite come Boschi da Seme del Veneto.

Il lavoro del Centro Biodiversità Vegetale consiste quindi nel trasformare, con il massimo della tracciabilità, le risorse genetiche, rappresentate proprio dai semi, in piante utilizzabili per la riforestazione (comprese le aree del demanio colpite dalla tempesta Vaia), il ripristino degli habitat e la salvaguardia delle specie.

Questa importante attività presuppone, dunque, la conoscenza e il costante monitoraggio dei cosiddetti popolamenti da seme, ben 168 distribuiti dalle pianure ai boschi di alta quota, in rappresentanza di quei boschi e quegli habitat naturali o semi-naturali nei quali la raccolta della materia prima (il seme) rappresenta l’inizio del percorso che porterà a ottenere nuovi alberi, nuovi arbusti e nuove erbe nel pieno rispetto della biodiversità.

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