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I bambini giocano a rispettare l’ambiente

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giochi di ruolo ambientale
Foto di Caleb Oquendo da Pexels

È quanto stanno studiando all’Università di Pisa: giochi di ruolo per sviluppare la sensibilità all’ambiente. Ce ne parla Simone D’Alessandro, responsabile del progetto che rientra nel programma Ecoesione del Dipartimento di Economia e Management cui collabora il Centro interdisciplinare di Scienze per la Pace

Avete presente quando si giocava a guardie e ladri? Ecco, il gioco è quello ma ora i ruoli sono diversi dove uno è l’attivista ambientale e l’altro l’imprenditore con pochi scrupoli verso l’ambiente e poco attento a limitare l’inquinamento.

Cambiano i tempi e i giochi di ruolo si adattano e portano a nuove riflessioni. È quanto sta sperimentando sul campo Simone D’Alessandro, professore dell’Università di Pisa e responsabile di un nuovo progetto che rientra nell’ambito di Ecoesione del Dipartimento di Economia e Management appena finanziato dal Ministero dell’Ambiente con circa 150mila euro per 18 mesi.

L’idea è spiegare ai bambini il rapporto fra politiche ambientali e sociali attraverso un gioco di ruolo che ha per assunto di base l’idea che si può vincere, ma solo tutti insieme.

Stiamo cercando di coinvolgere anche le scuole del territorio – racconta D’Alessandrol’idea è che ogni bambino possa impersonare un ruolo, per esempio l’imprenditore o l’attivista ambientale, e avere degli obiettivi da raggiungere anche a scapito degli altri giocatori e tuttavia che si possa vincere che solo arrivando a soluzioni che tengano conto dell’interesse comune“.

Il tema centrale di Ecoesione è lo studio del rapporto tra politiche sociali e ambientali, quindi da un lato le misure a sostegno dello sviluppo economico, dall’altro la questione del cambiamento climatico e dell’inquinamento.

Da questo punto di vista una situazione tipica di conflitto è stata per esempio il tentativo di aumento della introduzione della carbon tax in Francia, utile a ridurre le emissioni, eppure avversata come ulteriore aggravio fiscale.

Vogliamo analizzare il rapporto tra le criticità ambientali dovute al cambiamento climatico, le politiche attuate per contrastarle, e i rischi sociali prodotti o aggravati da queste politiche – spiega D’Alessandroil tutto favorendo processi partecipativi e inclusivi“.

Un ulteriore obiettivo di Ecoesione è infatti lo sviluppo di una piattaforma online aperta da mettere a disposizione di tutti gli interessati, politici e istituzioni, per creare un modello di macrosimulazione capace di mostrare gli effetti delle diverse politiche sociali e ambientali.

Vorremmo che questo modello diventasse uno strumento di valutazione e decisione capace di definire e bilanciare strategie e obiettivi strategici” conclude D’Alessandro. Un prototipo di questo simulatore sarà presentato nel corso di Bright-Night, la notte dei ricercatori, il prossimo 27 novembre.

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