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Flessibilità e resilienza per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità

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obiettivi di sostenibilità

La gestione dell’energia, in modo efficiente e integrato, è un elemento critico per poter mettere in atto strategie di sostenibilità: la tecnologia e la digitalizzazione dei processi aiuta. Ne parliamo con Giancarlo Terzi, VP Field Services di Schneider Electric Italia

Continuare a produrre e lavorare come in passato – sprecando risorse e non preoccupandosi di rendere più efficienti i propri processi – o iniziare a pianificare il proprio lavoro tenendo conto di una sostenibilità integrata, ovvero economica, ambientale e sociale?

La domanda è retorica perché esiste una sola via di uscita a questa situazione di emergenza antropica, in cui le “vecchie” attività umane stanno compromettendo ogni giorno di più la salute del Pianeta e degli stessi abitanti.

Per questo flessibilità e resilienza saranno componenti essenziali per poter raggiungere gli obiettivi energetici e di sostenibilità, sfruttando le innovazioni tecnologiche che oggi sono in grado di semplificare la gestione dei dati anche nei progetti di energy management più complessi.

È questa la visione di Schneider Electric che, nel suo recente Corporate Energy and Sustainability Progress Report 2020, analizza come le aziende stanno affrontando l’attuale situazione, caratterizzato da un cambiamento dello scenario energetico, in cui inevitabilmente si dovrà operare una transizione energetica e puntare a una gestione dell’energia più tecnologica, affidandosi a strumenti digitali avanzati.

Abbiamo approfondito il tema con Giancarlo Terzi, VP Field Services di Schneider Electric Italia, che ci ha confermato come oggi “la gestione dell’energia sia diventata un elemento critico per realizzare strategie di sostenibilità integrate, grazie soprattutto a un aumento dell’uso di strumenti digitali per la raccolta e l’analisi dei dati, segno che il tema del cambiamento climatico sta diventando sempre più centrale nelle scelte in materia di energia e risorse delle imprese“.

Il report di Schneider è stato realizzato attraverso i dati raccolti da GreenBiz Research attraverso un questionario a cui hanno risposto responsabili di energia e sostenibilità in aziende di tutto il mondo.

Interessanti i tre punti cardine emersi da queste interviste: il primo è la rinnovata – e più completa – figura degli energy manager, veri motori del cambiamento in azienda; a questo va aggiunto il ruolo delle tecnologie digitali che possono ridurre la complessità nella gestione energetica e, infine la priorità che tutte le aziende intervistate stanno dedicando alla lotta al cambiamento climatico.

Segno che, come ricorda Terzi, “il cambiamento climatico è al centro dell’attenzione di investitori e consumatori che guardano con attenzione a come le aziende fanno la loro parte per ridurre le emissioni di anidride carbonica e si impegnano a promuovere l’uso di energia sostenibile“.

Da questa attenzione non potrà che scaturire, anche per le aziende che ancora non l’hanno fatto, una maggiore sensibilità e una propensione a mettere in atto le modifiche necessarie per contribuire al cambiamento.

I risultati del Corporate Energy and Sustainability Progress Report 2020 di Schneider Electric

Il Corporate Energy and Sustainability Progress Report 2020 di Schneider è nato per analizzare il modo in cui le grandi organizzazioni acquistano energia, gestiscono la richiesta di risorse, usano i dati e come sviluppano, finanziano e realizzano programmi di efficienza energetica e di decarbonizzazione.

Alle interviste hanno partecipato 265 professionisti in ambito energia e sostenibilità che si occupano di procurement, operation, sostenibilità a tutti i livelli – dal board alla consulenza individuale. Le aziende coinvolte rappresentano 17 settori industriali e hanno un fatturato annuale di almeno 250 milioni di dollari.

report schneider electric

Il ruolo degli energy manager

Si tratta di un ruolo fondamentale in uno scenario operativo complesso: per l’87% degli intervistati infatti l’acquisto di energia sta diventando un tema di grande impatto e più complesso di prima.

Per questo l’energy manager deve essere una figura professionale estremamente preparata e capace di gestire l’intero processo aziendale.

Il 56% del campione ha uno staff dedicato all’energy management: lo scenario di complessità attuale richiede necessariamente competenze specializzate per individuare strategie e best practice che facciano risparmiare sui costi.

Nel 46,5% delle risposte la sfida più grande e importante oggi è la capacità di scegliere il momento giusto per acquistare energia – era il 29% lo scorso anno.

Inoltre il 60% dei manager intervistati sta valutando l’uso di energie rinnovabili come strategia da adottare nei prossimi tre anni per gestire la volatilità, mentre il 30% già le utilizza. Un 46% dei rispondenti dichiara poi di essere preparato per affrontare future innovazioni nella gestione dell’energia.

Ridurre la complessità grazie alle tecnologie digitali

I tanti dati su consumi energetici e sostenibilità disponibili in azienda possono essere di difficile analisi; per questo le aziende hanno dichiarato di aver investito in tecnologie digitali per ridurre questa complessità: il 37% ha dichiarato di usare strumenti IoT come meter, sensori e altri componenti smart, mentre il 63% di chi usa soluzioni digitali ha più fiducia nella sua capacità di esser pronto ad adottare innovazioni nella gestione delle risorse.

Nonostante siano ancora tanti coloro che di fatto gestiscono i dati usando dei fogli di calcolo (il 54% del campione) la ricerca mostra che il 48% delle aziende sta adattando i programmi di gestione dei dati energetici o di sostenibilità per far fronte all’aumento di device connessi e il 24% dichiara di star lavorando per usare maggiormente l’intelligenza artificiale.

La lotta al cambiamento climatico è fondamentale

La questione ambientale è uno dei principali driver dei programmi di sostenibilità e di gestione energetica delle grandi aziende (51,5%) e il cambiamento climatico è considerato il rischio più grande a cui far fronte nella scelta dell’energia (58%).

Il top management, finalmente, riconosce che la lotta al cambiamento climatico crea per l’azienda una migliore reputazione, nuovi prodotti e servizi e potenziali vantaggi dagli investimenti in quest’area.

Un’attenzione evidenziata anche all’interno di Schneider Electric che, attraverso le proprie soluzioni digitali per la gestione dell’energia e l’automazione, per l’efficienza e la sostenibilità, punta a ottenere il massimo dall’energia e dalle risorse a disposizione delle aziende.

Per questo motivo, in occasione dell’Overshoot Day, in collaborazione con il Global Footprint Network, Schneider Electric ha realizzato una guida – Strategies for One-Planet Prosperity – per spiegare alle aziende che la sfida del saper tutelare il clima ed evitare lo spreco delle risorse è essenziale per costruire un vantaggio competitivo nel lungo termine.

Il paradigma da adottare è quello della resilienza e della flessibilità per raggiungere la sostenibilità: ovvero imparare a pianificare in anticipo – sostenendo il benessere delle persone e promuovendo la sicurezza delle risorse – invece di continuare a sprecare e a sfruttare le persone e l’ambiente.

In questo modo, effettuando questa transizione concettuale e operativa alla one-planet prosperity si potrà rimanere rilevanti in un mondo sempre più influenzato dal cambiamento climatico e dalla riduzione delle risorse, migliorando le condizioni di vita dell’umanità e restando all’interno delle capacità del nostro Pianeta.

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