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Nuovo codice della strada per tutelare la mobilità dolce

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Foto di Kelly Lacy da Pexels

Nel Decreto Semplificazione, approvato dal Senato nei giorni scorsi, sono state introdotte anche una serie di modifiche al codice della strada, recependo le preoccupazioni e le indicazioni dei comuni italiani, impegnati a gestire la ripartenza del traffico urbano dopo l’emergenza sanitaria tutelando la mobilità dolce, ovvero biciclette, monopattini e pedoni

Cambia il codice della strada che introduce norme per tutelare la mobilità urbana dolce e per risolvere le delicate questioni applicative di precedenti provvedimenti normativi.

Non senza qualche dubbio esplicitato dall’ufficio studi dell’Asaps, l’associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale – per il quale “nel testo del disegno di legge di conversione del decreto semplificazione, approvato in settimana al Senato, sono state introdotte, silenziosamente, numerose e importanti novità per il Codice della Strada“.

Novità per la velocità in città – zone 30 km/h, piste ciclabili, viabilità a due ruote, autovelox fissi anche sulle strade urbane di quartiere e locali – ma anche per gli scooter a tre ruote che potranno tornare a circolare in autostrada, o le nuove competenze per gli accertatori e gli ausiliari della sosta ai quali sono stati conferiti maggiori poteri di sanzionare i divieti di sosta.

Una corsa contro il tempo per attuare le modifiche visto che con il prossimo 14 settembre riapriranno le scuole e, vista la situazione sanitaria, non stentiamo a credere che la mobilità privata in città possa esplodere.

Per questo motivo, i comuni si devono preparare per affrontare il presumibile assalto di veicoli, non soltanto con nuove regole a tutela dei più deboli ma anche attraverso un maggior controllo delle forze dell’ordine.

Nuovo codice della strada, ecco cosa cambia

Sono tre i filoni principali che interessano le modifiche al codice della strada sollecitate dai comuni italiani per favorire una transizione a una mobilità dolce e più sostenibile nelle nostre città: equilibrio tra pedoni, biciclette (monopattini) e automobili, più sicurezza sulle strade e un’aria più pulita.

Ecco, per quanto riguarda Milano, le novità del codice della strada, spiegate da Marco Granelli, assessore alla mobilità del Comune di Milano sulla sua pagina Facebook.

Zone 30, strade ciclabili, corsie ciclabili, doppio senso ciclabile, zone scolastiche, limitazione della velocità, queste le ricette, che ora diventano realtà nel codice della strada.

Molte cose saranno utilizzabili da subito, altre attraverso l’aggiornamento con Decreto del Regolamento come per esempio il cartello stradale delle strade urbane ciclabili, decreto previsto entro 60 giorni.

A giorni saranno legge le strade ciclabili, il doppio senso ciclabile, le zone scolastiche e saranno migliorate le corsie ciclabili. Inoltre, previa autorizzazione del Prefetto, si potranno mettere autovelox per ridurre la velocità anche nelle strade urbane di quartiere e locali“.

Il codice della strada è un passaggio storico, nato dalle città e dalle associazioni, con uno sguardo all’Europa. Bici e pedoni saranno in strada più sicuri accanto alle auto.

Racconta infatti Granelli che “era l’estate 2017 quando misi alla mia bici un fiocco bianco, quello della campagna codicedisicurezza, me lo diede Guia Biscaro presidente di Fiab e da quel giorno è partito il mio impegno. Oggi il Codice lo abbiamo cambiato“.

Ecco le principali novità introdotte con il Decreto Semplificazione, illustrate dall’assessore Granelli (quindi calate sulla realtà del Comune di Milano).

Strade urbane ciclabili

Si tratta di una nuova tipologia di strada dove le automobili possono viaggiare a velocità limitata (30 km/h) ma con priorità e precedenza alla bicicletta e ponendo la massima attenzione.

A Milano le useremo per i controviali come Zara-Testi, Certosa, Famagosta – Cermenate, Romagna – Campania – Mugello – Molise, Palmanova, Sempione e magari anche nei centri storici dei quartieri di Milano dove ci sono vie strette a senso unico: per esempio in via F.lli Zoia nel tratto stretto a Quarto Cagnino, o via Caldera a Quinto Romano, o in via Morelli a Figino, o in via S. Bernardo a Chiaravalle“.

Doppio senso ciclabile

Non era previsto dal codice, era stato autorizzato solo in situazioni molto particolari e senza la sosta. Ora sarà possibile prevedere il doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico per le auto, solo dove lo decide il Comune, realizzando sul lato sinistro della strada a senso unico, anche in presenza di sosta, una corsia ciclabile segnata con linea tratteggiata e simbolo delle biciclette, che permette alle bici di andare in un senso insieme alle auto e nell’altro in corsia ciclabile.

