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Torniamo a leggere Il richiamo della foresta

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semeia - rivista gruppo wild
Immagine tratta dal sito leonardofrontani.com - Wild

Il richiamo della foresta, celebre romanzo di Jack London, ha ispirato la nascita di una nuova rivista: Semeia. La pubblica la trentina Wild

La natura e la sua forza formativa: è con questo taglio che nasce Semeia, rivista multidisciplinare che punta ad avere come lettori formatori, consulenti e più in generale da chi si occupa di apprendimento e sviluppo della persona: quindi psicologi, pedagogisti, insegnanti, educatori.

Tutti coloro che vogliono partire dal Green per allargare i confini della conoscenza e per sperimentare l’inatteso.

A idearla è stata Wild, società di formazione e consulenza aziendale che ha fatto del Trentino la sua base ideale per corsi in natura. General manager di questa azienda è Leonardo Frontani, facilitatore e formatore comportamentale. E ora direttore responsabile di Semeia.

La rivista – ci spiega Stefania Santoni, direttore creativo della testata – nasce per ribadire l’importanza del ruolo della natura dell’apprendimento, perno della filosofia e dell’approccio di Wild. Da qui l’idea di dedicare il primo numero di Semeia all’apprendimento in natura. Altri numeri della rivista saranno dedicati al verde (per esempio, faremo qualcosa sia sull’apprendimento sensoriale che sui quattro elementi), sempre declinati alla formazione. Inoltre il richiamo della foresta è più che mai necessario in questo momento, data la situazione di emergenza che stiamo vivendo: il futuro è il ritorno alla natura, ad un rapporto più immediato con l’origine di ogni cosa“.

Il primo numero della rivista è dedicato allʼapprendimento in natura, risorsa fondamentale per conoscere e conoscersi. Chiara è inoltre la rievocazione al celebre romanzo di Jack London: “questo primo numero – continua la Santonivuole risvegliare il nostro lato più istintuale, legato alla dimensione naturale“.

Nell’editoriale curato da Stefania Santoni si legge: “E molto simili alle visioni dell’uomo peloso c’era il richiamo che anche ora risuonava nel cuore della foresta. Questo lo riempiva di grande agitazione e strani desideri. Gli faceva sentire una felicità dolce, elusiva, ed era consapevole di provare struggimenti e stimoli selvaggi per una cosa che non conosceva.

A volte inseguiva il richiamo sin dentro la foresta, per cercarlo come qualcosa di tangibile, e abbaiava secondo lo stato d’animo, piano o spavaldo. Poi infilava il naso nel muschio fresco del legno o nel terreno scuro dove cresceva l’erba alta e annusava con gioia gli odori della terra grassa; oppure stava per ore accucciato come se si nascondesse dietro i tronchi ricoperti di funghi o gli alberi caduti, dove teneva occhi e orecchie spalancati davanti a tutto ciò che si muoveva e risuonava intorno a lui.

Poteva essere che restando così disteso sperasse di sorprendere il richiamo che non riusciva a capire. Ma non sapeva perché faceva tutte queste cose. Era spinto a farle, e non ci ragionava affatto.

Secondo Vladimir Propp, studioso russo che ha dedicato le sue ricerche all’affascinante e misterioso mondo delle fiabe, esiste uno stretto legame tra foresta e iniziazione: si tratta di una connessione solida e costante che si ritrova in moltissime fiabe.

Perché? Ogni volta che un eroe si addentra nel bosco trova una capanna che si rivela l’accesso a un’altra dimensione, a un mondo altro e nuovo: è un rito di passaggio. L’eroe deve morire temporaneamente, per poi rinascere ancora più forte.

Ed è proprio grazie a questo incontro/scontro che si verifica un cambiamento, o meglio, una crescita: calato nella dimensione naturale e primordiale, oltrepassati l’ordinario e l’abitudine, l’uomo avverte (e vive) il richiamo della foresta iniziando così a conoscersi e conoscere.

Questo primo numero di Semeia è dedicato all’apprendimento nel bosco: che cosa succede all’uomo quando si trova ad essere completamente immerso nella natura? Attraverso uno sguardo multidisciplinare che spazia dall’antropologia alla psicologia, dalla neurologia alla musicoterapia per arrivare al disegno e all’educazione ambientale, esploreremo le molteplici declinazioni del richiamo della foresta.

Nel bosco c’è la storia dell’uomo – afferma Frontani – ed è il posto da cui tutti siamo venuti e che abbiamo lasciato andare circa 11.000 anni fa. In questi anni di esercizio della mia professione con le organizzazioni, ho condotto molte persone nel bosco ed è lì che mi sono appassionato all’osservazione del gruppo.

Frontani continua: “Ho visto come il ritorno alla Natura sia disagevole per molti, ma ho anche visto gli stessi essere diversi il mattino seguente. Li ho visti divenire grati alle cose, piccole, e agli eventi, quando nella Natura ci riprendiamo l’attitudine alla non-fragilità. Li ho visti, nel bosco, anche perdersi sui sentieri tortuosi della propria Natura, luogo ben più difficile da esplorare. Infine ho visto i loro occhi quando hanno cominciato a ricordare e a chiamare tutto questo, casa. È nel bosco che ho compreso che il successo della nostra specie non risiede nella forza del singolo, ma nel pensiero collettivo del cerchio intorno al fuoco“.

Sul primo numero di Semeia si troveranno contributi di Letizia Nardi, Isabella Chirico, Margherita Taras, Daniela Poli, Marianna Schinaia, Elisabetta Mitrovic, Costanza Rossi. Molte donne: evviva.

Per richiedere la rivista in formato ebook potete scrivere alla redazione: [email protected].

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