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Inquinamento causato dal web: un problema da non sottovalutare

pubblicato il: - ultima modifica: 9 Settembre 2020
inquinamento causato da internet
Foto da Pexels

Ogni giorno, 35 milioni di persone solo in Italia passano più di due ore connesse a Internet. Tutti usufruiscono della rete e nessuno può farne più a meno.

Attività lavorative, shopping, chiacchiere con amici, sono sempre di più le operazioni comuni sul world wide web. E anche se non sembra, tutto questo ha un impatto ambientale considerevole.

L’inquinamento causato da Internet, infatti, è un problema reale, preso in considerazione solo da pochi anni. Internet infatti è tutt’altro che una tecnologia a basso impatto ambientale.

La rete virtuale che sembra non avere ripercussioni ecologiche, in realtà comporta dispendi energetici notevoli che hanno un effetto a cascata sull’intero Pianeta. Tutto è correlato ai dati consumati sul web. Maggiore è la richiesta di dati, maggiore è il dispendio energetico di server e dispositivi, maggiore è l’inquinamento.

Coloro che pensavo che guardare contenuti in streaming su Netflix, scaricare un applicazione dall’App Store del cellulare o giocare su un sito come www.spikeslot.com non comportasse nessun problema di carattere green, dovranno ricredersi.

Per dare un metro di paragone, ogni Gb (gigabyte) di dati richiede, teoricamente, 200 litri di acqua per produrre l’energia elettrica necessaria in modo sostenibile. Ovviamente, attualmente le energie rinnovabili non riescono ancora a coprire il fabbisogno, motivo per cui più si usa Internet e più si inquina.

Perché Internet inquina?

Come menzionato sopra, l’inquinamento causato da Internet è un problema serio. In generale il web presenta due fattori che hanno un impatto notevole sull’ambiente.

Il primo è il dispendio energetico determinato dai dati trasmessi in rete. Più dati vengono trasmessi, più energia elettrica è richiesta. Alcune società si stanno impegnando a usufruire di energie rinnovabili come Apple, Microsoft e Facebook, tuttavia la strada è ancora lunga.

Oltre all’energia elettrica per le operazioni di calcolo, i server devono essere anche raffreddati. Spesso vengono usate delle ventole, ancora una volta alimentate con elettricità, incrementando ulteriormente l’impatto di ogni server.

Un altro problema da non trascurare riguarda le innovazioni tecnologiche apportate ai dispositivi elettronici che determina una sostituzione delle componenti più datate.

Se da un lato il progresso aiuta a trovare soluzioni che consumano di meno e offrono prestazioni migliori, dall’altro questo continuo sviluppo genera anche un accumulo di rifiuti tecnologici che possono essere pericolosi se non smaltiti correttamente.

La buona notizia è che molti dispositivi, come i telefoni, sono riciclabili per oltre il 90%, a patto che le persone li gettino nei contenitori specifici o li consegnino alle società di raccolta specializzate.

Così diventa fondamentale sensibilizzare le persone a uno smaltimento corretto dei rifiuti tecnologici, come smartphone, tablet e computer, in modo da poter ricavare risorse da quelli che di fatto non sono altro che scarti.

In alcune nazioni sono nati anche dei piccoli bancomat che valutano la condizione dei telefoni usati e offrono una ricompensa in denaro per coloro che decidono di consegnarli.

L’inquinamento causato da Internet, quindi, è un problema che non deve essere sottovalutato, soprattutto perché fino a quando le energie rinnovabili non garantiranno il soddisfacimento completo del fabbisogno energetico mondiale, l’impatto sul Pianeta del web sarà ancora significativo.

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