Questo permetterà di semplificare i percorsi nei quartieri e nelle zone 30, favorendo i percorsi lineari per le bici, ma in sicurezza e regolarità e visibilità reciproca per bici e auto.

A Milano per esempio potremmo migliorare via Martiri oscuri una via che permette alle bici nel quartiere Nolo di fare un itinerario rettilineo est-ovest tra via Ferrante Aporti e il Trotter. E potremmo pensarlo per altre vie in altre zone 30 come Isola, o Corvetto, o Bovisa-Dergano“.

Miglioramento della corsia ciclabile

Misura già introdotta a maggio: è una corsia ciclabile, delimitata da linea bianca tratteggiata e con il simbolo della bicicletta, destinata alle biciclette, ma valicabile dalle auto. Viene migliorata: permettendone l’utilizzo alle auto solo se la strada è stretta e per accedere alla sosta; introduucendo anche per le corsie ciclabili la casa avanzata; permettendo alla corsia ciclabile di sovrapporsi alle fermate del bus e così non interrompersi, dando chiaramente la precedenza al bus.

“La corsia ciclabile oggi a Milano è già realizzata in Puglie, Monza, Castelbarco, nella cerchia dei Navigli in senso orario tra la preferenziale bus e il marciapiede. La useremo ancora”.

Biciclette nelle corsie riservate ai bus

Sarà consentita ma solo in presenza di corsie preferenziali larghe almeno 4,30m. “A Milano potremmo utilizzarla per contribuire a completare la ciclabilità della cerchia della 90-91 nel tratto di viale Serra e viale Monte Ceneri tra il ponte della Ghisolfa e piazzale Lotto“.

Zona scolastica

Strade in vicinanza delle scuole dove le auto non circolano negli orari più frequentati da bambini e ragazzi in entrata e uscita, a protezione dei pedoni e dell’ambiente (per limitare le emissioni inquinanti di prossimità come il black carbon e l’NO2 per le giovani generazioni).

A Milano le zone scolastiche verranno istituite a partire dall’esperienza delle scuole car free, esistenti oggi in 26 località e nelle prossime settimane in probabili altre 10-15 località vicine alle scuole“.

Autovelox anche nelle strade urbane di quartiere

Oggi nelle città gli autovelox possono essere posti solo nelle strade di scorrimento. Domani sarà possibile installarli, sempre previa autorizzazione del Prefetto, anche sulle strade E e F e cioè urbane di quartiere e locali.

Questo permette ai Comuni, previa documentazione accurata sugli incidenti e autorizzazione del Prefetto, di poter collocare l’autovelox e quindi ridurre gli incidenti in quelle strade urbane dove il rischio è l’investimento del pedone, e cioè dove vi sono strade dritte e larghe che facilitano la velocità, ma si è in presenza di scuole, abitazioni, negozi, servizi per cui vi sono attraversamenti pedonali a rischio per i pedoni.

Le città con i loro Comuni (assessori, dirigenti, tecnici) e con le associazioni di ciclisti come Fiab e Legambiente, a partire dall’esperienza quotidiana di cercare più sicurezza in strada, di cambiare la mobilità per vincere il traffico e l’inquinamento, hanno fatto proposte per un nuovo equilibrio in strada.

E il Governo (un lavoro certosino con Ministri (De Micheli), sottosegretari (Traversi e Mauri), dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e dell’Interno e i dirigenti della Polizia stradale) e il Parlamento (parlamentari di PD Mirabelli e Gariglio, M5S Di Girolamo, e IV Comincini) – conclude Granellici hanno ascoltato e insieme abbiamo costruito questa rivoluzione del codice della strada, partendo dalle città, guardando l’Europa, cercando di far passare il concetto che in strada pedoni, bici, auto devono convivere insieme in sicurezza“.

Le altre norme inserite nel nuovo codice della strada

Per le altre norme – divieto di sosta sanzionato anche dai netturbini, telecamere anche per sanzionare il divieto di accesso o di transito, banca dati dei permessi invalidi, stop ai ricorsi al ministero dei Trasporti, deroghe al divieto di circolazione con targhe estere, sosta delle auto elettriche, taxi anche a noleggio, collaudi più semplici, carta di circolazione, tricicli oltre 250 cm3 in autostrada, colonnine di ricarica ogni mille abitanti, nuove scadenze delle revisioni, documento unico – inserite nel nuovo codice della strada e la loro spiegazione rimandiamo a questo articolo pubblicato su Quattroruote.it.

Sul sito dell’Automobile Club Italiano (Aci) trovate tutte le norme relative al codice della strada.

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