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Bando di finanziamento per progetti di economia circolare

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bando economia circolare - circular economy club

L’economia circolare è l’unico sbocco possibile per il nostro futuro perché permette di equilibrare la necessità di usare risorse per produttore beni senza però sfruttare oltre modo il Pianeta. Come? Attraverso il riuso e il riciclo… partendo però da una progettazione che ne tenga conto dall’inizio

Il mondo intero si sta mobilitando perché si arrivi a una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale, dell’economia circolare, delle crisi climatiche e della salvaguardia dell’ecosistema.

Lo cominciano a comprendere anche i Governi e, in particolare quello italiano, per attutire la crisi sanitaria ha giustamente cavalcato la spinta green per mettere sul piatto risorse che sviluppino progetti verdi di economia circolare.

Così il Ministero dello Sviluppo economico ha da poco pubblicato il decreto che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni per il supporto a progetti di ricerca e sviluppo, specificamente indirizzati alla riconversione produttiva in un’ottica di economia circolare (a questo indirizzo trovate tutte le indicazioni per partecipare al bando).

In particolare, vengono supportati i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese, anche in partenariato tra loro o con organismi di ricerca, di importo non inferiore a 500mila euro e non superiore a 2 milioni di euro.

Per la misura, prevista dal Decreto Crescita, sono disponibili 155 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati del Fondo Rotativo Imprese e Ricerca e 62 milioni di euro per la concessione dei contributi alla spesa.

Le domande potranno essere presentate a partire dal prossimo 5 novembre.

L’economia circolare, vissuta tutti i giorni in prima linea dalle donne, la raccontiamo su Green Planner ogni settimana all’interno della sezione Pink&Green, intervistando ricercatrici, manager, creative, professioniste della comunicazione, startupper.

Tanti volti, stili e passioni. Tante donne che mettono l’anima e il cervello su progetti che sono le fondamenta del nostro futuro, perché  rispettosi dell’ambiente.

Il concetto di economia circolare, tuttavia, non è nuovo perché già nel 1995 Michael Eugene Porter, accademico ed economista statunitense, professore alla Harvard Business School dove dirige l’Institute for Strategy and Competitiveness, ammoniva i protagonisti dell’economia mondiale che “l’inquinamento è una forma di spreco economico che implica l’utilizzo non necessario, inefficiente o incompleto di risorse. Spesso le emissioni sono un segnale di inefficienza e impongono a un’organizzazione il compimento di attività che non generano valore, quali la gestione, lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti prodotti”.

Ed è per questo che anche in Italia imprese, associazioni ed enti hanno lavorato per proporre un manifesto dell’economia circolare – siglato lo scorso anno a Ecomondo – in cui sono stati delineati i 12 principi chiave per sostenere la transizione verso questa nuova economia green, un modello più efficiente e rispettoso dell’ambiente, più attento nell’uso delle risorse.

Alcuni di questi obiettivi hanno l’obiettivo di:

  • creare una rete transnazionale con Istituzioni che collaborino nel settore dell’economia circolare, sostenendo la cooperazione multi-settore e incoraggiando al contempo la società civile, le imprese e le organizzazioni non governative
  • incoraggiare il cambiamento culturale verso l’economia circolare, educando i cittadini al ripensamento del concetto di rifiuto per favorire la prevenzione, la riparazione, il riuso e la migliore differenziazione
  • promuovere prodotti circolari facili da condividere, affittare, riutilizzare, riparare, riprogettare e riciclare, favorendo modelli di consumo sostenibili per ridurre i rifiuti alimentari di prodotto e la perdita inutile di energia
  • supportare la ricerca, l’innovazione e la qualificazione professionale, in modo da diffondere l’economia circolare
  • investire in infrastrutture che permettano la circolazione dei materiali e delle risorse, nonché nelle smart grid ed energie rinnovabili
  • monitorare e misurare i flussi di materiali, rifiuti ed energia, chiudendo i processi più localmente possibile

Anche per questo, a suo tempo, fu realizzato dal Ministero dell’Ambiente e da quello dello Sviluppo economico, un documento di posizionamento strategico nazionale, intitolato Verso un Modello di Economia Circolare per l’Italia, che si soffermava su una più precisa definizione degli obiettivi per un uso più efficiente delle risorse e dei modelli di produzione e consumo, in linea con lo sviluppo sostenibile delineato dagli obiettivi delle Nazioni Unite.

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